Malattia di Lyme

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Avvertenza
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Malattia di Lyme
Bullseye Lyme Disease Rash.jpg
Tipico eritema cutaneo "a bersaglio" del Lyme iniziale, utilissimo per fare diagnosi immediata, patognomonico ma fugace
Malattia rara
Cod. esenz. SSNRA0030
Specialitàinfettivologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSHD008193
MedlinePlus001319
eMedicine330178, 965922 e 786767
Sinonimi
borreliosi
Willy Burgdorfer

La malattia di Lyme (borreliosi) è una malattia di origine batterica.

Il New York Times l'ha definita "la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente nel mondo dopo l'AIDS". Rapporti da altri paesi indicano che si sta diffondendo anche in Asia, Europa e Sud America. In Europa la malattia è comune in Austria, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia. In Italia è presente soprattutto nel Carso, in Trentino e in Liguria, in minor quantità è presente anche in altre regioni[1].

L'origine del nome della malattia si riferisce alla cittadina di Lyme, nel Connecticut, dove si verificò un'epidemia di questo male, segnalata a partire dal 1975, che si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. L'artrite cominciava con eritemi cutanei sul torace, addome, dorso e natiche, che si ingrandivano fino a raggiungere una dimensione variabile tra i 10 e i 50 cm, mal di testa e dolori articolari.

La causa della malattia di Lyme è un batterio spiraliforme, la Borrelia burgdorferi, chiamata così in onore del suo scopritore, Willy Burgdorfer. Il batterio infesta le zecche, le quali possono trasmetterlo all'uomo e agli animali. I luoghi nei quali è più facile contrarla sono le zone boscose e ricche di cervi, dal momento che queste rappresentano l'habitat ideale per le zecche.

Sintomi e decorso[modifica | modifica wikitesto]

La Malattia di Lyme ha 3 fasi:

  • precoce localizzata (non in tutti i pazienti. Taluni potrebbero non svilupparla e presentare direttamente i sintomi della successiva)
  • precoce disseminata
  • tardiva

Gli stadi precoce e tardivo sono solitamente separati da un intervallo asintomatico.

La fase precoce è caratterizzata dall'eritema migrante. Compare nel 75% dei pazienti, iniziando come una macula o una papula rossa nel sito del morso, generalmente nella parte prossimale di un arto o sul tronco (specie a livello di coscia, gluteo o ascella), da 3 giorni dopo il morso della zecca fino a 6-7 mesi dopo. Poiché le ninfe delle zecche sono molto piccole, la maggior parte dei pazienti non si rende conto che è stata morsa.

L'area interessata si espande, spesso con una chiarificazione della porzione compresa tra il centro e la periferia così da assomigliare a un occhio di bue. Può verificarsi un imbrunimento della porzione centrale dell'eritema, che può essere calda al tatto e indurita. Senza trattamento l'eritema in genere svanisce.

N.B.: Apparenti recidive delle lesioni sono causate da reinfezione, piuttosto che da ripresentazione della stessa infezione, perché il genotipo identificato nella nuova lesione differisce da quello del microrganismo infettante originale.

La fase precoce disseminata è quella in cui il batterio si diffonde nell'organismo. I pazienti non trattati sviluppano lesioni della pelle anulari secondarie più piccole senza indurimento al centro. Alcuni pazienti sviluppano una sindrome muscolo-scheletrica, simil influenzale, caratterizzata da malessere, spossatezza, astenia, febbre, cefalea, rigidità nucale, mialgie e artralgie diffuse.

La maggior parte dei sintomi è caratteristicamente intermittente, se non trattata.

Le lesioni cutanee possono ricomparire, anche in forma più lieve, spesso prima degli attacchi di artrite.

Alterazioni neurologiche si possono sviluppare nel 15% dei pazienti, e comprendono meningite linfocitaria o meningoencefalite, neurite dei nervi cranici (specie Paralisi di Bell) e radicoloneuropatie motorie o sensitive. Di solito durano per mesi e in genere si risolvono completamente.

Lesioni miocardiche si verificano in circa l'8% dei pazienti.

Nella Malattia di Lyme non trattata, la fase tardiva può iniziare da 6-9 mesi fino a 4 anni dall'esordio della malattia (definita dall'eventuale comparsa dell'eritema migrante).

