Raffaele Sonzogno

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Raffaele Sonzogno (Milano, 1829Roma, 6 febbraio 1875) è stato un giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Milanese, era discendente della famiglia di editori Sonzogno.

Sposato con Emilia Comolli, ricca comasca, si trasferì a Roma al seguito delle truppe italiane che conquistarono l'Urbe ponendo fine al secolare dominio pontificio. L'indomani della Presa di Roma fondò un suo quotidiano: «La Capitale» (22 settembre 1870). Nel 1871 assunse anche la direzione.

Fu ucciso con 13 coltellate il 6 febbraio 1875 da Pio Frezza, detto "Spaghetto". Aveva 46 anni. Al processo, oltre al Frezza, furono condannati all'ergastolo per l'omicidio anche i mandanti: Giuseppe Luciani (garibaldino che fuggì con la moglie di Sonzogno), Michele Armati (ufficiale delle guardie municipali), Luigi Morelli, detto "Caporaletto", e Cornelio Farina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

La drammatica vicenda di Sonzogno è narrata seppure in forma romanzata nelle pagine de I sicari di Trastevere, Sellerio, 2013, dello scrittore Roberto Mazzucco; nel libro Intrighi d'Italia, di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, Sperling&Kupfer 2012; e nel primo capitolo del saggio di Gian Antonio Stella, I misteri di via dell'Amorino, Rizzoli 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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