Niton (gruppo musicale)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

(EN) A highly beautiful experience. Julian Cope's Head Heritage[1]

(IT) Un'esperienza molto bella. Il capo ereditario di Julian Cope

Niton
Niton(band)2020-1.jpg
Niton, sessioni "Cemento", 2020.
Paese d'originemultinazionale
GenereMusica elettronica[2]
Musica d'ambiente[2]
Industrial[2]
Musica sperimentale
Periodo di attività musicale2012 – in attività
EtichettaPulver und Asche Records
Shameless Records
Floating forest records
Album pubblicati4
Studio3
Colonne sonore1
[niton.space Sito ufficiale]

Niton è un gruppo musicale italo-svizzero formatosi nel 2012, attivo nei generi tra l'elettronica sperimentale, l'ambient music e il noise-industrial. Fin dall'esordio la formazione del gruppo si compone di tre elementi (Zeno Gabaglio, Luca Xelius Martegani ed El Toxyque) ma in varie occasioni l'organico si allarga ad altri musicisti, video performer, scrittori e attori.

Percorso musicale[modifica | modifica wikitesto]

Drone night #4[modifica | modifica wikitesto]

Il trio Niton vede la propria formazione il 3 ottobre 2012 alle Officine Creative di Barasso, in occasione del quarto appuntamento della serie di performance denominate “Drone night”. In questo contesto Enrico Mangione (musicista varesino attivo in molteplici progetti - Downlouders, Menimals, Homunculus, Naylot - con alias quali El Toxyque, Mr. Henry e Lucha Libre) e Luca Martegani alias Xelius (musicista varesino: compositore, tecnico del suono e produttore, conosciuto soprattutto per il suo Xelius Project) erano soliti ospitare musicisti per degli happening una tantum, all'insegna dell'improvvisazione pura e con un riferimento operativo alla drone music ampiamente intesa. La serata del 3 ottobre 2012 - che vedeva ospite il violoncellista svizzero Zeno Gabaglio - venne registrata, suscitando l'interesse dell'etichetta Pulver und Asche Records verso la possibilità di pubblicare una selezione del flusso improvvisativo (originariamente della durata di tre ore).

Niton[modifica | modifica wikitesto]

Niton, artwork di Alfio Mazzei.

Il risultato discografico è stato l'album eponimo Niton, pubblicato nell'autunno del 2013 e presentato come una "documentazione di un flusso di tempo e suono. Un succedere in cui tre musicisti si sono incontrati e anziché parlare hanno suonato, in cui il pubblico si è sdraiato a terra lasciandosi trasportare dagli avvenimenti"[3]. I giudizi della critica hanno rilevato nelle quattro tracce del disco caratteristiche anche molto diverse, che però tutte convergono verso la proiezione oltre il contingente: «una piccola opera d'arte, uno dei pochi enhanced book musicali»[4], «musica per droni che fanno tai-chi, poco Philip Glass e poco Ryoji Ikeda; stream di dati polverizzati in impulsi sonori»[5], «una sorta di spazio irreale che sviluppa la nostra voglia di altrove» («une sorte d'espace irréel qui développe notre envie d'ailleurs»[6]). Julian Cope - il visionario guru britannico della musica e delle culture eterodosse - ha accolto Niton come "un'esperienza di grande bellezza" ("a highly beautiful experience")[7].

Tiresias[modifica | modifica wikitesto]

Tiresias, artwork di Alfio Mazzei.

Nel 2015 Pulver und Asche Records ha pubblicato Tiresias, il secondo album di Niton. Le dodici tracce che lo attraversano sono il risultato della rielaborazione e della ricomposizione di registrazioni realizzate nel corso dei due anni precedenti, in buona parte relative alle performance dal vivo del gruppo (in contesti concertistici, teatrali, coreografici e cinematografici). A ispirare il lavoro è la figura di Tiresia, il celebre indovino della mitologia greca che - per sette anni della propria vita - visse nel corpo di una donna. Quando Era, moglie di Zeus, gli chiese se dai rapporti sessuali traesse più piacere la donna oppure l’uomo Tiresia, senza esitare, dichiarò che se il piacere amoroso si componeva di dieci parti, la donna ne aveva nove, e l’uomo una sola. Furibonda, Era lo accecò[8]. La vicenda mitologica - e in particolare la sua interpretazione data da T. S. Eliot ne La terra desolata[9] - ha ispirato il lavoro di Niton in quanto "Tiresia è stato l’unico essere umano a esperire i profondi opposti. Ha visto la verità e l’ha rivelata, malgrado fosse sgradevole. Ha capovolto i luoghi comuni. Una volta diventato cieco, ha visto in anticipo le desertiche rovine dell’essere umano. E in queste terre abbiamo provato a portare i nostri suoni"[10]. Rispetto al lavoro precedente Tiresias appare «più dilatato, più elaborato e più cupamente ossimorico nel contrapporre fonti sonore così distanti in una forma paradossalmente organica»[11], un disco attraversato da «atmosfere spaziali e fantascientifiche piuttosto rétro, dirompenti quanto a originalità»[12] che vanno a costituire «un capolavoro quasi incredibile» («ein schier unglaubliches Meisterwerk»[13]).

Cemento[modifica | modifica wikitesto]

Cemento, artwork di Julian Gosper.

