Pinus banksiana

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Pino di Banks
2015-09-23 4E-D2 pig naturel DDumais.jpg
Giovane esemplare di Pinus banksiana
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Pinaceae
Genere Pinus
Specie P. banksiana
Nomenclatura binomiale
Pinus banksiana
Lamb., 1803
Sinonimi
Nomi comuni

(IT) Pino di Banks
(EN) Jack Pine

Areale

Pinus banksiana levila.png

     Aree di diffusione

Il Pino di Banks (Pinus banksiana Lamb., 1803) è un pino nativo del Nordamerica, presente negli Stati Uniti (New Hampshire, Wisconsin, Maine, New York, Indiana, Michigan e Minnesota) e nel Canada (Ontario, Québec, Nuovo Brunswick, Manitoba, Columbia Britannica, Saskatchewan, Alberta, Territori del Nord-Ovest e Nuova Scozia).[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico Pinus, utilizzato già dai latini, potrebbe, secondo un'interpretazione etimologica, derivare dall'antica radice indo-europea *pīt = resina.[2] Il nome specifico banksiana fu assegnato in onore di Sir Joseph Banks, grande botanico britannico e uno dei padri delle scienze naturali.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Portamento[modifica | modifica wikitesto]

Albero alto fino a 27 m con tronco monopodiale, diritto o ricurvo, che può raggiungere 0,6 m di diametro, con chioma che con l'età diventa irregolarmente rotondeggiante o appiattita nella cima; i rami si diramano orizzontalmente, in parte discendenti e in parte assurgenti. I virgulti sono snelli e ruvidi, inizialmente di colore arancione-rosso o rosso-marrone, poi con l'età di colore grigio-marrone.[4]

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono aghiformi, fascicolate in coppie di 2, contorte e persistenti per 2-3 anni, di colore giallo-verde, lunghe 2-5 cm, con margini finemente seghettati e punte acute. Gli stomi sono distribuiti su linee sottili in tutte le superfici. Le gemme sono ovoidali, resinose, rosso-marroni, lunghe fino a 1 cm, con i margini delle perule quasi interi.[4]

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

Sono strobili maschili inizialmente gialli, poi arancioni-marroni, di forma cilindrica, lunghi 10-15 mm.[4]

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Le pigne maturano in circa due anni, rilasciando i semi solo in seguito a incendi boschivi. Lunghe 3,5-5, sono ricurve in alto, lisce, quasi sessili e asimmetriche, lanceolate da chiuse, ovoidali da aperte e di colore variabile dal marrone chiaro al giallo-verdastro; la maggior parte delle apofisi sono depresse, così come i piccoli umboni, privi o quasi di spine. I semi sono obovoidali, compressi, obliqui, lunghi 4-5 mm, di colore marrone-nero e con parte alata lunga 10-12 mm.[4]

Corteccia[modifica | modifica wikitesto]

La corteccia è di colore variabile da arancione a rosso-marrone, rugosa.[4]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questo pino cresce nelle regioni boreali e sub-artiche del Nordamerica a quote comprese tra il livello del mare e gli 800 m; a parte la Nuova Scozia, il clima di riferimento è quello continentale caratterizzato da estati corte e calde e inverni molto lunghi e rigidi, con le poche precipitazioni che cadono per il 50 % sotto forma di neve. Vegeta su suoli secchi e sabbiosi, ma anche su substrati rocciosi caratterizzati da graniti, da rocce metamorfiche o da torba. È una specie molto resistente agli incendi boschivi, frequenti nella taiga, avvalendosi del calore del fuoco per aprire le pigne e rilasciare i semi utili alla rigenerazione per avvantagiarsi sulle altre specie arboree in competizione. Può formare foreste pure o miste in associazione con altre conifere come Picea mariana, Picea glauca, Larix laricina, Abies balsamea e, nella parte meridionale dell'areale, con Pinus resinosa; tra le caducifoglie, coabita con Populus tremuloides, Betula papyrifera, Acer rubrum e specie del genere Quercus.[1]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Può ibridizzarsi naturalmente con P. contorta, dando forma a esemplari morfologicamente leggermente diversi e che riescono a vegetare a altitudini superiori; in questo processo di ibridizzazione il ruolo di P. banksiana è esclusivamente maschile, mentre il ruolo di P. contorta è esclusivamente femminile. Questo ibrido, descritto già nel 1949, viene accettato con il nome di Pinus × murraybanksiana[4]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati riportati i seguenti sinonimi:[5]

  • Pinus banksiana f. procumbens J.Rousseau
  • Pinus divaricata (Aiton) Dum.Cours.
  • Pinus divaricata f. procumbens (J.Rousseau) B.Boivin
  • Pinus hudsonica Poir.
  • Pinus rupestris Michx.f.
  • Pinus sylvestris var. divaricata Aiton

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le sue dimensioni contenute, il suo legno ha una notevole importanza economica nell'industria cartaria e in carpenteria, principalmente per la sua abbondanza e ubiquità, secondariamente per la sua celere capacità rigenerativa, che la rendono una specie con buone rese per ettaro. Viene utilizzato anche in falegnameria per la realizzazione di containers, pancali, casse e pannelli in legno. Introdotto in Europa nel 1785, ha avuto uno sviluppo limitato in orticoltura, rimanendo confinato negli arboreti dei giardini botanici; esistono diverse cultivars in commercio e in Nordamerica viene utilizzato nella riforestazione di aree degradate.[1]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Con un areale molto esteso, e localmente molto abbondante come popolazione, il pino di Banks è la specie di Pinus più comune in Nordamerica. Per questi motivi è classificata come specie a rischio minimo nella lista rossa IUCN.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Farjon, A. 2013, Pinus banksiana, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 2 novembre 2020.
  2. ^ Pinus, su American Conifer Society. URL consultato il 2 novembre 2020.
  3. ^ Pinus banksiana / jack pine, su American Conifer Society. URL consultato il 2 novembre 2020.
  4. ^ a b c d e f Pinus banksiana Lambert 1803, su The Gymnosperm Database. URL consultato il 2 novembre 2020.
  5. ^ Pinus banksiana Lamb., in Plants of the world. URL consultato il 2 novembre 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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