Nanofiltrazione

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La nanofiltrazione (NF) è un processo di separazione a membrana utilizzata per il trattamento di liquidi (tra cui l'acqua) con una bassa percentuale di solidi sospesi. Viene utilizzata in operazioni di addolcimento (rimozione di cationi polivalenti) e in altre applicazioni che riguardano il trattamento delle acque reflue.[1][2]

La metodica della nanofiltrazione si differenzia dagli altri tipi di separazione a membrana dal diametro nominale dei pori presenti nel mezzo filtrante, che in genere vanno da 10−7 a 10−9 metri.

Al diminuire della grandezza dei pori, aumentano le perdite di carico associate al passaggio del mezzo filtrante, per cui la pressione che bisogna imporre ai capi della membrana (detta pressione transmembrana, in inglese TMP, Trans-Membrane Pressure) nel caso della nanofiltrazione è maggiore della pressione trasmembrana che si ha nelle operazioni di ultrafiltrazione e microfiltrazione, mentre è minore della pressione transmembrana che si ha nell'operazione di osmosi inversa. Per questo si rende necessario l'utilizzo di membrane più sottili.

Nell'operazione di nanofiltrazione di raggiunge in genere una pressione transmembrana di circa 6-30 ata (pari a 200-300 psig).

Applicazioni domestiche[modifica | modifica wikitesto]

La nanofiltrazione rimuove dall'acqua le sostanze idrosolubili inquinanti come ad esempio i nitriti, i nitrati, e i polialogenati. Equilibra inoltre i sali minerali presenti, creando un'acqua a basso residuo fisso, dalle caratteristiche oligominerali.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Water Quality & Treatment, 5th Ed. American Water Works Association, 1999.
  2. ^ Nanofiltration Membranes and Applications

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]