Museo tattile Anteros

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Museo tattile di pittura antica e moderna "Anteros"
Bassorilievi tattili esposti presso il Museo "Anteros".jpg
Bassorilievi prospettici, con relative schede storico-artistiche in nero ingrandito e in Braille, esposti all’interno del museo tattile di pittura antica e moderna “Anteros”. A partire da destra, si riconoscono le riproduzioni tridimensionali in gesso alabastrino raffiguranti il Lamento sul Cristo Morto di Andrea Mantegna, Orfeo ed Euridice davanti a Plutone e Proserpina di Anselmo Guazzi e Agostino da Mozzanica (su progetto di Giulio Romano), il Cavallo Morel Favorito di Giulio Romano e aiuti e la Deposizione di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Bologna
Indirizzo Via Castiglione, 71
Caratteristiche
Tipo Arte
Fondatori Istituto dei ciechi "Francesco Cavazza"
Apertura 1999
Sito web

Il Museo tattile di pittura antica e moderna “Anteros” dell'Istituto dei ciechi "Francesco Cavazza" è stato fondato a Bologna nel 1999 ed è il risultato di un progetto di ricerca applicata avviato nel 1995 presso l'Associazione Scuola di Scultura Applicata, in collaborazione con la cattedra di ottica fisiopatologica dell'Ospedale Sant'Orsola, l'Unione Italiana Ciechi (UICI) e l'Istituto dei ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna. Principale obiettivo del museo è educare all'uso integrato dei sensi residui, in presenza di deficit visivo, per un rafforzamento delle facoltà percettive, cognitive e intellettuali delle persone disabili della vista, ma anche educare la sensibilità delle persone normovedenti.[1]

La collezione[modifica | modifica wikitesto]

La collezione museale è costituita da traduzioni tridimensionali di capolavori pittorici rappresentativi delle età comprese tra classicità e contemporaneità, progettate e realizzate da un'équipe composta da esperti in teoria dell'arte, psicologia della percezione tattile e ottica, storia e pedagogia dell'arte, tiflologia e scultura applicata. Attualmente comprende circa sessanta esemplari, tra riproduzioni tridimensionali in bassorilievo di celebri dipinti, rilievi tecnici, copie di rilievi rinascimentali, tavole propedeutiche al concetto di stile storico e tavole funzionali alla comprensione della prospettiva e delle categorie della rappresentazione.[2]

Il metodo[modifica | modifica wikitesto]

La metodologia operativa del museo “Anteros” si fonda sull'idea per cui, anche per le persone con minorazione visiva, la comprensione del linguaggio pittorico deve avvenire attraverso la comprensione della forma, della composizione e dello spazio prospettico. Il museo, pertanto, offre una didattica storico-artistica, elaborata appositamente per rendere comprensibili a livello concettuale e condivisibili le strutture di rappresentazione della realtà, organica quindi ad una migliore integrazione scolastica, sociale e professionale di non vedenti e ipovedenti, indipendentemente da età, formazione e condizione di minorazione.[3] Le logiche espositive e le attività pedagogiche sono articolate in funzione di un potenziamento delle facoltà immaginative e conoscitive della mente, processo che esige una corretta integrazione dei sensi residui e, in particolare, l'affinamento di una tattilità autonoma ai fini di una costruzione consapevole del pensiero visivo da parte della persona minorata della vista.

Particolari dei sottosquadri del bassorilievo prospettico raffigurante il ritratto del Duca Federico da Montefeltro di Piero della Francesca.

La lettura tattile sul “bassorilievo prospettico”[modifica | modifica wikitesto]

Rifinitura del prototipo in argilla, realizzato artigianalmente, della Nascita di Venere, opera di Sandro Botticelli.

