Porta San Lorenzo (Bergamo)

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Porta San Lorenzo
Porta Garibaldi
Mura venete di Bergamo
BergamoPortaSanLorenzoGaribaldi2.JPG
Porta San Lorenzo
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
CittàBergamo
Coordinate45°42′23.84″N 9°39′46.16″E / 45.706621°N 9.662822°E45.706621; 9.662822Coordinate: 45°42′23.84″N 9°39′46.16″E / 45.706621°N 9.662822°E45.706621; 9.662822
Mappa di localizzazione: Italia
Porta San Lorenzo (Bergamo)
Informazioni generali
Costruzione1561-1588
sullemuraveneteeporte
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Porta San Lorenzo, o porta Garibaldi (in bergamasco Pórta San Lorens), è la più piccola delle porte di accesso delle mura venete alla parte alta della città di Bergamo.
Nel 1561 Bergamo, si trovava ad essere città di confine tra i territori posti sotto il dominio veneto e il milanese che dopo la morte di Francesco II Sforza (1535) e la pace di Cateau-Cambrésis (1559) era diventata una provincia spagnola[1].
Per difendere questo avamposto veneto, e dato l'immenso patrimonio che la repubblica aveva da dover investire, vennero realizzate le mura venete. Nei quattro punti cardinali vennero inserite le porte di accesso, prendendo il nome dalle chiese presenti: Porta San Lorenzo, Porta San Giacomo, Porta Sant'Agostino e Porta Sant'Alessandro. Ognuna riportava il Leone di San Marco, simbolo di Venezia, ed era un punto di collegamento con le differenti località.[2]. Le porte rimasero il controllo all'accesso di città alta, e venivano chiuse ogni sera fino al XX secolo[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Porta San Lorenzo, rivolta verso nord, fu la prima ad essere costruita e prese il nome dalla chiesa di San Lorenzo che venne distrutta per la costruzione delle mura[4]. La porta venne successivamente chiusa nel 1605, perché si riteneva fosse poco sicura dagli attacchi che potevano scendere dalla Val Brembana, dalla via Priula e dalla Valle Imagna. Venne riaperta nel 1627 ad un livello superiore, con un costo di 4000 ducati[5], permettendo così l'accesso alla città dalle valli, e da Como; è ancora visibile una seconda entrata ma posta a livello inferiore[6].
Dal restauro del 2013 di un pilone del ponte, risultò che il ponte di accesso in muratura alla porta, del 1627, sostenuto da cinque archi, non aveva mai subito ristrutturazioni o rinforzi in quattrocento anni[7].
Un cartiglio posto sulla facciata ricorda il capitano rettore veneziano Giovanni Antonio Zen, che durante il periodo della peste del 1630, quando tutti gli amministratori cittadini fuggivano, si assunse la direzione della città. Di lui racconta il Ghirardelli, anch'egli ammalatosi e morto nella peste, nel suo Historia del memorando contagi, con pubblicazione postuma[8].
Un ulteriore cartiglio, posto sulla facciata esterna nel 1907, ricorda l'entrata nella città, liberata dagli austriaci, di Giuseppe Garibaldi l'8 giugno 1859, che scendeva dalla Val Brembana[9] da qui il nome di Porta Garibaldi[10]. Lo storico Giuseppe Locatelli Milesi scrisse che i garibaldini giunsero verso le sette di mattino presso la porta e che vennero accolti dall’impiegato del dazio, come gloriosi liberatori dal dominio austriaco e che le guardie subito presentarono le armi, già avvisate e preparate da Francesco Nullo e Antonio Curò entrati in città dalla porta nascosta detta del Soccorso la sera precedente[11].
È sicuramente la porta più rustica, la meno curata, quella che doveva essere il passaggio del popolo, tanto che il toro che corre orizzontalmente lungo le mura e che separa la parte superiore a quella inferiore, qui si interrompe; qualcuno sostiene che il popolo che avrebbe usato questa porta non avrebbe apprezzato certe finezze artistiche[12]

A differenza delle altre tre porte d'accesso alla parte alta della città, qualla di san Lorenzo non presenta il bassorilievo con il leone di san Marco, che venne posto dopo la seconda guerra mondiale ad opera di Piero Brolis, ma venne lasciato il dipinto raffigurante sempre un leone eseguito nel 1915 da Francesco Domenighini, che aveva realizzato i dipinti del soffitto della platea del Teatro Gaetano Donizetti. Il dipinto con il tempo è diventato sempre meno visibile[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piga, p. 36
  2. ^ Porta San Lorenzo, VisitBergamo. URL consultato il 6 settembre 2016.
  3. ^ Quàter pass in Sità Ólta, www.bergamaschi.it. URL consultato il 7 settembre 2016.
    «il Campanone, torre civica che ogni sera, alle 22, rintocca ancora i 180 colpi che ricordano quando le Porte della Città venivano chiuse per la notte.».
  4. ^ Luca Stefano Cristini, Le Mura di Bergamo, su books.google.it. URL consultato il 7 settembre.
  5. ^ Piga, p.28
  6. ^ San Lorenzo, in fondo al ponte alla ricerca della porta più antica, L'Eco di Bergamo. URL consultato il 4 dicembre 2016.
  7. ^ Riaperta porta san Lorenzo, L'Eco di Bergamo. URL consultato il 6 settembre 2016.
  8. ^ Ghirardelli Lorenzo[collegamento interrotto], Bgpedia. URL consultato il 6 settembre 2016.
  9. ^ piga, p. 30
  10. ^ Port san Lorenzo, Comune di Bergamo. URL consultato il 6 luglio 2016.
  11. ^ Porta san Lorenzo, Terra di Bergamo. URL consultato il 7 settembre 2016.
  12. ^ Piga, p.29
  13. ^ Gualandris, p 15

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Historia del memorando contagio Lorenzo Ghirardelli, Bergamo, Rossi fratelli, 1681.
  • Claudio Piga, Luci e scorci di Bergamo Alta, Mercatino di Bergamo, 1998.
  • Bergamo, Le mura venete, Bergamo, Azienda Promozione Turistica di Bergamo e Provincia, 1988.
  • Arnaldo Gualandris, La città dipinta affreschi, dipinti murali insegne di Bergamo Alta, UCAI, 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]