Pier Francesco Giambullari

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Pier Francesco Giambullari (Firenze, 1495Firenze, 24 agosto 1555) è stato uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da giovane fu segretario di Madonna Alfonsina Orsini, poi godette il favore dei Medici e di Leone X, nel 1527 ebbe il canonicato della Basilica di San Lorenzo (Firenze) e fu custode e bibliotecario della Biblioteca Laurenziana. In gioventù scrisse i Canti carnascialeschi.

Nel 1540 fu uno dei fondatori dell'Accademia fiorentina, della quale successivamente fu Censore e Consolo e per essa scrisse le Lezioni, che comprendevano letture dantesche da lui fatte tra il 1541 e il 1548. Scrisse il Trattatello del sito, forma et misure dello Inferno di Dante (1544). In seguito pubblicò l'opera intitolata: Della lingua che si parla in Firenze, prima grammatica realizzata da un autore toscano, e poi Il Gello, opera che deve il nome all'amico dello scrittore, Giovanni Battista Gelli, dove tratta dell'origine della lingua toscana, esponendo la sua bizzarra idea della discendenza del fiorentino dall'etrusco e di quest'ultimo dall'arameo.[1]

Scrisse la Istoria dell'Europa che, iniziata dalla storia di Carlo Magno, arrivò fino all'anno 913 e non fu proseguita, a causa della sua morte. Alcuni paragrafi della 'Istoria dell'Europa parlano de Gli Ungheresi nel nono secolo, (Lib.I) ; Battaglia tra Arnolfo re de' Germani, e Suembaldo re di Moravia; e morte di quest'ultimo (Ivi); Come Alberto duca di Bamberga fu ingannato dal vescovo di Magonza (Lib. II); Rapimento di dodici spose veneziane (Lib. V); Battaglia vinta da Boleslao duca di Boemia sopra i Sassoni e i Mersaburi (Lib.VI); Di una vendetta che fece il conte Garzinferrando di Castiglia (ivi).

Nel 1552, scrive la prima grammatica della lingua fiorentina redatta da un toscano: De la lingua che si parla e si scrive in Firenze. [2] In essa stabilisce alcune regole che si affermeranno nell'italiano odierno: come ad esempio, l'eliminazione dell'h etimologica (es.habbiamo), la quale assume la funzione esclusiva di distinguere gli omografi (ad esempio anno/hanno), o la preferenza per la grafia zi per ti (gratia>grazia).[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riccardo Tesi, Storia dell'Italiano, Roma-Bari, Laterza, 2001, p. 220.
  2. ^ Giambullari, Pierfrancesco nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 29 giugno 2017.
  3. ^ Riccardo Tesi, Storia dell'Italiano, Roma-Bari, Laterza, 2001, p. 220.

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