In tal senso, strumento pedagogico fondamentale è il cosiddetto “bassorilievo prospettico”, tipologia di manufatto che ha origini nel Rinascimento fiorentino e la cui caratteristica peculiare è la presenza del sottosquadro, ovvero di profili staccati dal piano di posa, corrispondenti in forma plastica alle qualità estetiche del disegno, alle linee di contorno e ai volumi dei corpi. Nel contesto museale, il bassorilievo tecnico è completamente realizzato artigianalmente da scultori specializzati (a partire dall'immagine ridimensionata dell'opera, viene realizzato il prototipo in argilla da cui si ricava uno stampo in gomma siliconica che funge a sua volta da “matrice” per i bassorilievi in gesso alabastrino o in resina bianca) e, mutuando le regole della rappresentazione spaziale prospettica fiorentina convertite quindi in valori tattili[4], consiste in una traduzione tridimensionale di un dipinto opportunamente selezionato e inserito entro un percorso cronologico diacronico, iconografico e stilistico esemplare che, con l'ausilio di tavole didattiche illustrative, evidenzia la trasformazione dei modi della rappresentazione nell'arte occidentale. Tutte le informazioni relative alle composizioni pittoriche, rese leggibili al tatto, escludono la nozione di colore, che è possibile richiamare alla memoria nelle persone non vedenti tardive o acquisite e comunque comunicabile anche alle persone ipovedenti per mezzo di riproduzioni fotografiche ingrandite o di strumenti tiflotecnici e tiflodidattici quali i video-ingranditori.

Le letture di rappresentazioni pittoriche tradotte in bassorilievo, sono precedute e accompagnate da esercizi corporei, azioni preliminari di natura cinestesica (acquisizione di posture in relazione allo spazio e ad altri soggetti), propriocettiva (presa di coscienza dello schema corporeo, contrazioni e distensioni muscolari, mobilità) e aptica (risposta della superficie corporea ai diversi tipi di sollecitazione tattile) funzionali a predisporre il lettore all'esplorazione degli oggetti reali ma anche alla conoscenza della loro rappresentazione.[5]

La conversione didattica del metodo tripartito panofskiano[modifica | modifica wikitesto]

Una delle peculiarità tiflodidattiche del Museo “Anteros” risiede nell'applicazione sperimentale, nel campo della pedagogia speciale delle arti per le persone con minorazione visiva, del metodo tripartito di analisi (preiconografica, iconografica, iconologica) dell'immagine elaborato dallo storico dell'arte Erwin Panofsky.[6] In sede di esplorazione tattile del bassorilievo prospettico, il visitatore (con o senza minorazione visiva) viene guidato nella conoscenza delle forme seguendo progressivamente i tre livelli analitici panofskiani. Pertanto, dopo aver letto le strutture geometriche nascoste e gli schemi interni della composizione (lettura preiconografica), riconosciuto i contenuti convenzionali dell'immagine (analisi iconografica) ed esplorato il senso dell'opera d'arte (interpretazione iconologica), il lettore, dapprima guidato da un operatore museale e poi in modo autonomo, costruisce gradualmente l'esperienza estetica avvalendosi delle sue potenzialità percettive quanto del suo pregresso culturale.[7]

Ad ogni modo, nonostante l'esigenza di comunicare modelli di lettura strutturati, in questa fase le persone con disabilità visive sono incoraggiate ad apprendere possibilità percettive, esplorando le opere con tecniche di lettura tattile che, una volta acquisite, in funzione di una personale economia tattile e cognitiva, possono essere autonomamente rivisitate e implementate attraverso soluzioni individuali.

