Monastero di Sant'Antonio (Torcello)

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Il monastero di Sant'Antonio era un cenobio di benedettini, e poi di benedettine, dell'isola di Torcello. Sorgeva su un'isola della zona sud-orientale della località, presso il canale tuttora denominato di Sant'Antonio.

In un documento del 1216 l'abate di San Giorgio Maggiore concedeva al confratello Tommaso alcuni terreni a Torcello dove avrebbe dovuto costruire un luogo di culto da dedicare a Sant'Antonio Abate. Il testo ricorda la difficile situazione ambientale dell'area che, periodicamente sommersa dalle maree, sfavoriva le attività umane e l'insediamento, ma d'altra parte l'abate dava a fra Tommaso ampia autonomia e sgravi fiscali affinché vi fosse costruito un complesso monastico. Sulla base di ciò, il monastero doveva essere stato fondato attorno al XIII secolo, periodo di massima diffusione dei cenobi in Laguna, anche se altri storici propendono per il IX-X secolo. In un documento del 1217, Tommaso viene citato come prior Sancti Antonii, attestando così la nascita del monastero.

Secondo le fonti antiche, dal 1246 l'abbazia ospitò le monache di San Cipriano di Mestre e fu sotto la giurisdizione di Santa Maria e Donato di Murano. Le monache trovarono l'edificio in grave stato di degrado, ma il complesso fu più volte restaurato. Le sue proprietà andarono ampliandosi allorché si unirono al monastero altre comunità: Santi Filippo e Giacomo di Ammiana (1367), Santi Giovanni e Paolo di Costanziaco, Santi Marco e Cristina di Ammiana (1432). Da quest'ultima unione, la comunità ereditò il corpo di Santa Cristina, oggi conservato a San Francesco della Vigna.

Chiesa e monastero sopravvissero sino alle soppressioni napoleoniche del 1806, quando le monache passarono al monastero di San Matteo di Murano. Il seguente incameramento dei beni portò alla demolizione degli edifici di cui oggi non resta pressoché traccia.

Al Museo provinciale di Torcello sono esposti alcuni cicli pittorici provenienti dalla chiesa e attribuiti alla scuola del Veronese: le due portelle dell'organo, raffiguranti un'Annunciazione e un'Adorazione dei Magi, cinque monocromi che ornavano il poggio e quattro dipinti sulla vita di Santa Cristina[1]. Proprio del Veronese è invece la tela raffigurante Sant'Antonio Abate tra i santi Cornelio e Cipriano, oggi conservata presso la Pinacoteca di Brera[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guida alla visita del Museo provinciale di Torcello [1] (PDF).
  2. ^ Luisa Arrigoni, Emanuela Daffra, Pietro C. Marani, Pinacoteca di Brera. Guida ufficiale, Touring Club Italiano, 1998

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]