Sei anni dopo il precedente lavoro in studio, con Cemento il gruppo Niton rielabora materiali sonori raccolti sull’arco di un lustro in luoghi e situazioni molto diversi: dal 2015 al 2020, tra il Ticino, Varese, Zurigo e Milano, in spazi teatrali, negli studi di registrazione, accanto ai laghi alpini[14], nelle chiese romaniche[15] e nei cinema d’essai. Le prime registrazioni per “Cemento” sono avvenute il 17 maggio 2015 tra i riverberi surreali e post-industriali del cementificio ex-Saceba di Morbio Inferiore[16], in Svizzera. È questa l'esperienza che ha influenzato la scelta del titolo, unita alla consapevolezza che "il cemento è una sostanza dall’apparenza molto compatta e coerente, che nasce però dal legame di materiali tra loro diversi e attraverso un processo preciso e metodico. Così i suoni accumulati in cinque anni sono stati lavorati, editati e miscelati nella precisa ottica di coesistere uno accanto all’altro, per tracciare un percorso di ascolto che vuol essere ricco e dialettico, interrogante ma al tempo stesso soddisfacente"[17]. Il disco è una coproduzione dell’etichetta berlinese Shameless Records (che pubblica su vinile sei tracce) e l’etichetta svizzera Pulver und Asche Records (che pubblica la restante traccia in una particolare edizione fisica).

Stile e pratica[modifica | modifica wikitesto]

In un ampio contesto di riferimenti stilistici - che vanno dal noise all'ambient, dalla IDM alla psichedelia - la musica di Niton è definibile soprattutto sulla base della strumentazione adottata: sintetizzatori analogici per Luca Xelius Martegani, strumenti preparati e oggetti amplificati per El Toxyque, violoncelli elettrificati per Zeno Gabaglio. L'architettura musicale si organizza invece di volta in volta secondo tecniche diverse: dall'improvvisazione libera alla composizione rigorosa, dalle partiture grafiche al mash-up di campionamenti e citazioni interdisciplinari. Una varietà di attitudini che, nella pratica, hanno portato a concerti di musica pura ma anche a numerose situazioni di musica applicata, in interazione con varie discipline: il cinema muto (molte le produzioni per l'IOIC di Zurigo[18] ma anche per il Museo d'arte della Svizzera italiana[19] e il Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive[20] di Locarno), con il teatro e la performance (tra i vari, in produzioni per LAC Lugano[21] e Piccolo Teatro di Milano[22]) e con le arti plastiche (per Visarte[23] e Museo d'arte Mendrisio[24]).

Formazione e strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ospiti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013 - Niton, Pulver und Asche Records[3]
  • 2015 - Tiresias, Pulver und Asche Records[10]
  • 2021 - Cemento, Shameless Records[17]

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]Julian Cope's Head Heritage, December 2013
  2. ^ a b c [2]
  3. ^ a b Pulver und Asche Records, Niton
  4. ^ R. Piaggio, Sonorità alpine in inglese, Il sole 24 ore, 02.02.2014
  5. ^ P. A. Canei, Bloody Limonov, Internazionale, 10.01.2014
  6. ^ Liability, 18.02.2014
  7. ^ Julian Cope's Head Heritage, December Drudion, 12.2013
  8. ^ Tiresia in Dossier - Mitologia
  9. ^ Gli echi del Waste Land – II in lintellettualedissidente.it
  10. ^ a b Pulver und Asche Records, Tiresias
  11. ^ S. Pifferi, Niton - "Tiresias", Sentireascoltare, 27.06.2015
  12. ^ F. Garau, Niton, Tiresias, The New Noise, 14.06.2015
  13. ^ R. Feldmann, Niton - Tiresias, Kulturterrosismus, 06.07.2015
  14. ^ Naufragi e visioni, Niton e Roberto Mucchiut live alla diga del Luzzone, agosto 2020, produzione Cima Norma Art Festival
  15. ^ Monadia, Chiesa Rossa, Castel San Pietro, 17 ottobre 2015. Produzione Cantar di Pietre e RSI Rete Due
  16. ^ Chiedi alla polvere, festival di musica detergente, Ex-Saceba, Morbio Inferiore, 14-17 maggio 2015. Produzione Pulver und Asche Records
  17. ^ a b Shameless Records, Cemento
  18. ^ Niton for Institute of Incoherent Cinematography Zürich
  19. ^ Hans Richter. Il ritmo dell'avanguardia, Museo Cantonale, Lugano, 2014
  20. ^ Il grande sonno, CISA e Palacinema, Locarno, 2020
  21. ^ A rivedere le stelle con Carmelo Rifici e Anahì Traversi, LAC Lugano, 2020 e 2021
  22. ^ Beckett Sounds, Piccolo Teatro, Milano, 2015
  23. ^ Barcodes con Matteo Fieni, Casa Serodine, Ascona, 2016
  24. ^ Tra un anno, luce con Roberto Mucchiut, Casa Pessina, Mendrisio, 2019
  25. ^ Charioteer Theatre, Light Killer
  26. ^ Buh Records, Interactions: A Guide to Swiss Underground Experimental Music
  27. ^ ClubCultureCH, Make Some Room: Electronic Relief in Switzerland
  28. ^ Floating Forest, A mano A mano

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]