Mimmo Pintacuda

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Mimmo Pintacuda (Bagheria, 11 agosto 1927Bagheria, 21 dicembre 2013) è stato un fotografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Bagheria, in provincia di Palermo, Mimmo Pintacuda ha dedicato gran parte della sua vita alla fotografia e nel corso degli anni ha realizzato diverse iniziative e numerose mostre. Dagli anni '50 fino ai primi anni '80 ha svolto anche l'attività di proiezionista. È proprio durante quel periodo, attorno alla metà degli anni '60, che il giovane Giuseppe Tornatore conosce Pintacuda il quale lo introduce all'arte della fotografia e al mestiere di proiezionista.

Il futuro regista, che si ispira esplicitamente a Mimmo Pintacuda per il personaggio di Alfredo di Nuovo Cinema Paradiso,[1][2] parlando del suo maestro[3][4][5][6][7] ha detto: “Della fotografia di Mimmo Pintacuda mi colpiva la capacità di essere un esercizio di osservazione della realtà estraneo alla manipolazione della realtà. Quello che le sue foto mostravano era tutto vero, ma quella realtà veniva mostrata attraverso una sensibilità visiva che sfuggiva all'occhio di chiunque andasse in giro per le vie di Bagheria. Questa fu per me una scuola importantissima che ha influenzato la mia capacità di vedere le cose da regista cinematografico.[8]

Sin da subito Mimmo Pintacuda inizia una ricerca lunga e personale, che si potrebbe definire "antropologica", svolta prevalentemente a Bagheria ma non solo e sviluppa nel contempo uno stile fotografico inconfondibile. In più di cinquant'anni di carriera scatta oltre 13.000 immagini e questa sua intensa indagine sociale gli permette di realizzare numerose mostre: Quando i bambini non ci guardano (1967), La grafiafoto (1973), Bagheria ieri e oggi (1980), Anziani (1990) per citarne solo alcune.

Nel 1969 si reca a Chicago dove in cento giorni dà vita a un reportage sulla condizione degli emigranti italiani negli U.S.A. Quel lavoro troverà il suo giusto coronamento nella mostra, ospitata alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, Diario di un emigrante (1977) presentata a catalogo, come le altre personali, da Renato Guttuso suo grande amico.

Nel 2005, per rendere omaggio alla sua lunga carriera, nella prestigiosa sede del Museo Guttuso di Bagheria è stata dedicata al grande fotografo la mostra antologica Mimmo Pintacuda, cinquant'anni di fotografie. La mostra, che comprendeva oltre 120 fotografie e due raccolte inedite realizzate negli anni ‘70, La sedia racconta e Tracce, è stata accompagnata dal volume omonimo Mimmo Pintacuda, cinquant'anni di fotografie presentato da Giuseppe Tornatore.

Un anno più tardi Mimmo Pintacuda ottiene il più importante riconoscimento che un fotografo possa raggiungere: l'intero suo Archivio fotografico viene acquisito dal Museo Nazionale Alinari della Fotografia dove tuttora è curato e custodito.

Nel 2015 due importanti eventi internazionali ricordano il grande fotografo. Nel mese di luglio a Londra, organizzato da Cinema Italia Uk e col patrocinio del Consolato Generale d'Italia e dell'Istituto Italiano di Cultura di Londra, viene proiettato il documentario Mimmo Pintacuda – La mia fotografia [9] realizzato dal figlio Paolo Pintacuda.

Qualche mese dopo, a settembre, viene invece allestita a Tokyo, nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura, la mostra Alle origini di Nuovo Cinema Paradiso [10] con fotografie di Mimmo Pintacuda e Giuseppe Tornatore.

Principali Mostre e Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • Quartiere del Carmine, 1965
  • Quando i bambini non ci guardano, 1967
  • Tracce, 1970 (edita nel 2005)
  • La grafiafoto, 1973
  • Diario di un emigrante, 1977
  • La sedia racconta, 1978 (edita nel 2005)
  • Bagheria ieri e oggi, 1980
  • Incubo del Principe di Palagonia, 1987
  • Anziani, 1990
  • Mimmo Pintacuda, cinquant'anni di fotografie, 2005
  • Alle origini di Nuovo Cinema Paradiso, (con fotografie di Mimmo Pintacuda e Giuseppe Tornatore), 2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cinema Paradiso: Mimmo Pintacuda - Say goodbye to the real Alfredo., su miramax.com.
  2. ^ Giuseppe Tornatore, Opera prima, Sellerio, 1991, pp. 17, 121, ISBN 8876810544.
  3. ^ Giuseppe Tornatore con Pietro Calabrese, Baarìa - Il film della mia vita, Rizzoli, 2009, pp. 87, 89, 90, 91, 94, 95, ISBN 9788817035958.
  4. ^ Giuseppe Tornatore, Il collezionista di baci, Mondadori, 2014, pp. 8, 12, ISBN 9788837098605.
  5. ^ Cantastorie con un clic, su archivio.panorama.it.
  6. ^ Giuseppe Tornatore, Mimmo Pintacuda, in Diario inconsapevole, HarperCollins, 2017, pp. 101-106, ISBN 9788869052729.
  7. ^ Dora Favatella Lo Cascio (a cura di), Mimmo Pintacuda 50 anni di fotografie, Eugenio Maria Falcone Editore, 2004, pp. 1-5, ISBN 8888335153.
  8. ^ Tratto dal documentario "Mimmo Pintacuda - La mia fotografia" (2009) di Paolo Pintacuda
  9. ^ Mimmo Pintacuda, “La mia Fotografia” a tinte British, su caratteriliberi.eu. URL consultato il 27 agosto 2015.
  10. ^ イタリア文化会館 東京, su www.iictokyo.esteri.it. URL consultato il 27 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
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