Il laboratorio di modellazione[modifica | modifica wikitesto]

L'impostazione pedagogica del Museo “Anteros” prevede che i processi cognitivi siano verificati mediante l'esame del grado di autonomia espresso durante la lettura tattile autonoma e la simulazione di guida di un'altra persona, nonché, infine, attraverso la restituzione dell'immagine che viene svolta presso il laboratorio di modellazione.[8] Tali verifiche, dunque, servono a cogliere i diversi gradi di percezione e conservazione mnemonica delle immagini e concorrono al perfezionamento degli strumenti di percezione, cognizione, interpretazione delle forme e reificazione dei concetti. Nello specifico, dopo una prima verifica che avviene durante le lezioni individuali e collettive di Storia dell'arte[9] e percezione ottico-tattile delle riproduzioni plastiche dei dipinti, si approda al laboratorio di modellazione dove, plasmando la creta, gli allievi non vedenti congeniti, acquisiti e ipovedenti, hanno la possibilità di realizzare una copia dei rilievi precedentemente studiati e letti al tatto.[10] Pertanto, se il valore estetico di questi manufatti è variabile e ancillare rispetto alla funzione cognitiva, allo scopo di comprendere se e come sia stata interiorizzata una visione di insieme delle parti che compongono l'opera, fondamentale è piuttosto valutare le competenze espressive dell'allievo nelle diverse fasi della modellazione e la restituzione che questi offre di posture e proporzioni quanto degli elementi formali e contenutistici. A partire dall'analisi particolare dell'opera, quindi, anche l'esperienza aptica laboratoriale intende operare su più ampie dinamiche cognitive e percettive, rafforzando i meccanismi di appropriazione mnestica, ricostruzione compositiva e di assimilazione dei concetti spaziali e temporali, dall'anatomia dei corpi alla morfologia degli oggetti attraverso la graduale comprensione del cosiddetto “sentimento della forma”.[11]

Collaborazioni nazionali e internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Per la specificità metodologica che lo contraddistingue, il Museo Tattile “Anteros” fornisce consulenza scientifica nel campo dell'educazione estetica e della pedagogia speciale per le persone con minorazione visiva. Su questi temi, sono costanti i contributi presentati in convegni e seminari nazionali e internazionali, nonché le collaborazioni con istituzioni universitarie, accademiche e scolastiche, organi ministeriali del MiBAC, centri di studio e ricerca tra i quali il C.N.R. (Consiglio Nazionale della Ricerca) e l'l.S.C.R. (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro), enti pubblici e privati di formazione e promozione culturale. Fondamentale, sul piano operativo, è la collaborazione attiva con il Museo Tattile Statale “Omero” di Ancona e con alcune delle principali istituzioni museali d'arte italiane e straniere, tra cui la National Gallery of Art di Washington, per la progettazione di un percorso di fruizione tattile interno al museo statunitense, e i Musei Vaticani, per la realizzazione, presso la Pinacoteca Vaticana, della traduzione tridimensionale della Trasfigurazione di Raffaello e di un ritratto virile della serie del Fayyum. Per il contributo alla ricerca nel campo delle scienze cognitive, degne di nota sono, tra le altre, le collaborazioni internazionali avviate con autorevoli studiosi della materia, tra cui il prof. Derrick de Kerckhove e il prof. John Kennedy (entrambi della University of Toronto), e istituti di ricerca come il NISE (Istituto Nazionale dell'Educazione Speciale) di Yokosuka, grazie al quale è stato possibile inaugurare, nel 2013, un progetto di filiazione del Museo Tattile “Anteros” nella città di Tokyo.

Segue un elenco completo, in ordine cronologico aggiornato al 2015, dei bassorilievi prospettici realizzati dal Museo Tattile "Anteros" dell'Istituto dei Ciechi "Francesco Cavazza" di Bologna, per conto di istituzioni museali per una fruizione accessibile in loco del patrimonio culturale pittorico.

