Paisley Underground

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Paisley Underground
Origini stilistiche Alternative rock
Folk rock
Jangle pop
Garage rock
Rock psichedelico
Neopsichedelia
Origini culturali metà anni ottanta, Los Angeles
Strumenti tipici chitarra, basso, batteria
Popolarità
Generi correlati
Roots rock - Psychobilly - Cow punk
Categorie correlate

Gruppi musicali Paisley Underground · Musicisti Paisley Underground · Album Paisley Underground · EP Paisley Underground · Singoli Paisley Underground · Album video Paisley Underground

Il Paisley Underground[1][2] è una scena musicale di rock alternativo sviluppatasi nella città statunitense di Los Angeles, nella prima metà degli anni ottanta, caratterizzata dal recupero e dalla rielaborazione del sound psichedelico classico con un piglio più asciutto e sintetico mutuato dal punk rock.[3]

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine, coniato dal bassista e cantante Mike Quercio dei Three O'Clock, nel corso di una intervista radiofonica, fa riferimento ad un motivo decorativo di origine persiana e indiana (il Paisley), molto in voga durante il periodo della Summer of Love e spesso identificato con lo stile psichedelico e con l'interesse per la cultura indiana.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nato inizialmente tra i gruppi della scena underground di Los Angeles, votati alla riscoperta della psichedelia e con un debito particolare verso le melodie e le chitarre jingle jangle dei Byrds, oppure verso il rock and roll malato dei Velvet Underground, più in generale, i veri antecedenti del Paisley, andrebbero forse cercati tra le band di Nuggets, serie di cofanetti della Rhino Records dedicati alla psichedelia e all'acid rock degli anni sessanta: Quicksilver Messenger Service, Country Joe and the Fish, 13th Floor Elevators, Electric Prunes.

Principali esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Massimi esponenti e formazione simbolo della scena sono i Dream Syndicate. Nati nel 1981, per opera del cantante e chitarrista Steve Wynn e attivi fino al 1989, il gruppo era caratterizzato da un sound fortemente incentrato sulle chitarre elettriche (esempio eloquente è senz'altro l'album The Days of Wine and Roses, esordio del 1982) per un rock che mescolava l'irruenza, la tradizione e l'urgenza chitarristica di Neil Young, con i sapori psichedelici di certi lavori dei Velvet Underground.

Altre band significative del genere: Green on Red, Naked Prey, Three O'Clock, Long Ryders, Thin White Rope, ma anche i primi lavori di Bangles e Giant Sand e infine Rain Parade, dalla cui separazione nasceranno Opal e poi Mazzy Star.

Elemento significativo del combo losangelino era anche una significativa condivisione dei progetti e la spiccata propensione degli artisti a collaborazioni incrociate. Un forte senso comunitario che trova testimonianza in un disco, l'antologia Rainy Day, pubblicata nel 1984 dall'etichetta inglese Rough Trade, in cui i componenti di molte band interpretano brani di gruppi come Beach Boys, Velvet Underground, Jimi Hendrix, Big Star.

Verso la fine del decennio, il movimento perse molta della sua spinta propulsiva originaria e venne sempre meno accostato come riferimento a band ed artisti. Tuttavia, negli anni novanta, l'esperienza del Paisley Underground può essere nuovamente rintracciata in band quali Mercury Rev, Screaming Trees, Pearl Jam, Codeine, Red House Painters, Red Red Meat, Walkabouts, Wilco o Grandaddy che, spesso, ne hanno riconosciuto la diretta influenza.

Principali gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federico Guglielmi, Cesare Rizzi, Grande Enciclopedia Rock, Giunti, 2002, pp. 146, 343, 675, ISBN 88-09-02852-X.
  2. ^ Riccardo Bertoncelli, Storia leggendaria della musica rock, Giunti, 2010, p. 157, ISBN 978-88-09-76454-5.
  3. ^ http://www.ondarock.it/speciali/paisleyunderground.htm

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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