Paolo Galletti

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Paolo Galletti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII
Gruppo
parlamentare
Progressisti - Federativo
Circoscrizione XI (Emilia-Romagna)
Collegio 13 - Bologna - S. Donato (1994)

19 - S. Lazzaro di Savena (1996)

Incarichi parlamentari
  • Segretario della IX Commissione (Trasporti) dal 25 maggio 1994 all'8 maggio 1996
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PdS (1994)
Fed.Verdi (1996)
Titolo di studio Diploma di maturità classica
Professione bibliotecario per ragazzi

Paolo Galletti (Lugo, 15 giugno 1950) è un politico italiano.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Partecipa negli anni settanta al Tribunale Russell 2 per l'America latina, poi «Lega internazionale per i Diritti dei Popoli». Agli inizi degli anni ottanta ha contribuito alla fondazione dell'«Università Popolare di Romagna», una delle prime "Università verdi" italiane. È stato direttore del periodico "La Malalingua" e fondatore del Coordinamento Romagnolo Ecologico Alternativo. Alla fine del decennio è promotore del referendum nazionale contro l'impiego dei fitofarmaci in agricoltura, in quanto componente del coordinamento nazionale delle Liste Verdi.

Tra i fondatori dei Verdi italiani, Paolo Galletti è stato consigliere regionale dell'Emilia-Romagna dal 1990 al 1994, deputato per i Progressisti dal 1994 al 1996 e per i Verdi-l'ulivo dal 1996 al 2001. Nel consiglio regionale dell'Emilia-Romagna ha fatto approvare leggi per l'agricoltura biologica, la valorizzazione del dialetto, la tutela degli anziani.
Alla Camera dei deputati è stato relatore e promotore della legge quadro a favore della mobilità ciclistica e di varie proposte di legge per le medicine non convenzionali. È stato componente delle commissioni "Affari Sociali", "Agricoltura", "Trasporti" e "Affari Regionali". Componente dell'Esecutivo nazionale dei Verdi dal 2001 al 2004.

Attualmente fa parte dell'esecutivo regionale dei Verdi dell'Emilia-Romagna.[1] Dirige il periodico "ECO" e si occupa di attività culturali sul territorio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su verdi.it. URL consultato il 25 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2017).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]