Minna Canth

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Minna Canth

Minna Canth, nata Ulrika Wilhelmina Johnsson (Tampere, 19 marzo 1844Kuopio, 12 maggio 1897), è stata una scrittrice finlandese, nota anche come femminista e attivista sociale, innovatrice della letteratura del suo Paese e pioniera del realismo finlandese[1].

Francobollo dedicato a Minna Canth, 1944
Minna e Johan Ferdinand Canth

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una famiglia operaia e nell'autunno del 1863, diventò la prima studentessa a studiare come insegnante nel seminario Jyväskylä appena creato.[1]

Sposò il giornalista Johan Ferdinand Canth (1835-1879).[2]

Quando il marito divenne direttore di un giornale, Minna incominciò una decisa campagna femminista.[3]

Nonostante la sua ardua situazione, venutasi a creare dopo la morte del marito e la presenza di sette figli da mantenere, Minna proseguì la sua attività di scrittrice.

I temi ricorrenti dei suoi primi lavori furono soprattutto le ingiustizie sociali ed i guasti provocati dalla miseria. I drammi Työmiehen vaimo ("La moglie dell'operaio") del 1885 e Kovan onnen lapsia ("Figli della sventura") del 1888, si caratterizzarono per un intenso realismo e per il gusto di scene violente.[3]

Nel 1887, firmò per la prima volta il documento di fondazione dell'"Associazione per la libertà e la tolleranza della Finlandia", in cui esprimette il suo giudizio riguardante le tematiche religiose.[2]

Nella successiva fase letteraria, Minna Canth focalizzò le problematiche morali, evidenziando ottime qualità di penetrazione psicologica. E quindi nel dramma Papin perhe ("La famiglia del pastore") del 1891, l'autrice ripresentò il contrasto fra padri e figli, mentre in Sylvi del 1893 la scrittrice mostrò segni di influenza ibseniana, descrivendo la storia di una giovinetta generosa ma eccessivamente impulsiva.[3]

Nel 1892 con Agnes e con Sylvi l'anno seguente, la Canth approfondì ulteriormente la psicologia femminile. Il tema principale in entrambe le opere è la tragica libertà del volere, la prima è ambientata a San Pietroburgo; nella seconda la protagonista arriva ad avvelenare il marito a causa del suo rifiuto di concederle il divorzio.[2]

In una delle sue opere più riuscite, Anna Liisa del 1895, invece l'autrice evidenziò elementi di ispirazione tolstojani, riuscendo a portare a compimento l'operazione di trasfigurazione del male con modalità e strumenti artistici nell'approfondimento della psicologia dell'infanzia.[3]

Minna Canth morì il 12 maggio 1897, all'età di 53 anni, per un attacco di cuore.[1]

Fu sepolta nel cimitero di Kuopio.

Minna Canth è stata la prima donna a ricevere un suo Flag days in Finlandia, a partire dal 19 marzo del 2007.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Työmiehen vaimo, WSOY, Porvoo 1885
  • Sylvi, Otava, Helsinki 1893
  • Spiritistinen istunto, Telén, 1894
  • Salakari, Edlund, Helsinki 1887
  • Roinilan talossa, WSOY, Porvoo 1885
  • Papin perhe, Otava, Helsinki 1891
  • Murtovarkaus, WSOY, Porvoo 1883
  • Weilin & Göös, Espoo 1889
  • Köyhää kansaa, Edlund, Helsinki 1886
  • Kovan onnen lapsia, Edlund, Helsinki 1888
  • Kotoa pois, Otava, Helsinki 1895
  • Hän on Sysmästä, WSOY, Porvoo 1893
  • Hanna, Edlund, Helsinki 1886
  • Anna Liisa, WSOY, Porvoo 1895
  • Agnes, Otava, Helsinki 1911

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (FI) Minna Canth 1844-1897, su minnacanth.kuopio.fi. URL consultato il 16 giugno 2018.
  2. ^ a b c (FI) Minna Canth (1844-1897), su helsinki.fi. URL consultato il 16 giugno 2018.
  3. ^ a b c d le muse, Novara, De Agostini, 1964, pp. 47-48.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FI) Liisi Huhtala, Monisärmäinen Minna Canth, Snellman-instituutti, 1988.
  • (FI) Kuopiosta Suomeen, Kirjallisuutemme aatesisältöä 1880-luvulla, Snellman-instituutti, 1985.
  • (FI) Kirsti Mäkinen e Tuula Uusi-Hallila, Taiteilija ja taistelija, Helsinki, 2003.
  • (LV) Marija Semjonova, Minna Kanta, Aspazija un Jevdokija Rostopina : Jauns laikmets literatūrā, Riga, 2011.
  • (EN) Jaakko Ahokas, A History of Finnish Literature, 1973.

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