Mondial 125 Monoalbero

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FB Mondial 125 Tipo Competizione
Mondial 125 cc OHC Racer 1953.jpg
La FB Mondial 125 Tipo Competizione
versione "circuito" del 1953
CostruttoreItalia FB Mondial
TipoSportivo
Produzionedal 1952 al 1954
Modelli similiMV Agusta 125 Monoalbero Corsa
Rumi Gobbetto
NoteCirca 100 esemplari

La FB Mondial 125 Tipo Competizione, meglio nota come Mondial 125 Monoalbero, è una motocicletta sportiva costruita dalla casa bolognese FB Mondial, in piccola serie, dal 1952 al 1954

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver conquistati i campionati mondiali di velocità del 1949, 1950 e 1951, nella classe 125, la FB Mondial mise in produzione di serie le 125 "Sport" e "Super Sport" che, nonostante il prezzo sostenuto, ottennero un buon successo di vendite sul mercato nazionale, da sempre sensibile agli allori sportivi.

Forte ed insistente era anche la pressione dei piloti privati, italiani ed esteri, per la realizzazione di una macchina, della medesima cilindrata, che potesse essere impiegata nell'attività sportiva e, particolarmente, nell'allora frequentatissima "Categoria Sport".

Nell'intento di finanziare, con i proventi, parte delle ingenti spese necessarie per il reparto corse e, nondimeno, di ottenere un forte ritorno d'immagine dalla miriade di gare affollate di piloti privati che, in quegli anni, si svolgevano in tutta Europa, la Mondial decise di avviare la produzione in piccola serie del modello "Competizione Cliente" da 1/8 di litro.

La moto[modifica | modifica wikitesto]

La FB Mondial 125 Monoalbero venne presentata, nel gennaio 1952, al XXIV Salone del motociclo di Milano, polarizzando l'attenzione degli appassionati. Nel comunicato stampa, dal tono quasi sprezzante nei confronti della concorrenza, la moto era definita come "la più veloce 125 c.c. in vendita sul mercato mondiale", aggiungendo che veniva offerta con "velocità minima garantita e documentabile al momento stesso della consegna, a differenza degli usi generalizzati in questo campo".

Mondial 125 Monoalbero del 1952 conservata al Barber Vintage Motorsports Museum di Birmingham

Direttamente derivata dalla "125 Bialbero" da GP, la "125 Monoalbero" ne conserva integralmente la parte telaistica, limitando le modifica al motore e, in particolare, al sistema di distribuzione che venne semplificato mediante l'allocazione di un solo albero a camme.

Nonostante l'impoverimento tecnologico, il motore della "125 Monoalbero" viene considerato dagli esperti, un vero capolavoro della meccanica, merito del reparto corse FB Mondial, popolato da celebri motoristi del calibro di Nerio Biavati, Dino Gilli, Omer Melotti e Franco Petrini.

Ogni particolare era studiato per l'attività agonistica, iniziando dai comandi a pedale fortemente arretrati, per finire alla nicchia ricavata nella parte superiore del serbatoio che consentiva al pilota di appoggiare il mento, allo scopo di assumere la posizione più aerodinamica possibile.

Qualche critica venne sollevata nei confronti della rigidità del telaio, considerato non all'altezza del propulsore.

In ogni caso, i pochi esemplari prodotti andarono letteralmente a ruba, ordinati e lungamente attesi dai piloti di tutta Europa che, nel triennio di produzione, seppero mettere a frutto le doti sportive della macchina, mietendo una serie impressionante di vittorie e confermando pienamente le iniziali dichiarazioni della casa costruttrice.

Per contro, occorre dire che, in gare di lunga durata, la "125 Monoalbero" rivelò numerose fragilità di motore e telaio, tipiche d'una macchina concepita più per le corse che per l'uso stradale.

A richiesta, il modello veniva consegnato anche in versione "circuito", ovvero privo dell'impianto di illuminazione e del dispositivo di avviamento a pedivella, invece obbligatori per le corse su strada.

I dati dell'azienda sono andati perduti, ma si stima che per FB Mondial 125 Monoalbero Tipo Competizione, sia in versione "circuito" che in versione "strada", la produzione abbia di poco superato il centinaio di esemplari.

L'attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Particolarmente prestigioso è il palmarès di questa moto che si fregia di centinaia di vittorie sui circuiti di tutta Europa, nella categoria sport (o 2ª categoria), e della conquista di due campionati italiani piloti (1952, 1953, 1954), un campionato italiano marche (1954), due campionati nazionali d'Olanda (1953, 1954) e due campionati nazionali d'Austria (1952, 1953).

Nelle lunghe gare a più tappe, invece, i risultati furono pesantemente condizionati dalla scarsa tenuta delle componenti meccaniche allo sforzo prolungato. Ad esempio, nel 1953 furono 20 le "125 monoalbero" schierate al 1° Motogiro d'Italia e solo tre di queste riuscirono ad arrivare al traguardo, la prima conquistando un deludente 5º posto, reso quasi beffardo dal fatto che le sei tappe, di cui era composto il Motogiro, furono tutte vinte dalle Mondial.

La vittoria più eclatante, quasi incredibile, fu certamente quella ottenuta al Motomondiale, il 3 ottobre 1954, nel GP di Spagna. Dopo le prove sul tortuoso Circuito di Montjuich, effettuate con la "125 Bialbero" ufficiale, Tarquinio Provini preferì impiegare in gara la "125 Monoalbero", portata casualmente in Spagna per essere consegnata al concessionario Mondial di Barcellona. Sotto gli sguardi sbalorditi del pubblico e degli avversari, il futuro campione mondiale vinse il suo primo GP iridato, in sella ad una FB Mondial 125 Monoalbero di serie. È l'unica vittoria che si ricordi di una moto di serie in una gara del Motomondiale.

In seguito al "funesto" patto di astensione dalle gare di velocità, firmato nel 1957 da Gilera, Mondial e Moto Guzzi, alcune "Monoalbero" vennero cedute alla neonata Paton e servirono da base per la realizzazione delle Paton 125 Bialbero, progettate da Lino Tonti.

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - FB Mondial 125 Tipo Competizione del 1952
Mondial125MA1952a.jpg
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt.) 2000 × 540 × 780 mm
Altezze Sella: 740 mm - Pedane: 280 mm
Interasse: 1328 mm Massa a vuoto: 97 kg Serbatoio: 14 litri
Meccanica
Tipo motore: monocilindrico verticale 4T quadro Raffreddamento: ad aria
Cilindrata 123,54 cm³ (Alesaggio 53 x Corsa 56 mm)
Distribuzione: 2 valvole ad albero delle camme in testa, comandato da cascata di ingranaggi Alimentazione: carburatore Dell'Orto SS 22/26
Potenza: 14 CV a 11.000 giri/min Coppia: Rapporto di compressione:
Frizione: a dischi multipli in bagno d'olio Cambio: in blocco a 4 marce con comando a pedale sulla dx
Accensione dinamo-magnete Marelli
Trasmissione primaria ad ingranaggi con denti dritti e finale a catena
Avviamento a pedivella
Ciclistica
Telaio doppia culla in tubi d'acciaio
Sospensioni Anteriore: forcella a parallelogramma in lamiera stampata e ammortizzatore centrale / Posteriore: forcella con due elementi telescopici
Freni Anteriore: tamburo laterale sx da 180 mm / Posteriore: tamburo laterale sx da 150 mm
Pneumatici anteriore e posteriore 2.00 x 21"
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 140 km/h
Altro
Lubrificazione con olio di ricino e pompa ad ingranaggi di mandata-recupero.
Fonte dei dati: [senza fonte]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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