Ordine Reale di San Michele dell'Ala

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ordine Reale di San Michele dell'Ala
Real Ordem de São Miguel da Ala
Cross wing saint michael.png
PortugueseFlag1385.svg
Regno del Portogallo
TipologiaOrdine dinastico
Statusconcesso solo privatamente
CapoNuno da Câmara Pereira
IstituzioneLisbona, 1147
Primo capoAlfonso I del Portogallo
GradiGran Collare
Cavaliere di Gran Croce
Grand'Ufficiale
Commendatore
Cavaliere
Scudiero
Ordine più altoOrdine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa
Ordine più bassoOrdine di Santa Isabella
Order of Saint Michael of the Wing (Portugal) - ribbon bar.gif
Nastro dell'ordine

L'Ordine di San Michele dell'Ala (OSMA), il cui nome completo è "Real Ordine di San Michele dell'Ala" (lat. "Ordo Equitum Sancte Michaelis sive Ala"), è un ordine dinastico portoghese, che si ritiene originariamente fondato dal re Alfonso I del Portogallo dopo la conquista di Santarem, strappata ai musulmani nel 1147 e successivamente riattivato dai sostenitori dell'ex principe Michele di Braganza.

Fondazione ed epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

In realtà storicamente la presa della città di Santarém non avvenne nel giorno di San Michele, l'8 maggio, quando, secondo la leggenda, l'arcangelo apparve ai guerrieri cristiani, sotto forma di un braccio armato e alato, aiutandoli a sconfiggere i Mori. Proprio per celebrare questo miracolo, il re Alfonso avrebbe deciso la fondazione dell'Ordine cavalleresco, che sarebbe così l'Ordine portoghese più antico. Non esiste però nessun documento coevo che comprovi tale fondazione. In realtà la città di Santarem fu invece conquistata nel marzo 1147 (e non in maggio), come è chiaramente dimostrato storicamente. Sembra che comunque ottenne un breve papale nel 1177 da Alessandro III[1].

Secondo Bernardo Giustiniani[2], l'Ordine dal titolo "Cavalieri dell'Ala di S. Michiele in Portogallo" venne fondato, secondo un cronista cistercense, nel 1165, e nel 1171 vennero armati vari Cavalieri sotto il titolo dell'Ala di San Michele Arcangelo. Giustiniani riporta inoltre l'elenco di ventitré Gran Maestri dell'Ordine (tutti i re del Portogallo) succedutisi dal fondatore re Alfonso, nel 1165, fino alla reggenza di re Pietro II (1667).

Già dall'origine sembra i cavalieri di tale Ordine portavano una veste bianca con sopra la croce spadata rossa, simile a quella dell'Ordine di San Giacomo, con due gigli ai lati (che sembra fossero d'oro). Il motto dell'Ordine era "Qui ut Deus". La loro insegna era un'ala color porpora, circondata da raggi d'oro. L'Ordine seguiva la regola benedettina, sotto l'istituzione dei Cistercensi. I loro voti comprendevano la difesa della religione cristiana nel regno del Portogallo, l'aiuto verso le vedove ed i fanciulli. L'investitura cavalleresca e le regole dell'Ordine erano come quelle dell'Ordine di Avis. Loro stendardo di guerra rappresentava da un lato la croce dell'Ordine e dall'altra San Michele Arcangelo, con il loro motto. L'ammissione era riservata esclusivamente a chi dimostrava la nobiltà illustre dei suoi avi. Ad ogni modo non risultano note approvazioni apostoliche, ma si ritiene fossero approvati dal vescovo.

In realtà sono poche e scarse le tracce storiche dell'Ordine, ma si presume che esso cadde in disuso, pur restando formalmente legato ai re del Portogallo, che ne erano formalmente i Grandi Maestri.

Elenco antico dei Grandi Maestri[modifica | modifica wikitesto]

  1. Alfonso di Borgogna il Conquistatore
  2. Sancio I il Popolatore
  3. Alfonso II il Grasso
  4. Sancio II il Pio
  5. Alfonso III il Restauratore
  6. Dionigi l'Agricoltore
  7. Alfonso IV l'Ardito
  8. Pietro I il Giustiziere
  9. Ferdinando I il Bello
  10. Giovanni I d'Aviz il Buono
  11. Edoardo il Filosofo
  12. Alfonso V l'Africano
  13. Giovanni II il Principe Perfetto
  14. Manuele I d'Aviz-Beja il Fortunato
  15. Giovanni III il Pio
  16. Sebastiano I il Desiderato
  17. Enrico I il Casto
  18. Filippo I d'Asburgo il Prudente, Re di Spagna e Portogallo
  19. Filippo II il Pio
  20. Filippo III il Grande
  21. Giovanni IV di Braganza il Restauratore, già Duca di di Braganza
  22. Alfonso VI il Vittorioso
  23. Pietro II il Pacifico

