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Intelligent dance music

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Intelligent Dance Music (IDM)
Origini stilisticheElettronica
Drum and bass
Techno
House
Ambient
Chillout
Musica sperimentale
Origini culturaliprimi anni novanta
Strumenti tipicivoce, sintetizzatore, campionatore, drum machine, tastiera, sequencer
Generi derivati
Avant-garde house - Avant-garde techno - Glitch
Generi correlati
Elettronica - Indietronica - Drum and bass - Techno - House - Ambient - Chillout - Musica sperimentale

L'intelligent dance music, nota anche con l'acronimo IDM o braindance[1][2][3] è un genere di musica elettronica. Nato negli anni novanta nel Regno Unito e diffusosi in tutto il mondo a partire dal decennio seguente, l'intelligent dance music è caratterizzata da un sound che, nonostante le influenze electronic dance music, predilige l'ascolto al ballo. Tra gli artisti della corrente vi sono Aphex Twin, Black Dog, B12, Luke Vibert, i Plaid, gli Autechre, i Boards of Canada, Oneohtrix Point Never, Arca, Kid 606, J Lesser e Actress; le principali etichette sono la Warp Records, la Mille Plateaux, Morr, la Planet Mu, la Tresor, la Pork e la Beyond.

Definizione e caratteristiche

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Gli Autechre

Il primo utilizzo scritto della definizione "intelligent dance music" comparve nel 1993 sul forum online gestito da Alan Parry e Brian Behlendorf, frequentato sia da artisti che da fan di tale corrente musicale.[4][5]

L'IDM è un tipo di musica di difficile ascolto che privilegia il melodismo alla ritmica rispetto alla techno da ballo e fa uso di sonorità più complesse.[6][7][8] L'IDM abbandona in parte i campionamenti a favore dei sintetizzatori analogici. L'IDM recupera certi punti di riferimento propri della musica rock, tra cui quelli di "concept album" e "abilità musicale dal vivo".[7] Gli artisti che proponevano tale stile erano accomunati da un generale disappunto nei confronti della musica rave e hardcore, che consideravano di cattivo gusto. Secondo Mixmaster Morris, la musica dei rave aveva reso la techno noiosa dopo che l'hardcore rubò all'acid house ogni sua "stranezza e creatività" e sostiene che la nuova musica da ballo avrebbe "soffocato" lo spirito dell'originaria techno di Detroit, che definisce «molto più ambient che hardcore. ...Aveva una tale leggerezza di tocco, era di una bellezza radicale. Nella scena rave di oggi tutti cercano una gratificazione immediata, c'è un cliché ogni quattro battute.»[9] Originariamente avulsa dallo spirito goliardico ed euforico della musica rave (lo slogan di molti club inglesi era No breakbeats, no lycra, con la quale veniva assicurato al pubblico la riproduzione di tracce senza i breakbeat, caratteristici del genere hardcore e l'assenza di ragazze che portavano abiti in lycra, che erano invece quelle solite frequentare i rave),[10] l'IDM divenne più propenso alle contaminazioni di altri generi post-rave a partire dal nuovo millennio.[11]

Rappresentativa è la copertina della compilation Artificial Intelligence pubblicata dalla Warp Records, nella quale è raffigurato un robot comodamente adagiato su una poltrona mentre ascolta musica.[8] I riferimenti nella cover ad Autobahn dei Kraftwerk e Dark Side of the Moon dei Pink Floyd non sono casuali. Stando al fondatore della Warp Steve Beckett, all'inizio del 1992 «si cominciavano a sentire brani di B12 e Plaid o Speedy J che non era possibile catalogare in alcun modo. Erano delle B-Sides o gli ultimi pezzi di un Ep. Ci rendemmo conto che quei pezzi non erano fatti per i 12", ma venivano incisi in quel formato perché era l'unico supporto per quel tipo di musica. Ci rendemmo conto che si poteva mettere insieme un buon album con quella musica. Musica che era possibile stando seduti, come si sarebbe fatto con i dischi dei Pink Floyd o i Kraftwerk.»[10]

Al genere sono state assegnati molti appellativi, quali "musica elettronica d'ascolto", inventato dalla Warp Records, armchair techno (lett. "techno da poltrona"), intelligent techno, ambient techno ed electronica.[8]

