Pitiriasi rosea

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Pitiriasi rosea
Pit rosea small.jpg
Pitiriasi rosea di Gibert. Piccole lesioni maculopapulari estese a livello del torace e dell'addome. Si noti la chiazza madre a livello della porzione superiore della linea alba.
Specialità dermatologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSH D017515
MedlinePlus 000871
eMedicine 1107532

La pitiriasi rosea (di Gibert) è una dermatosi benigna caratterizzata da un decorso lento ed un quadro clinico specifico.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Colpisce soprattutto soggetti giovani (10-35 anni, negli ultimi anni però si sono verificati casi anche in età più avanzata), per lo più nei mesi primaverili e autunnali.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

L'eziologia è sconosciuta. Tuttavia la presentazione clinica e le reazioni immunologiche suggeriscono che alla base del disturbo vi possa essere una possibile infezione virale. Alcuni autori ritengono che possa essere correlata ad una riattivazione di una infezione da herpes virus (in particolare i ceppi 6 e 7), noti per poter causare la roseola infantum durante l'infanzia.[1][2][3][4]

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

La malattia compare senza nessun prodromo e senza altri sintomi ad esclusione delle caratteristiche manifestazioni cutanee. Il periodo di osservazione dell'insorgenza si nota maggiormente durante i cambi stagionali, esposizione prolungata ad agenti in ambito lavorativo (polveri, particelle varie, ecc...) che vanno a determinare una secchezza particolare della cute.

Colpisce il busto, gli arti superiori e il cuoio capelluto; raramente il volto, gli arti inferiori, e i genitali. Si determina la formazione della prima "macchia" dapprima rosea detta "madre", dove le lesioni definite "a medaglione" sono di forma ovalare con eritema e desquamazione, i limiti sono netti e i bordi della lesione sono appena rilevati. C'è una risoluzione centrale. In seguito, dopo qualche settimana, vi è un ispessimento e secchezza con la "maturazione" del punto interessato. Il colore si intensifica per poi regredire rimanendo tuttavia la particolare mancanza di elasticità e idratazione del sito. La "macchia madre" assume un decorso "pulsante" e col passare del tempo altre macchie si susseguono a dislocazione casuale, le quali una volta "maturate" scompaiono, pur rimanendo quella madre.

Le manifestazioni cutanee si riscontrano nel tronco, collo e terzo superiore degli arti superiori. Esistono inoltre manifestazioni cliniche riguardanti morfologia e topografia delle lesioni atipiche.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

I dermatologi spesso pongono la diagnosi solo su base clinica. Se la diagnosi non è chiara possono essere eseguiti alcuni esami per fare diagnosi differenziale ed escludere alcune condizioni simili: ad esempio la malattia di Lyme, la psoriasi guttata, l'eczema nummulare o discoide, le eruzioni cutanee da farmaci, la Tinea corporis (micosi cutanea), la dermatite seborroica (clinicamente distinguibile grazie alle peculiari squame untuoso-giallastre) e altri esantemi virali.[5] La biopsia delle lesioni permette di evidenziare eritrociti fuoriusciti dai vasi e localizzati all'interno di papille dermiche, così come cellule discheratosiche all'interno del derma.[6]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Tende all'autorisoluzione e non esiste una vera e propria terapia. Si consigliano l'uso di detergenti a pH leggermente acido, e con elevata idratazione. Regredisce in pochi mesi, per poi a volte ritornare. L'esposizione alla luce solare sembra accelerare la risoluzione della malattia.[7] Sono da utilizzare delle semplici precauzioni per evitare che la pitiriasi rosea possa condurre a ulteriori problematiche collaterali. È assolutamente da evitare grattare la pelle per il prurito ma piuttosto utilizzare delle creme emollienti. Il farmaco antivirale aciclovir sembra ridurre la durata e la gravità del disturbo.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Poljacki M, Rajić N, Matić M, [Etiopathogenic importance of human herpes viruses type 6, 7 and 8 in manifestations of certain skin diseases], in Med. Pregl., vol. 54, 9-10, 2001, pp. 459–63, PMID 11876008.
  2. ^ Drago F, Broccolo F, Javor S, Drago F, Rebora A, Parodi A, Evidence of human herpesvirus-6 and -7 reactivation in miscarrying women with pityriasis rosea, in Journal of the American Academy of Dermatology, vol. 71, nº 1, 2014, pp. 198–9, DOI:10.1016/j.jaad.2014.02.023, PMID 24947696.
  3. ^ Cynthia M. Magro, A. Neil Crowson e Martin C. Mihm, The Cutaneous Lymphoid Proliferations: A Comprehensive Textbook of Lymphocytic Infiltrates of the Skin, John Wiley and Sons, 2007, pp. 36–, ISBN 978-0-471-69598-1.
  4. ^ Mahajan K, Relhan V, Relhan AK, Garg VK, Pityriasis Rosea: An Update on Etiopathogenesis and Management of Difficult Aspects, in Indian J Dermatol, vol. 61, nº 4, 2016, pp. 375–84, DOI:10.4103/0019-5154.185699, PMC 4966395, PMID 27512182. URL consultato il 9 marzo 2017.
  5. ^ Horn T, Kazakis A, Pityriasis rosea and the need for a serologic test for syphilis, in Cutis, vol. 39, nº 1, 1987, pp. 81–2, PMID 3802914.
  6. ^ Okamoto H, Imamura S, Aoshima T, Komura J, Ofuji S, Dyskeratotic degeneration of epidermal cells in pityriasis rosea: light and electron microscopic studies, in Br. J. Dermatol., vol. 107, nº 2, 1982, pp. 189–94, PMID 6179530. URL consultato il 9 marzo 2017.
  7. ^ Horio T, Skin disorders that improve by exposure to sunlight, in Clin. Dermatol., vol. 16, nº 1, 1998, pp. 59–65, PMID 9472434. URL consultato il 9 marzo 2017.
  8. ^ Ganguly S, A Randomized, Double-blind, Placebo-Controlled Study of Efficacy of Oral Acyclovir in the Treatment of Pityriasis Rosea, in J Clin Diagn Res, vol. 8, nº 5, 2014, pp. YC01–4, DOI:10.7860/JCDR/2014/8140.4360, PMC 4080052, PMID 24995231. URL consultato il 9 marzo 2017.

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