Riattivazione moderna[modifica | modifica wikitesto]

L'Ordine di San Michele dell'Ala lasciò quindi poche tracce nella storia, sia riguardo al suo funzionamento che alla totalità dei suoi membri, anche perché, secondo la tradizione, questo Ordine ebbe sempre - e continua anche ora - ad avere una connotazione di segretezza. Ma sembra che i suoi Grandi Maestri sono sempre stati i re del Portogallo.

I riferimenti più affidabili all'esistenza e all'attività di questa istituzione risalgono al periodo fra il 1733 ed il 1912, quando vennero raccolti e documentati nella storia della massoneria in Portogallo di Manuel Borges Grainha.

Sembra quindi che l'Ordine venne riattivato durante il regno di Michele I, come un Ordine segreto che aveva come obiettivo principale la lotta contro la massoneria e carboneria. Per questo i suoi membri ricevevano un addestramento militare ed erano sempre armati.

Dopo la guerra civile Michele I venne sconfitto ed esiliato nel 1834. Da allora l'Ordine, ufficialmente estinto, continuò invece ad esistere in modo sotterraneo per sostenere Michele I in esilio[3]

Durante l'esilio Michele I si trasferì a Roma sotto la protezione di papa Gregorio XVI. In seguito, con il consenso di papa Pio IX, ristrutturò l'Ordine come una associazione segreta. In seguito tutti gli ordini segreti, sia da Papa Pio IX nella lettera Syllabus (1864) da Papa Leone XIII, con Humanum Genus, le società segrete vennero sciolte e proibite.

Rinascita contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel dal 1981 Nuno Pereira da Câmara rifondò l'Ordine di San Michel dell'Ala (OSMA) sotto l'attuale ordinamento giuridico e costituzionale.

Il Gran Maestro dell'Ordine di San Michele dell'Ala è il re del Portogallo, mentre la dignità di Gran Maestro è vacante, riempito, simbolicamente, dall'Arcangelo Michele.

L'Ordine di São Miguel da Ala ha il riconoscimento della Casa Reale Portoghese (Casa Loulé - Legitimista e Costituzionale), che di solito è presente nelle Cerimonie e nei loro atti. 

L'obiettivo principale dell'OSMA è quello di difendere la Fede Cattolica, Romana Apostolica, la difesa del Re e il patrimonio portoghese tradizionale in tutti i suoi aspetti, ovvero nella cultura portoghese e nei valori tradizionali e cristiani, in quanto ciò è la base della nostra identificazione come nazione indipendente, nonché la propagazione della devozione all'Arcangelo Michele in Portogallo, terra che lo ha salutato come l'Angelo della Pace e Angelo Custode della nazione o l'Angelo del Portogallo.

La loro azione mira fondamentalmente alla formazione delle nuove generazioni, affinché sappiano mantenere un modo di vivere in base ai principi della cattolicità cattolica e cristiana, dell'onore, della fedeltà e della tradizione portoghese. 

Il 4 agosto del 1981, attraverso l'azione pubblica, è stata restaurata l'attività sociale dei Cavalieri dell'Ordine di San Michele della Ala.

Da allora ha sede a Carnide, a Rua do Norte, n. 14, dove è una delle sue attività principali, il Collegio del Bambino Gesù, chiamato Associazione Relief and Support (ASA - istituzione privata di solidarietà Sociale - IPSS). La "Commendadoria do Norte" ha sede nel Monastero di S. Salvador, in Aldreu. 

Per raggiungere questo obiettivo e nello spirito e nei principi dell'Ordine dell'Ordine della Cavalleria: onore, fedeltà, umiltà, disinteresse, generosità, condivisione e dedizione agli altri.

L'azione di O.SMA viene esercitata attualmente attraverso tre rami:

- Filiale di Assistenza (all'interno del quale evidenziamo l'associazione di associazioni di soccorso e assistenza - ASA (IPSS) a Carnide, per i bambini svantaggiati e privati)

- Filiale e Difesa del Patrimonio Nazionale

- Ramo dottrinale 

La disputa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007, Duarte Pio è ricorso al Ministero dell'Economia e dell'Innovazione e successivamente è stato contestato da Nuno da Câmara Pereira, del Partito Monarchico Popolare (PPM).

