Neerja Bhanot

Neerja Bhanot (Chandigarh, 7 settembre 1963 – Karachi, 5 settembre 1986) è stata un'assistente di volo indiana che perse la vita nel tentativo di salvare gran parte dei passeggeri sul Boeing 747-121 del volo Pan Am 73, dove lavorava, durante un tentato dirottamento terroristico avvenuto all'aeroporto di Karachi, in Pakistan, il 5 settembre 1986.
Per il suo gesto eroico, fu insignita della più alta onorificenza indiana al valore, l'Ashoka Chakra, nel 1987, insieme ad altri riconoscimenti postumi, sia indiani sia pakistani e statunitensi.
La sua vicenda ispirò il film bollywoodiano di Ram Madhvani del 2016 Volo Pan Am 73 (Neerja).[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Neerja Bhanot nacque a Chandigarh, in India, ma crebbe a Mumbai, presso una famiglia braminica Punjabi. Il padre, Harish Bhanot (morto poi nel 2008), era un giornalista di Mumbai, mentre la madre, Rama (morta nel 2015)[2], aveva lavorato come insegnante di musica classica, come operatrice telefonica e poi casalinga. Neerja aveva anche due fratelli, Akhil e Aneesh, che oggi portano avanti la sua memoria.[3]
Trasferitasi con la sua famiglia a Mumbai (ex Bombay) nella seconda metà degli anni settanta, Neerja continuò a studiare, per poi laurearsi nel 1981. Nello stesso periodo iniziò anche un lavoro come modella. Qualche anno dopo, fece domanda come hostess e iniziò una carriera presso la compagnia aerea Pan American World Airways, fino ad ottenere un posto fisso per le rotte aeree internazionali Bombay-Francoforte sul Meno-New York City e frequentare un corso di addestramento in Florida, Stati Uniti, nel 1985. Nello stesso anno si sposò in Qatar ma si trattava di un matrimonio combinato che fallì dopo soli 2 mesi.
Il dirottamento
[modifica | modifica wikitesto]Il 5 settembre 1986, il volo della Pan AM n. 73 decollò dall'aeroporto di Bombay, India, per Francoforte sul Meno (all'epoca Repubblica Federale di Germania), con destinazione finale New York City, Stati Uniti, facendo un primo scalo al Jinnah International Airport di Karachi, in Pakistan. Qui, l'aereo, fermo e a motori spenti, fu preso d'assalto e sequestrato da quattro uomini armati (verrà poi identificato un quinto complice a terra), in seguito identificati come appartenenti al Consiglio rivoluzionario di al-Fath, l'organizzazione terroristica palestinese fondata da Abu Nidal. Travestiti da agenti di sicurezza, i terroristi entrarono nel velivolo prendendo in ostaggio equipaggio e passeggeri, ma i piloti riuscirono a fuggire quasi subito attraverso una botola d'emergenza.[4]
Dopo circa 17 ore di sequestro – e dopo aver richiesto nel frattempo altri piloti nel tentativo di decollare per l'isola di Cipro – i quattro terroristi, che avevano già ucciso due passeggeri, aprirono il fuoco su gran parte degli ostaggi e gettarono anche esplosivi. Nella confusione generata dal panico e dal fumi degli esplosivi, Neerja riuscì ad aprire un portellone dell'aereo e, anziché mettere in salvo se stessa, riuscì a far evacuare gran parte dei passeggeri e il resto dell'equipaggio: 359 delle 379 persone a bordo. Il gesto tuttavia le costò la vita: uno dei terroristi riuscì a spararle alle spalle e il suo corpo raggiunse il fondo dello scivolo di emergenza già privo di vita. Un commando di sicurezza militare pakistana riuscì poco dopo a intervenire, ferendo e immobilizzando i dirottatori. Il bilancio finale fu di 22 morti e 150 feriti ma, grazie a Neerja, il resto delle persone che erano a bordo del velivolo rimase illeso.[5]
Eredità
[modifica | modifica wikitesto]La cerimonia funebre di Neerja fu eseguita qualche giorno dopo la vicenda, con una cerimonia riservata, il suo corpo fu cremato e le sue ceneri disperse.
Oltre al già citato premio indiano Ashoka Chakra nel 1987, grazie al contributo assicurativo della Pan AM, la famiglia Bhanot istituì un premio, che viene consegnato ogni anno ad assistenti di volo che si distinguono per azioni coraggiose e per donne indiane vittime di ingiustizie.[6]
Nel 2005, il fratello Aneesh ricevette il premio per la Giustizia per i crimini dagli Stati Uniti.
Una sezione scolastica della Austrey School di Karachi, in Pakistan, fu titolata in suo onore (la Bhanot House) mentre nel 2010 la famiglia ricevette il premio dell'aviazione indiana e, nel 2016, il premio indiano Bharat Gaurav Award.
La madre di Neerja, Rama, quando morì nel 2015,[2] aveva già conosciuto Shabana Azmi, l'attrice che la interpretò nel film Neerja, all'epoca in via di produzione. Per espressa volontà di Rama, il suo corpo dopo la morte fu donato all'istituto di ricerca medica indiana (Postgraduate Institute of Medical Education and Research of India).
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Neerja Bhanot Biography, su mocomi.com. URL consultato il 26 agosto 2020.
- 1 2 (EN) Body donated to PGI: Ashok Chakra recipient Neerja Bhanot’s mother dies at 86, su indianexpress.com, 7 dicembre 2015. URL consultato il 26 agosto 2020.
- ↑ (EN) Neerja Bhanot, su thefamouspeople.com. URL consultato il 26 agosto 2020.
- ↑ (EN) HIJACKING IN KARACHI; 16 Hours of Terror: The Pakistani Account, su nytimes.com, 7 settembre 1986. URL consultato il 26 agosto 2020.
- ↑ (EN) Inside a hijack: The unheard stories of the Pan Am 73 crew, su bbc.com, 31 marzo 2016. URL consultato il 26 agosto 2020.
- ↑ (EN) 24 years on, Neerja killer ‘droned’ out PanAm Hijacker Shot In Pak Tribal Belt Chidanand Rajghatta, su epaper.timesofindia.com. URL consultato il 17 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2018).
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