NGC 146

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NGC 146
Ammasso aperto
NGC 133.png
NGC 146
Scoperta
ScopritoreJohn Herschel
Data1829
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCassiopea
Ascensione retta00h 33m 06s[1]
Declinazione+63° 18′ 00″[1]
Distanza9884[2] a.l.
(3032[2] pc)
Magnitudine apparente (V)9,1[1]
Dimensione apparente (V)7'
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseII 2 p
Età stimata10 milioni di anni[2]
Altre designazioni
Cr 5; OCl 299[1]
Mappa di localizzazione
NGC 146
Cassiopeia IAU.svg
Categoria di ammassi aperti

Coordinate: Carta celeste 00h 33m 06s, +63° 18′ 00″

NGC 146 è un piccolo ammasso aperto visibile nella costellazione di Cassiopea.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 146.

La sua posizione è facilmente reperibile, trovandosi a solo mezzo grado a NNW della stella κ Cassiopeiae; meno facile è individuare l'ammasso, il quale è formato da una manciata di deboli stelle, le più luminose delle quali non superano la magnitudine 10. La sua risoluzione è possibile attraverso un telescopio da 120 o 150mm di apertura, ma appare come un debole addensamento di forma leggermente allungata in senso est-ovest. A breve distanza angolare si trova l'ammasso NGC 133, situato però molto in primo piano, e il dispersissimo King 14.

La declinazione fortemente settentrionale di quest'ammasso favorisce notevolmente gli osservatori dell'emisfero nord, da cui si presenta circumpolare fino alle latitudini medio-basse; dall'emisfero australe d'altra parte resta piuttosto basso e non è osservabile dalle aree lontane dalla zona tropicale.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra agosto e gennaio.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 146 venne individuato per la prima volta da John Herschel nel 1829 attraverso il telescopio riflettore da 18,7 pollici appartenuto a suo padre William; egli lo inserì poi nel suo General Catalogue of Nebulae and Clusters col numero 71.[4]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

NGC 146 è un ammasso aperto poco appariscente; la sua distanza è stimata attorno ai 3032 parsec (9884 anni luce)[2] o, secondo altre stime, attorno ai 3500 parsec (11410 anni luce),[5] ed è situato in una zona remota del Braccio di Perseo o forse in una zona inter-braccio, in una regione posta al di là delle grandi associazioni OB di Cassiopea e relativamente poco conosciuta, salvo che per la presenza di diverse nubi molecolari. L'associazione ad esso più vicina risulta essere probabilmente Cassiopeia OB4; a breve distanza da esso vi sarebbe la supergigante bianca BD+61 79.[6]

La sua età risulta essere piuttosto giovane, dell'ordine dei 10 milioni di anni al massimo, come è anche ben evidente dalla presenza di numerose stelle di classe spettrale B di sequenza principale e dall'assenza di supergiganti evolute, oltre che dall'esistenza di una popolazione di stelle di pre-sequenza principale; fra le sue stelle più massicce vi sono due stelle Be di Herbig.[5]

Lo studio di questo e di altri ammassi e associazioni ha permesso di scoprire verso la fine degli anni ottanta la presenza di un ulteriore braccio di spirale al di là del Braccio di Perseo; questo braccio è ora noto col nome di Braccio del Cigno.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, in Results for NGC 146. URL consultato il 23 luglio 2013.
  2. ^ a b c d WEBDA page for open cluster NGC 146, su univie.ac.at. URL consultato il 23 luglio 2013.
  3. ^ Una declinazione di 63°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 27°; il che equivale a dire che a nord del 27°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 27°S l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 146, su ngcicproject.org. URL consultato il 23 luglio 2013.
  5. ^ a b Subramaniam, A.; Sahu, D. K.; Sagar, R.; Vijitha, P., NGC 146: a young open cluster with a Herbig Be star and intermediate mass pre-main sequence stars, in Astronomy and Astrophysics, vol. 440, nº 2, settembre 2005, pp. 511-522, DOI:10.1051/0004-6361:20052683. URL consultato il 23 luglio 2013.
  6. ^ Come si evince dai dati riportati nella Mappa della regione attorno a NGC 146 [collegamento interrotto], in Galaxy Map. URL consultato il 23 luglio 2013.
  7. ^ Kimeswenger, S.; Weinberger, R., An optical spiral arm beyond the Perseus arm, in Astronomy and Astrophysics, vol. 209, 1-2, gennaio 1989, pp. 51-58. URL consultato il 23 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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