Pieve di Santa Maria (Vicopisano)

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Pieve di Santa Maria Assunta
Vicopisano-pieve santa maria assunta1.jpg
La Pieve
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàVicopisano
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria Assunta
Arcidiocesi Pisa
Stile architettonicoRomanico pisano
Inizio costruzioneXII secolo

Coordinate: 43°42′00.91″N 10°34′59.81″E / 43.700252°N 10.583281°E43.700252; 10.583281

La pieve di Santa Maria è un edificio religioso che si trova a Vicopisano in provincia di Pisa. Sorse nel XII secolo sulle rovine di una precedente, già ricordata nel 934.

La struttura a tre navate si presenta con paramento in pietra verrucana. La facciata è articolata da lesene in tre parti, con tre portali, di cui quello centrale sormontato da lunetta, e archi ciechi a tutto sesto includenti losanghe e oculi. Nel registro superiore si apre una bifora, mentre lo spiovente è decorato da archetti pensili retti da mensoline figurate. Il campanile è del 1775. Un bassorilievo nella facciata rappresenta la Decollazione di S. Giovanni Battista. Le tre navate sono divise da colonne con capitelli romani di spoglio.

Il ciclo di affreschi del XIII secolo con Storie cristologiche faceva da sfondo al gruppo ligneo della Deposizione dalla Croce (primi del Duecento).

Come già detto, la pieve è un esempio ben conservato di architettura medioevale; ciò è valido per l'esterno, ed a maggior ragione vale anche per l'interno che, a parte pochi interventi del Seicento (consistenti nell'addossamento alle pareti laterali di alcuni altari e lapidi tombali) ripropone fedelmente l'originale impianto basilicale con la navata centrale delimitata da colonne romane e medievali e le due navate laterali, ciascuna la metà della navata centrale, delimitate dalle mura perimetrali affrescate.

Deposizione, dalla croce
Deposizione dalla croce

È interessante notare come la presenza delle colonne romane non sia in nessun modo da collegare a preesistenti edifici romani, ma sia bensì legata ad una ben nota usanza dei mercanti pisani medievali: quella cioè di asportare (principalmente da Roma o Ostia), le vestigia dei templi romani ancora esistenti. Con questa operazione si raggiungevano due obiettivi: si otteneva materiale da costruzione già lavorato ed a buon mercato ed inoltre ci si impossessava di "pezzi" di quella Roma imperiale di cui i pisani, con la loro potenza navale, si ritenevano diretti eredi.

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