2006

  • Cristo cade sotto la croce di Francesco Bonsignori e Occasio et Poenitentia (scuola mantegnesca) – Museo della Città di Palazzo San Sebastiano, Mantova (in collaborazione con il Comune di Mantova e il MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
  • Amore scopre Psiche di Giulio Romano e aiuti (scuola) – Camera di Amore e Psiche, Palazzo Te, Mantova
  • La caduta dei Giganti di Giulio Romano e aiuti – Camera dei Giganti, Palazzo Te, Mantova
  • Carro del Sole e della Luna di Francesco Primaticcio (su disegno di Giulio Romano) – Camera del Sole e della Luna, Palazzo Te, Mantova
  • Cavallo Morel Favorito di Giulio Romano e aiuti (scuola) – Sala dei Cavalli, Palazzo Te, Mantova
  • Davide e Golia di Giulio Romano e aiuti (scuola) – Loggia di Davide, Palazzo Te, Mantova
  • Ariete, costellazione della nave. I Navigatori di Giulio Romano e aiuti (scuola) – Camera dei Venti, Palazzo Te, Mantova
  • Orfeo ed Euridice di fronte a Plutone e Proserpina di Anselmo Guazzi e Agostino da Mozzanica (su progetto di Giulio Romano) – Camera di Ovidio, o delle Metamorfosi, Palazzo Te, Mantova
  • Impresa della Salamandra e Impresa del Guanto di Agostino da Mozzanica e decoratori – Camera delle Imprese, Palazzo Te, Mantova
Bassorilievo prospettico raffigurante il Cenacolo di Leonardo da Vinci

2008

  • Madonna del Ricamo di Vitale da Bologna - Museo della Storia di Bologna, Palazzo Pepoli Vecchio, Bologna (con il contributo della Fondazione Carisbo)

2009

  • Ultima Cena di Leonardo da Vinci – Refettorio di S. Maria delle Grazie (con il contributo di Fondazione CittàItalia)
Bassorilievo prospettico raffigurante la Nascita di Venere di Sandro Botticelli.

2010

  • La nascita di Venere di Sandro Botticelli – Galleria degli Uffizi, Firenze (in collaborazione con Fondazione CittàItalia)

2011

  • Pala d'altare raffigurante la Vergine con Bambino e Santi di Defendente Ferrari – Palazzo Reale di Torino (con il contributo di Fondazione CittàItalia)
  • Deposizione di Caravaggio – Pinacoteca Vaticana (in collaborazione con i Musei Vaticani)
  • Fanciulla con turbante di Francesco Stringa – Galleria Estense di Modena

2012

  • Trasfigurazione di Raffaello Sanzio – Pinacoteca Vaticana (in collaborazione con i Musei Vaticani)
  • Ritratto virile della serie del Fayyum – Pinacoteca Vaticana (in collaborazione con i Musei Vaticani)
  • San Giorgio che combatte il drago – Pinacoteca Nazionale di Bologna (presso e in collaborazione con)
Bassorilievo prospettico raffigurante Atalanta e Ippomene di Guido Reni

