Pietro Apiano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Pietro Apiano

Pietro Apiano (Leisnig, 16 aprile 1495Ingolstadt, 21 aprile 1552) è stato un astronomo, matematico e cartografo tedesco. Era il padre del cartografo Filippo Apiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Leisnig, in Sassonia, da una famiglia di umili origini, figlio di un calzolaio. Entrò all'Università di Lipsia nel 1516 e latinizzò il cognome Bienewitz (= delle api) in Apiano (Biene è il corrispettivo tedesco per l'italiano ape). All'Università di Vienna fu allievo del matematico, astronomo e astrologo Georg Tannstetter, noto come Collimitius (1481-1530), fino al 1523. Dal 1520 pubblicò opere che rinnovarono la cartografia grazie a efficaci metodi di rilevamento. Nel Cosmographicus liber (Landshut, 1524) Apiano usò la balestriglia per misurare le distanze lunari, sulle quali Amerigo Vespucci (1451-1516) e Johann Werner (1468-1528) avevano contato per determinare la longitudine di un luogo. In un'aggiunta all'opera Apiano introdusse alcuni strumenti per misurare il tempo durante la notte, fra cui il compasso lunare e il notturnale. Nel 1527 fu nominato professore all'Università di Ingolstadt. Acquistò in breve grande fama di astronomo e astrologo.

Instrumentum primi mobilis, 1534

Dopo attente osservazioni della cometa del 1531, Apiano stampò la Practica (Landshut, 1532), dove riferì l'importante scoperta che la coda di una cometa è diretta sempre in direzione opposta al Sole, cosa che confermò con l'osservazione della cometa C/1532 R1, apparsa nei cieli tedeschi dal 25 settembre al 20 novembre 1532 e da lui ritratta in una xilografia. Compose vari scritti sugli strumenti per il calcolo e l'osservazione astronomica. Perfezionò il torqueto, utile per misurare le coordinate eclittiche, equatoriali e altazimutali di un astro. Nell'Instrumentum primi mobilis (Norimberga, 1534), sul calcolo trigonometrico, presentò invece un dispositivo per trovare i seni degli angoli. Nel 1536 pubblicò una celebre mappa delle 48 costellazioni tolemaiche. Il capolavoro di Apiano è però l'Astronomicum Caesareum (Ingolstadt, 1540), dedicato all'imperatore Carlo V (1500-1558). L'opera presenta una ricca serie di equatoria, o volvelle: strumenti costituiti da dischi di carta sovrapposti, mutuamente rotanti, per calcolare e prevedere, con l'ausilio di fili, le posizioni dei pianeti. Nel 1541 l'Astronomicum valse a Apiano la nomina a matematico imperiale; da allora egli s'incontrò spesso con Carlo V per dargli consigli astrologici.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Folium populi, 1533
  • (LA) Cosmographicus liber, Landshut, Johann Weissenburger, 1524.[1]
  • (DE) Ein newe und wolgegründete underweisung aller Kauffmanns Rechnung in dreyen Büchern, mit schönen Regeln und fragstücken begriffen, Ingolstadt, 1527. (un manuale di aritmetica commerciale).
  • (DE) Ein kurtzer bericht der Observation unnd urtels des jüngst erschinnen Cometen, Ingolstadt, 1532. (sulle sue osservazioni di comete).
  • (LA) Quadrans Apiani astronomicus, Ingolstadt, 1532.
  • (LA) Horoscopion Apiani, Ingolstadt, 1533. (sulle meridiane).
  • (LA) Folium populi. Instrumentum hoc..., Ingolstadt, 1533.
  • (LA) Instrumentum primi mobilis, Norimberga, Johann Petreius, 1534. (opera di trigonometria che contiene una tavola di seni).
  • (LA) Astronomicum Caesareum, Ingolstadt, 1540.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianfranco Crupi, Volvelles of knowledge. Origin and development of an instrument of scientific imagination (13th-17th centuries), in JLIS.it, vol. 10, n. 2, 2019, DOI:10.4403/jlis.it-12534. URL consultato il 28 maggio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Galileo, su catalogo.museogalileo.it.
  • Apiano, Pietro la voce nella Treccani.it L'Enciclopedia Italiana. URL visitato l'11/04/2012
  • Pietro Apiano dal sito dell'Osservatorio astrofisico di Arcetri. URL visitato l'11/04/2012
Controllo di autoritàVIAF (EN88640422 · ISNI (EN0000 0001 1816 2508 · SBN SBLV076214 · BAV 495/23452 · CERL cnp01255839 · LCCN (ENn84064114 · GND (DE118645455 · BNE (ESXX1307530 (data) · BNF (FRcb12515640m (data) · J9U (ENHE987007302217505171 · NSK (HR000047562 · CONOR.SI (SL89173603 · WorldCat Identities (ENlccn-n84064114