Philip Jeck

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Philip Jeck
Philip Jeck 1 Vortex 9 16 2011.JPG
Philip Jeck (2011)
NazionalitàInghilterra Inghilterra
GenereMusica sperimentale
EtichettaTouch
Sito ufficiale

Philip Jeck (1952) è un artista e musicista britannico.

Attivo nelle arti sonore e visive, Jeck si è contraddistinto con una musica sperimentale per giradischi dalla vena "elegiaca e persino funerea".[1] È stato paragonato a Christian Marclay e David Shea; si è inoltre ispirato alla tecnica scratch del DJ Walter Gibbons.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato arti visive al Dartington College of Arts negli anni settanta e si è cimentato nelle arti visive e sonore a partire dai primi anni ottanta, periodo in cui iniziò a sfruttare i giradischi come mezzo compositivo.[2] Ebbe il suo primo momento di notorietà con la performance Vinyl Requiem del 1993, in cui adoperò 180 giradischi, dodici proiettori per diapositive e due proiettori cinematografici.[2] L'artista ha ricevuto diversi premi: nel 2009 ha vinto la medaglia da parte della Paul Hamlyn Foundation mentre il suo album Suite, uscito nello stesso anno, ha ottenuto una menzione d'onore al Prix Ars Electronica. Oggi Jeck prosegue la sua attività creando installazioni artistiche in tutto il mondo. Fra gli artisti con cui ha collaborato si contano Gavin Bryars, Otomo Yoshihide, Christian Fennesz, Jaki Liebezeit, David Sylvian, Jah Wobble e Steve Lacy.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • 1995 – Loopholes
  • 1999 – Surf
  • 2000 – Vinyl Coda I-III
  • 2001 – Vinyl Coda IV
  • 2002 – Viny'l'isten (con Claus van Bebber)
  • 2002 – Stoke
  • 2002 – Soaked (con Jacob Kirkegaard)
  • 2003 – Host
  • 2003 – 7
  • 2004 – Songs for Europe (con Janek Schaefer)
  • 2007 – The Sinking of the Titanic (con Gavin Bryars e Alter Ego)
  • 2008 – Sand.
  • 2009 – Suite: Live in Liverpool
  • 2010 – An Ark for the Listener
  • 2015 – Cardinal
  • 2017 – Iklectik

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simon Reynolds, Retromania. Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato, Minimum Fax, 2011, p. 395.
  2. ^ a b (EN) Autori vari, Resonances: Noise and Contemporary Music, Bloomsbury, 2013, capitolo 14.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Biography, su philipjeck.com. URL consultato il 29 dicembre 2017.
Controllo di autoritàVIAF (EN80110454 · ISNI (EN0000 0000 5610 6630 · GND (DE13532615X · BNF (FRcb166407223 (data)