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Minamisanriku

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Minamisanriku
cittadina
南三陸町
Minamisanriku-chō
Minamisanriku – Bandiera
Pescatori al porto poco dopo lo tsunami
Pescatori al porto poco dopo lo tsunami
Localizzazione
Stato Giappone Giappone
Regione Tohoku
Prefettura Flag of Miyagi Prefecture.png Miyagi
Sottoprefettura Non presente
Distretto Motoyoshi
Territorio
Coordinate 38°40′40″N 141°26′47″E / 38.677778°N 141.446389°E38.677778; 141.446389 (Minamisanriku)Coordinate: 38°40′40″N 141°26′47″E / 38.677778°N 141.446389°E38.677778; 141.446389 (Minamisanriku)
Superficie 163,74 km²
Abitanti 15 003 (2012)
Densità 91,63 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 〒986-0792
Fuso orario UTC+9
Codice statistico 04606-0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Giappone
Minamisanriku
Minamisanriku
Il territorio di Minamisanriku (in giallo) all'interno della Prefettura di Miyagi
Il territorio di Minamisanriku (in giallo) all'interno della Prefettura di Miyagi
Sito istituzionale

Minamisanriku (南三陸町 Minamisanriku-chō?, letteralmente 'tre terre sud') è una cittadina del Giappone situata nel distretto di Motoyoshi e fa parte della prefettura di Miyagi. Venne formata il 1º ottobre 2005 dall'unione dei due centri di Shizugawa e Utatsu.

Terremoto del Sendai[modifica | modifica wikitesto]

Minamisanriku è stato uno dei centri più colpiti dal terremoto di Sendai e dal successivo tsunami: l'85% degli edifici risulta essere andato completamente distrutto ed il totale tra morti e dispersi è stato di circa 1.200 persone.[1]

Il territorio dove ora sorge Minamisanriku, era già stato gravemente danneggiato dallo tsunami che seguì il Grande Terremoto Cileno del 1960 e c'erano voluti molti anni per ristabilire la normalità. Attualmente il governo cittadino ha approntato un piano decennale per la ricostruzione che prevede l'innalzamento di un grande muro di protezione dal mare delle attività commerciali e lo spostamento dei residenti sulle pendici delle colline attigue.[2]

Si è calcolato che, a tutto il marzo del 2012, dei quasi 19.000 abitanti che popolavano il comune prima dello tsunami, oltre ai morti ed ai dispersi ve ne fossero ancora 2.000 nei centri di accoglienza situati fuori dai confini comunali, mentre altri 1.000 si erano definitivamente trasferiti altrove. La maggior parte dei cittadini rimasti si trovava ancora nelle abitazioni temporanee di emergenza; il disagio che ne seguiva ed il pessimismo sulla ricostruzione spingeva altri disastrati a meditare sulla possibilità di andarsene. In quest'area del paese l'emigrazione era un fenomeno esistente anche prima del disastro.[2]

L'economia degli abitanti si reggeva sulla pesca, ma il 90% delle imbarcazioni sono andate perse con lo tsunami, ed il conseguente inquinamento del mare causato dalle radiazioni dei disastrati impianti nucleari di Fukushima Dai-ichi, hanno distrutto il settore. I pescatori hanno cercato di consorziarsi per poter disporre comunitariamente del ridotto equipaggiamento lasciato dallo tsunami.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Japanese tsunami town attracts tourists, sul sito web della CCTV
  2. ^ a b c (EN) Kuhn, Anthony: Rethinking, Not Just Rebuilding, Japan's Northeast, sul sito web della National Public Radio

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