I Boards of Canada

Le avvisaglie dell'IDM sono ravvisabili in formazioni ambientali e chillout britanniche dei primi anni 1990 come gli Orb e i KLF prima maniera e in certe tracce eteree di artisti Detroit techno come Carl Craig.[12]

Tuttavia, la vera e propria intelligent dance music nacque intorno al 1992, quando artisti ed etichette elettronici si specializzarono in una musica techno che, a differenza di quella dei rave party, non fosse da ballare. L'Intelligent dance music, e più in generale tutta quella "techno per non ballerini", nacque dall'esigenza di creare una musica rilassante fatta per essere ascoltata dalle persone reduci dai rave.[6] Stando a quanto riporta in suo articolo pubblicato su Pitchfork nel 2017, il critico Simon Reynolds suddivide la storia dell'IDM in tre fasi principali, che si identificano rispettivamente con la nascita e definizione del genere, la sua evoluzione e diffusione a un mercato più ampio e l'assimilazione di altri generi.[13]

Secondo Reynolds, gli album "caposaldo" del genere sarebberoArtificial Intelligence, la raccolta della Warp che contribuì a lanciare le carriere di Autechre, Black Dog e Aphex Twin,[14] e l'album Selected Ambient Works 85-92 di Aphex Twin.[13] La Warp divenne un nome di punta della stilistica. Oltre ad Artificial Intelligence e gli altri capitoli dell'omonima serie, promuoverà artisti come Autechre, Boards of Canada e Squarepusher. Oltre alla Warp, si segnalano le primissime uscite della Applied Rhythmic Technology (che pubblicò l'influente The Philosophy of Sound and Machine del 1992) e della Rephlex.[13][13]

Nel corso della seconda fase di cui parla Reynolds, il genere fu oggetto di maggiore attenzione generale; nacquero etichette di riferimento come la Mille Plateaux, la Morr e la Planet Mu.[13] Si assistette anche a un'evoluzione stilistica: dalle originarie sonorità emotive incentrate su ritmiche house e techno[13] si passò a un sound più stravagante e dai ritmi più solenni.[11]

Nel corso della terza fase, iniziata nei primi anni 2000, il genere, che vantava una diffusione internazionale e non più limitata quasi esclusivamente al Regno Unito.[11] Nello stesso periodo, lo stile prese per la prima volta le distanze dalle originarie premesse di stile "non rave" e si assistette alla nascita di generi derivati, come il glitchcore e il breakcore.[11]

Nel sopracitato articolo del 2017, Reynolds dichiara che, nonostante abbia ispirato, e continui a ispirare, numerosi artisti anche artisti di altri generi (ne sono un esempio i Radiohead di Kid A, ispirato alle pubblicazioni della Warp), «l'IDM in quanto scena e sound non esiste più».[15]

  1. Various Artists - Rephlexions!: A Braindance Compilation - Review - Stylus Magazine, su stylusmagazine.com. URL consultato il 10 aprile 2025 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2007).
  2. (EN) IDM/Braindance - Side Brain, su sidebrain.net. URL consultato il 10 aprile 2025.
  3. (EN) What is Intelligent Dance Music, or IDM? A Guide to one Snobby Genre, su www.respectmyregion.com, 29 luglio 2021. URL consultato il 10 aprile 2025.
  4. Reynolds 2020, p. 243.
  5. (EN) The IDM List Gave Intelligent Dance Music Its Name and Geeky Legacy, su vice.com. URL consultato il 26 marzo 2024.
  6. 1 2 Reynolds 2010, p. 225
  7. 1 2 Reynolds 2010, p. 224
  8. 1 2 3 Reynolds 2010, p. 222
  9. Reynolds 2010, p. 226
  10. 1 2 Reynolds 2010, p. 223
  11. 1 2 3 4 Reynolds 2020, p. 246.
  12. Reynolds 2020, pp. 244-245.
  13. 1 2 3 4 5 6 Reynolds 2020, p. 245.
  14. Reynolds 2010, p. 227
  15. Reynolds 2020, p. 247.
  • Simon Reinolds, Energy Flash, Arcana, 2010.
  • Simon Reynolds, Futuromania - Sogni elettronici da Moroder ai Migos, Minimum Fax, 2020.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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