2015

  • 2015 Atalanta e Ippomene - (in collaborazione con Fondazione CittàItalia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sulla genesi del Museo tattile “Anteros”, cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, Carocci, Roma 2004, p. 63-64
  2. ^ Per quanto riguarda le logiche espositive e didattiche adottate nel Museo tattile “Anteros”, cfr. L. Secchi, Toccare la pittura. Il museo tattile di pittura antica e moderna “Anteros” presso l’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna, in L’integrazione scolastica e sociale . Rivista pedagogico-giuridica per scuole, servizi, associazioni e famiglie, Erikson, vol. 8 n. 1 febbraio 2009, pp. 59-60. (58-66)
  3. ^ Sul valore dell’educazione estetica ai fini dell’integrazione scolastica, professionale e sociale, cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, pp. 92-100.
  4. ^ Cfr. P. Gualandi, Appendice 1. Codificazione delle immagini bidimensionali in rilievi a lettura tattile per non vedenti, tratta da P. Gualandi e L. Secchi, Tecniche di rappresentazione plastica della realtà visiva. In AA.VV., Toccare l’arte. L’educazione estetica di ipovedenti e non vedenti, a cura di A. Bellini, Roma, Armando.
  5. ^ Cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, p. 30
  6. ^ Sul metodo tripartito di Erwin Panofsky, si veda il saggio Iconografia e iconologia. Introduzione allo studio dell’arte del Rinascimento. in E. Panofsky, Il Significato nelle arti visive, Torino, Einaudi, 1962, pp. 29-57
  7. ^ Sulla conversione del metodo tripartito panofskiano e sulle relative tecniche di lettura tattile di un bassorilievo prospettico, si veda L. Secchi, Adozione e conversione dei fondamenti della teoria e della didattica dell’arte nell’attività del Museo Tattile “Anteros” in Id., L’educazione estetica per l’integrazione, pp. 70-75. Per una comprensione delle radici cognitiviste nella strutturazione dei processi di appropriazione e significazione delle forme, si veda T. Lancioni, Il senso e la forma. Il linguaggio delle immagini fra teoria dell’arte e semiotica, Esculapio, Bologna 2001, p. 221.
  8. ^ Sulla verifica dei processi cognitivi nei laboratori di modellazione del Museo tattile “Anteros”, cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, pp. 83-85
  9. ^ Sull’integrazione scolastica e l’accoglienza delle classi attuata presso il Museo tattile “Anteros”, cfr. Ivi, pp. 101-102
  10. ^ Cfr. D. Angeli e G. Rocca, Dall’esplorazione tattile alla restituzione plastica dell’immagine. Costruzione di un percorso. In AA. VV., L’arte a portata di mano. Verso una pedagogia di accesso ai Beni Culturali senza barriere, a cura del Museo Tattile Statale “Omero” di Ancona, Roma, Armando, 2006, pp. 247-255
  11. ^ L. Secchi, Toccare la pittura. Il Museo Tattile di Pittura Antica e Moderna “Anteros”, pp. 65

Bibliografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Arnheim R., Aspetti percettivi dell'arte per i ciechi. in Id., Per la salvezza dell'arte, Milano, Feltrinelli 1994
  • Dellantonio A., Il tatto. Aspetti fisiologici e psicologici, Padova, Cleud 1993
  • Galati D. (a cura di), Vedere con la mente: conoscenza, affettività, adattamento nei non vedenti, Milano, FrancoAngeli 1992
  • Mazzeo M., Il cieco e i colori: verbalismo ed esonero. In Id., Storia naturale della sinestesia. Dalla questione di Molyneux a Jakobson, Macerata, Quodlibet 2005
  • Mazzocut-Mis M., Voyeurismo tattile. Un'estetica dei valori tattili e visivi, Genova, Il Melangolo
  • Parente D., I musei per non vedenti in Italia, Napoli, Cuen 2006
  • Secchi L., Percezione, cognizione e interpretazione dell'immagine dotata di valore estetico. Conoscere l'arte entro e oltre la disabilità visiva. In AA.VV., L'arte a portata di mano, verso una pedagogia di accesso ai beni culturali senza barriere, Roma, Armando 2007
  • Secchi L., Raccontare l'arte. La funzione evocativa e colmativa della parola, in “Vedere Oltre”, Periodico di informazione dell'Istituto dei Ciechi di Bologna “Francesco Cavazza”, n.2, dicembre 2007
  • Secchi L., Andrea Mantegna e la didattica speciale: nuove acquisizioni del Museo Anteros di Bologna. In Associazione nazionale Insegnanti Storia dell'Arte per l'Educazione dell'Arte, “Bollettino n.27”, gennaio-agosto 2007, pp. 40–57
  • Secchi L., Toccare con gli occhi e vedere con le mani: per un'estetica dei valori tattili e ottici in presenza e in assenza di disabilità visiva. In E. Cioppi (a cura di), La scienza a portata di mano. Percorsi museali per non vedenti e ipovedenti, Firenze, Università degli Studi di Firenze
  • Tioli E., La fruizione dei beni culturali da parte delle persone con disabilità visiva come fonte di arricchimento personale e come fattore di integrazione sociale. In AA.VV., L'arte a portata di mano, verso una pedagogia di accesso ai beni culturali senza barriere, Roma, Armando 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]