L'artrite si sviluppa nel 60/70% dei pazienti. Per diversi anni ricorrono episodi di tumefazione tipicamente intermittente e dolore di alcune articolazioni, in modo particolare delle ginocchia. Le ginocchia sono più gonfie che dolenti, spesso calde ma raramente arrossate. Spesso si formano cisti di Baker che possono andare incontro a rottura.

Elenco dei sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Infezione primaria
  • Eritema cutaneo migrante
  • Dolori muscolari e articolari
  • Mal di testa
  • Rigidità del collo
  • Spossatezza
  • Febbre
  • Paralisi facciale
  • Meningite
  • Brevi episodi di dolore e gonfiore alle articolazioni
Meno comuni:
Infezione secondaria
Meno comuni:
  • Perdita della memoria (amnesia)
  • Difficoltà di concentrazione
  • Cambiamenti d'umore o delle abitudini di sonno

Neuroborreliosi è il nome dell'infezione del sistema nervoso da parte dell'agente della malattia di Lyme, causante i sintomi neurologici, alcuni dei quali già riportati[2][3]:

Complicanze

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo taluni è difficile diagnosticare la malattia di Lyme perché i sintomi iniziali di tipo influenza assomigliano a quelli di altre infezioni comuni. Oltre a ciò, alcuni pazienti infetti non manifestano l'eruzione cutanea. Inoltre spesso molti pazienti non ricordano di essere stati punti da una zecca poiché la puntura potrebbe passare inosservata, dal momento che le ninfe delle zecche sono così piccole che i pazienti potrebbero non rendersi conto di essere stati morsi.

In realtà se si è attenti osservatori (come dovrebbe essere ogni buon clinico), ogniqualvolta si è in presenza di artriti (spesso intermittenti e localizzate inizialmente alle ginocchia) che non si spiegano con altre diagnosi, c'è l'obbligo per ogni buon clinico di valutare l'ipotesi della Malattia di Lyme.

Gli Istituti Sanitari Nazionali americani raccomandano perciò ai medici di NON basare la propria diagnosi sul fatto che il paziente ricordi o meno di essere stato punto da una zecca, ma sui sintomi che egli accusa (l'eventuale presenza di febbre aiuta in tal senso) e sull'attenta esclusione di altre patologie che potrebbero aver dato origine a tali sintomi.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Se la malattia viene diagnosticata in tempo, la maggior parte dei pazienti può essere curata con successo con una terapia antibiotica mirata contro l'agente patogeno (generalmente Doxiciclina per os nella fase precoce e Ceftriaxone o Cefuroxima via e.v. nelle altre fasi). Il senso di spossatezza e i dolori possono continuare per diversi mesi dopo la cura, ma tendono a scomparire spontaneamente senza bisogno di prolungare la terapia. Secondo gli Istituti Sanitari Americani, la malattia non dà "effetto memoria", per cui è possibile contrarla più volte nella vita.

Recentemente l'istituto di medicina della Yale University, negli Stati Uniti, ha annunciato di aver messo a punto un vaccino sperimentale che potrebbe prevenire la malattia di Lyme. Questo vaccino "a duplice azione" stimola il sistema immunitario dell'uomo a produrre anticorpi che attaccano e uccidono i batteri della malattia e, nello stesso tempo, distrugge anche i batteri che vivono nelle zecche che pungono una persona vaccinata.

Secondo le indicazioni del Ministero della salute italiano[6] è sconsigliata la somministrazione di antibiotici nel periodo precedente la comparsa di sintomi, in quanto questa potrebbe mascherare il loro eventuale manifestarsi rendendo più complicata la diagnosi. Se la persona morsa sta già effettuando (o deve effettuare per altri motivi durante il periodo di osservazione) una terapia a base di antibiotici, viene consigliato di impiegare farmaci che siano efficaci anche contro le rickettsiosi (un'altra malattia che può essere provocata dal morso delle zecche) e le borreliosi (tra cui doxiciclina, amoxicillina o cefuroxime) per un periodo non inferiore alle tre settimane.

Secondo le stesse indicazioni del Ministero della salute italiano, per un sollievo sintomatico, possono essere utili i FANS, mentre è assolutamente sconsigliata la somministrazione di farmaci corticosteroidi perché potrebbero indurre esacerbazione del processo infettivo alla base della Malattia di Lyme.

Secondo le indicazione degli Istituti Sanitari Nazionali americani, in caso di compresenza di Malattia di Lyme e altre coinfezioni da zecche e malattie autoimmuni, è necessario curare prima l'infezione o le coinfezioni e poi procedere alla cura delle malattie autoimmuni, onde evitare un molto probabile evento di sepsi fatale per il paziente. Inoltre la patologia autoimmune sottostante potrebbe spontaneamente regredire dopo trattamento antibiotico.