Costui ha accusato il presunto capo della Casa Reale di furto del brevetto dell'Ordine di San Michele dell'Ala, scatenando una lunga battaglia legale[4]. Nel 2009 il Tribunale Civile di Lisbona ha dato ragione all'ex leader del PPM ed ha costretto Duarte Pio ad abbandonare il nome dell'Ordine[5].

L'affermazione fatta da Nuno da Câmara Pereira è che dopo il 1981 possiede i diritti di utilizzo degli elementi dell'Ordine, simile al trattamento riservato ad un marchio.

Tuttavia, secondo Duarte Pio, l'Ordine era un vecchio Ordine dinastico portoghese ed il suo utilizzo e la gestione erano apparentemente riservati all'erede al trono.

Nel giugno del 2011 il processo torna a far notizia, quando Duarte Pio fu condannato da una sentenza che lo ha costretto a pagare i danni al cantante. Anche se la notizia è stata prontamente smentita da Duarte Pio[6]. La Corte di Commercio di Lisbona condannò Duarte Pio di pagare un risarcimento all'Ordine di San Michele dell'Ala per sviamento dei simboli dell'organizzazione[7].

Nel febbraio 2014 la detta Corte ha condannato Duarte Pio a corrispondere all'Ordine San Michele di Ala (OSMA) il risarcimento dei danni materiali a causa di un uso improprio degli stessi o simili simboli, secondo il rapporto della corte nel 2015 ha confermato l'intera frase della prima istanza[8].

Infine il 5 ottobre 2015, la Corte Suprema ha condannato in via definitiva Duarte Pio, portandolo divieto di utilizzare il nome e insegne dell'Ordine di San Michele del Ala, costringendolo a compensare i proprietari legali dei diritti e impedendo lui anche per richiedere nuove funzionalità rispetto a questo caso[9].

Citazione[modifica | modifica wikitesto]

  1. Jornal "Diário de Notícias" - D. Duarte processado por 'roubo' de 'patente'
  2. Jornal "Diário de Notícias" - Nuno da Câmara Pereira ganha batalha judicial a D. Duarte
  3. Jornal "Destak" - Penhorados 17 imóveis e conta bancária a D. Duarte
  4. «Duarte Pio condenado». Correio da Manhã. 28 de fevereiro de 2014. Consultado em 11 de março de 2014
  5. Revista Sábado - Tribunal da Relação condena Duarte Pio: Líder da Casa Real terá de pagar centenas de milhares de euros à Ordem de São Miguel da Ala pelo uso indevido de símbolos monárquicos (13 de fevereiro de 2015)
  6. O.S.M.A. - Processo 93.07 - Acórdão do Supremo Tribunal de Justiça 05-10-2015

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN146848964 · LCCN: (ENnb2010027854
  1. ^ Abate Ascanio Tamburinio, "In Iure abbatum et aliorum Praelatorum ecc" (1691), volume II (pagine 418-419), trascrisse il Breve Papale di Alessandro III del 4 Gennaio 1177 riguardante il riconoscimento del "Ordo Equitum S. Michele sive de Ala" e di altri ordini portoghesi
  2. ^ "Historie Cronologiche dell'Origine degl'Ordini Militari e di Tutte le Religioni Cavalleresche" (Venezia 1692), capitolo XXVIII, Parte I, pagine 428-433
  3. ^ Maria Emília Sena de Vasconcelos (1989). ««Miguelismo no Alto-Minho»» (PDF). "Cadernos Vianenses", Viana do Castelo: Pelouro da Cultura Câmara Municipal, Tomo XIII. Câmara Municipal de Viana do Castelo. p. 114
  4. ^ Jornal "Diário de Notícias" - D. Duarte processado por 'roubo' de 'patente'
  5. ^ Jornal "Diário de Notícias" - Nuno da Câmara Pereira ganha batalha judicial a D. Duarte
  6. ^ Jornal "Destak" - Penhorados 17 imóveis e conta bancária a D. Duarte
  7. ^ «Duarte Pio condenado». Correio da Manhã. 28 de fevereiro de 2014. Consultado em 11 de março de 2014
  8. ^ Revista Sábado - Tribunal da Relação condena Duarte Pio: Líder da Casa Real terá de pagar centenas de milhares de euros à Ordem de São Miguel da Ala pelo uso indevido de símbolos monárquicos (13 de fevereiro de 2015)
  9. ^ O.S.M.A. - Processo 93.07 - Acórdão do Supremo Tribunal de Justiça 05-10-2015