Patacca

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Patacca è il termine con il quale venivano indicate diverse monete, in genere grosse, pesanti e di scarso valore. In tali monete, in particolare, la percentuale d'argento della lega che le costituiva era molto bassa, pur in presenza di peso e dimensioni complessive notevoli: in tal modo, la moneta aveva un valore indicato maggiore di quello effettivo, corrispondente al metallo prezioso usato per batterla. Di qui l'uso in italiano del termine "patacca" per indicare qualcosa che vale meno di quello che sembra.

Nell'Africa settentrionale e in lingua portoghese era usato per indicare il peso spagnolo. [1]

Esistono diverse varianti del termine tra cui pataca, petacchia, petacchina (o patacchina), patacão (pl. patacões), pattacco etc.

Affine ad esso sono altre denominazioni (patard e patagòn, quest'ultima senza alcun rapporto con la Patagonia), in uso in America Latina.[2]

Era usato in Fiandra (Patac). Alla fine del XIV secolo sono citati i Patacchi di Avignone.[2].

Patacco era il nome dato in Piemonte al forte emesso da casa Savoia.

Petacchina (o patacchina): era il nome prima popolare e poi ufficiale della moneta di biglione dal valore di un quarto di grosso emessa nella Repubblica di Genova e a Savona nella seconda metà del XIV secolo. Era equivalente al sesino da 6 denari.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente derivato da abu tagah col significato di colonizzato, la nota moneta di Carlo V.[senza fonte]

Pataca[modifica | modifica wikitesto]

Nome dato dai portoghesi a monete di rame o biglione usate nelle loro colonie nelle Indie portoghesi e in Africa. Era anche il termine portoghese per la peseta.

Altri significati[modifica | modifica wikitesto]

Oggi il termine ha soprattutto il significato di moneta (o altro oggetto falso), che si tenta di smerciare come antica e preziosa. A volte anche di macchia circolare su un vestito.

In Romagna il termine dialettale "patàca" ha due distinti significati, indicando una bella donna (o volgarmente l'organo riproduttivo femminile) oppure un uomo stupido, sciocco, buffone o sbruffone ed è da considerarsi un insulto che spesso può avere un'accezione affettuosa[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Klütz: Münzname...
  2. ^ a b Martinori: Patacco
  3. ^ Glauco Carloni, La meravigliosa avventura della psicoanalisi: scritti scelti 1974-2001, Guaraldi, 2005, pp. 123-125, ISBN 88-8049-259-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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