Pier Vittorio Buffa

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Pier Vittorio Buffa[1] (Roma, 3 agosto 1952) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pier Vittorio Buffa

Dopo aver lavorato al Messaggero, a Panorama e al Secolo XIX nel 1975 entra al settimanale L'Espresso.[2]

Nel 1982 è stato arrestato, e poi assolto, per aver opposto il segreto professionale al pubblico ministero che gli chiedeva le fonti dell'articolo Il rullo confessore,[3] in cui denunciava le torture inflitte ai brigatisti arrestati dopo il sequestro Dozier.[4]

Nel 1984 scrive con Franco Giustolisi Al di là di quelle mura, resoconto di un lungo viaggio nelle carceri italiane. Nel 1988, sempre con Franco Giustolisi, pubblica, per Mondadori, Mara, Renato e io, la storia dei fondatori delle Brigate Rosse raccontata in prima persona da Alberto Franceschini.

È stato capo della redazione politica del settimanale L'Espresso, vice direttore di Mattino di Padova, Nuova Venezia e Tribuna di Treviso,[2] direttore del Centro, condirettore dell'Agl (l'agenzia centrale dei quotidiani locali del gruppo), direttore della redazione web dei giornali locali del gruppo editoriale Espresso.

Nel 1995 pubblica il romanzo Ufficialmente dispersi, vincitore del Premio Scanno Narrativa 1995 e successivamente ristampato da Transeuropa Edizioni.

Il suo Io ho visto, uscito nel 2013, si è aggiudicato la Menzione speciale premio Pozzale-Luigi Russo 2013[5], e, nel 2014, il Premio Sandro Onofri per il reportage narrativo[6] e il Premio Omegna Giovani.[7]

Dal 2013 insegna all’Istituto di formazione per il giornalismo di Urbino.

Nel 2014 ha ideato e curato per L'Espresso e i giornali locali del gruppo lo speciale online La Grande Guerra - I diari raccontano.[8]

Nel 2015 ha curato l'edizione di La prima guerra mondiale in Italia[9], opera in quattro volumi realizzata L'Espresso con la collaborazione dell'Archivio Diaristico Nazionale.

Nel 2017 ha pubblicato, con la prefazione di Emma Bonino, l'opera Non volevo morire così. Santo Stefano e Ventotene. Storie di ergastolo e di confino.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ piervittoriobuffa.it.
  2. ^ a b (IT) Pier Vittorio Buffa, in Festival Internazionale del Giornalismo. URL consultato il 10 novembre 2017.
  3. ^ (IT) Torture: l’arresto del giornalista Buffa e i comunicati dei sindacati di polizia _ITALIA 1982_, in Polvere da sparo, 8 febbraio 2009. URL consultato il 10 novembre 2017.
  4. ^ (IT) 'Così torturavamo i brigatisti', in l'Espresso, 5 aprile 2012. URL consultato il 10 novembre 2017.
  5. ^ (IT) Premio Pozzale. Vincono Canfora e Rea, menzione speciale per Io ho visto, in IO HO VISTO, 11 luglio 2013. URL consultato il 10 novembre 2017.
  6. ^ Premio Sandro Onofri, su casadelleletterature.it (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2014).
  7. ^ (IT) A “Io ho visto” il premio Omegna giovani, in IO HO VISTO, 7 dicembre 2014. URL consultato il 10 novembre 2017.
  8. ^ La Grande Guerra - uno speciale del Gruppo Editoriale l'Espresso, in l'Espresso. URL consultato il 10 novembre 2017.
  9. ^ La prima guerra mondiale in Italia, cronache dal fronte | Centenario Prima Guerra Mondiale 1914 - 1918, su www.centenario1914-1918.it. URL consultato il 10 novembre 2017.
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