Generalmente la terapia antibiotica appropriata dà ottimi risultati qualunque sia la fase in cui viene iniziato il trattamento antibiotico. Come in qualsiasi malattia, più precoce è la diagnosi, più rapida sarà la ripresa.

Nella fase tardiva non trattata e trascurata per anni sarà necessario ripetere più cicli di terapia antibiotica per via e.v.

Esiti marcatamente invalidanti si possono riscontrare in caso di equivoco della malattia con altre malattie autoimmuni che hanno comportato somministrazione di immunosoppressori. In tali casi la malattia diviene irrimediabilmente cronica e con effetti devastanti.

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

Il modo più semplice di prevenire la malattia di Lyme è quello di evitare di subire infestazioni di zecche, dal momento che questi aracnidi sono il veicolo della malattia. Valgono perciò i seguenti consigli. Se camminate in zone infestate da zecche (zone boscose, ad esempio), tenetevi al centro dei sentieri; indossate indumenti lunghi e berretto; infilate i pantaloni nei calzettoni, e portate scarpe che non lascino scoperta nessuna parte del piede. Indossare indumenti di colore chiaro rende più facile scoprire le zecche. Gli insettifughi applicati sugli indumenti e sulla pelle sono efficaci, ma possono avere effetti collaterali, specie sui bambini.

Una volta rientrati in casa controllate che né voi né i bambini abbiate zecche, specialmente nelle parti del corpo coperte da peli. Fatelo con attenzione, perché le zecche immature sono minuscole, e si possono scambiare facilmente per particelle di sporco. Se avete animali domestici controllate anch'essi prima di farli entrare in casa. In caso di riscontro di una zecca adesa alla cute, questa va eliminata.

Non tentare di stordire il parassita con alcol, olio, benzina o simili perché questo metodo può causare il rigurgito del parassita aumentando il rischio che agenti patogeni entrino in circolo. Afferrare la zecca, il più vicino possibile al piano cutaneo, con delle pinzette a punte sottili senza schiacciarla e, senza applicare un movimento rotatorio che ne provocherebbe la rottura, effettuare una leggera trazione verso l'alto fino a che non lascia la presa. Il tentativo di estrazione di una zecca con la pinzetta, se fatto nella maniera sopra descritta, raramente esita in una rottura del parassita. Nel caso in cui tuttavia non si riesca a estrarre completamente la zecca, ci si può rivolgere al medico.

Una volta eliminata la zecca, si può procedere alla disinfezione della cute colpita. Tenere poi sotto controllo la parte per 30-40 giorni per verificare se il rossore della puntura si modifica assumendo un andamento di espansione centrifuga con schiarimento centrale. In questo caso recarsi dal medico per una migliore valutazione dell'infezione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Crovato F, Nazzari G, Fumarola D, Rovetta G, Cimmino MA, Bianchi G, Lyme disease in Italy: first reported case., in Ann Rheum Dis, vol. 44, nº 8, 1985, pp. 570-571, PMID 4026422.
  2. ^ Meyerhoff JO, Zaidman GW and Steele RW for Medscape Drugs & Diseases, Eds. Diamond HS et al. Lyme Disease Differential Diagnoses: Diagnostic Considerations Updated: Mar 14, 2016
  3. ^ Hildenbrand, P.; Craven, D.E.; Jones, R.; Nemeskal, P. (2009). "Lyme Neuroborreliosis: Manifestations of a Rapidly Emerging Zoonosis". American Journal of Neuroradiology. 30 (6): 1079–87. PMID 19346313. doi:10.3174/ajnr.A1579.
  4. ^ Y. Hänsel, M. Ackerl e G Stanek, ALS-like sequelae in chronic neuroborreliosis, vol. 145, 7–8, Wiener medizinische Wochenschrift (1946), 1994, pp. 186–188.
  5. ^ Feder, HM; Johnson, BJB; O'Connell, S; et al. (October 2007). "A Critical Appraisal of "Chronic Lyme Disease"" (PDF). NEJM. 357 (14): 1422–30. PMID 17914043. doi:10.1056/NEJMra072023.
  6. ^ Circolare n. 10 del 13 luglio 2000 Malattie trasmesse da zecche: cenni di epidemiologia - misure di prevenzione, dal sito del Ministero della Salute

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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