Pierre Coustau

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Pierre Coustau (nome umanistico: Petrus Costalius, floruit 1555; Parigi, ... – ...) è stato un umanista e giurista francese di origini giudee.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Un emblema dal Pegma

Si conosce molto poco della vita di Coustau. Nato a Parigi, compì studi giuridici dopo i quali visse per qualche tempo a Vienna e, in seguito, a Lione. Qui fece la conoscenza dell'editore Macé Bonhomme, attivo nel campo dell'editoria di argomento erudito, e divenne amico dell'umanista Pierre Davantès[1]. Dell'amicizia con Davantès vi è una testimonianza in un'opera pubblicata da Coustau nel 1554[2], all'interno della quale è riprodotta una lunga epistola speditagli da Davantès, scritta in un ebraico letterario, recante la data ebraica del terzo giorno del mese di Tevet 5314 (corrispondente all'8 dicembre 1553 del calendario giuliano).

Secondo una congettura di Valérie Hayaert, dell'European University Institute, Coustau ebbe anche un secondo nome latinizzato, Petrus Costus: mentre con il primo (Petrus Costalius) firmava opere giuridiche e di emblematica, con il secondo avrebbe scritto su materie rabbiniche e di religione ebraica.

Opera[modifica | modifica wikitesto]

Pierre Coustau pubblicò esclusivamente in latino.

Pegma, cum narrationibus philosophicis[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pegma.

La sua opera più importante è Pegma, cum narrationibus philosophicis, pubblicata a Lione nel 1555, per i tipi di Macè Bonhomme che già due anni prima, nel marzo 1553, si era assicurato il privilegio di pubblicazione.

Si tratta un lavoro di emblematica che si ispira, in maniera palese, all'Emblemata, l'opera di allegorie e simboli pubblicata nel 1531 da Andrea Alciato, umanista e giurista al pari di Coustau.

L'opera di Coustau è dedicata a 122 emblemi, 95 dei quali sono illustrati e inquadrati in cornici decorative. Molti emblemi sono collegati a questioni e argomenti di natura giuridica e sono accompagnati da "narrationes philosophicae", una scelta editoriale e letteraria che marca l'innovatività dell'opera. In questo modo, Coustau aveva ripreso un'innovazione introdotta nel 1552 da Barthélemy Aneau, il quale, nel tradurre l'opera di Alciato, vi aveva apposto dei brevi commentari. Coustau sviluppa questa idea attraverso la redazione di saggi filosofici compiuti e autosufficienti, in una maniera che può ricordare i Saggi di Michel de Montaigne.

L'opera ebbe subito una volgarizzazione in francese, Le Pegme (1555), grazie a Lanteaume de Romieu. Alla prima edizione in volgare, priva delle dissertazioni filosofiche, fece seguito una più fedele nel 1560, comprendente la traduzione delle originarie narrationes philosophicae di Coustau.

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse anche un trattato sul diritto romano, Adversiorum ex Pandectis Iustiniani imperatoris liber prior, ad quinque et viginti antecedentes libros, authore Petro Costalio, pubblicato, sempre da Bonhomme, nel 1554.

Di lui è noto un poema celebrativo in latino, dedicato alla Pace, Petri Costalii de pace carmen, pubblicato a Parigi nel 1559.

In ultimo, se si accettano le argomentazioni di Valérie Hayaert, va ascritta a Coustau anche una quarta opera, vertente su temi di esegesi biblica rabbinica, Typus Messiae et Christi Domini ex veterum prophetarum praesensionibus contra Judaeorum, authore Petro Costo, pubblicato da Macè Bonhomme, a Lione, nel 1554.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pierre Davantès l'aîné, detto Antesignanus, nato il 1525 e morto il 1561, fu umanista e, occasionalmente, anch'egli editore
  2. ^ Typus Messiae et Christus Domini... Accessit Targum Kohelet..., Lione, Macé Bonhomme et Pierre Davantès, 1554, in 4°.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lyse Schwarzfuchs, L'hébreu dans le livre lyonnais au XVIe siècle. Inventaire chronologique (prefazione di Yves Jocteur Montrozier e Monique Hulvey), ENS Editions-Institut d'Histoire du Livre, 2008.
  • Valérie Hayaert, "Mens emblematica" et humanisme juridique. Le cas du "Pegma cum narrationibus philosophicis" de Pierre Coustau (1555), Librairie Droz, Ginevra, 2008.
  • Valérie Hayaert, De l'art de la jurisprudence à celui de l'emblème chez André Alciat et Pierre Coustau: æquiparatio, acumen et satire, Actes du colloque «Intimacy of Law in the Renaissance», Bruxelles-Liegi 22-24 marzo 2007.
  • Alison Adams, Stephen Rawles, Alison Saunders, A Bibliography of French Emblem Books, 2 voll., Librairie Droz, Ginevra, 1999-2002.

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