Metropolitana di Minsk

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Metropolitana di Minsk
(BE) Мінскі метрапалітэн
Logo
Partyzanskaja ciahnik.jpg
StatoBielorussia Bielorussia
CittàMinsk
Apertura1984
Sito webmetropoliten.by/
Caratteristiche
Numero linee3
Stazioni33
Lunghezza47,7 km
Statistiche
Passeggeri giornalieri800.000[1]
Passeggeri annuali292.000.000 (2018)[1]
Mappa della rete
pianta

La metropolitana di Minsk (in bielorusso: Мінскае метро?, traslitterato: Minskae metro; in russo: Минское метро?, traslitterato: Minskoe metro) è la rete di linee metropolitane che serve Minsk, capitale della Bielorussia.

È composta da tre linee, identificate con nomi e colori diversi, per una lunghezza totale di 40,5 km e 33 stazioni. Il 30 giugno 1984 è stata inaugurata la linea Maskoŭskaja, dal colore blu. Il 31 dicembre 1990 è stata inaugurata la linea Aŭtazavodskaja, dal colore rosso. Il 6 novembre 2020 è stata inaugurata la Zielienalužskaja, dal colore verde. Ed è in costruzione la quarta linea.

Cronologicamente, è la nona metropolitana aperta nello spazio post-sovietico, nonché l'unica metropolitana della Repubblica di Bielorussia. In termini di numero di passeggeri all'anno, si colloca al quarto posto tra i paesi della CSI (rispettivamente dopo le metropolitane di Mosca, San Pietroburgo e Kiev).

Rete[modifica | modifica wikitesto]

La rete è composta da tre linee con le seguenti caratteristiche:

# Nome Percorso Apertura Ultima estensione Lunghezza (km) Stazioni
1 Maskoŭskaja
(bielorusso: Маскоўская)
Uručča ↔ Malinawka 1984 2014 21,5 km 15
2 Aŭtazavodskaja
(bielorusso: Аўтазаводская)
Kamyennaya Horka ↔ Mahilyowskaya 1990 2005 18,5 km 14
3 Zielienalužskaja
(bielorusso: Зеленалужская)
Jubilejnaja plošča - Kavalsaja Slabada 2020 2020 4,4 km 4
Totale: 44,4 km 33

I colori della tabella corrispondono ai colori delle linee nelle cartine della metropolitana

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni cinquanta e settanta la popolazione della città crebbe al di sopra del milione di abitanti e iniziarono pertanto i progetti per un sistema di trasporto rapido negli anni sessanta. La costruzione iniziò il 16 giugno 1977 e il sistema fu trionfalmente aperto al pubblico il 30 giugno 1984, divenendo la nona rete metropolitana dell'Unione Sovietica[2]. Il tratto originale di otto stazioni si è poi sviluppato in due linee con 23 stazioni, raggiungendo i 27,6 km di estensione[2].

Nonostante la caduta dell'Unione Sovietica la costruzione della metropolitana di Minsk ha proceduto senza interruzioni attraverso gli anni novanta[2] (diversamente dalle altre linee metropolitane come Yerevan e Samara, che furono congelate a causa della completa mancanza di fondi). Alcuni esperti attribuiscono questo fatto alla lenta riforma dell'economia sovietica in Bielorussia, che si rivelò fondamentale per l'espansione della rete metropolitana.

L'11 aprile 2011 un'esplosione nella stazione di Kastryčnіckaja ha provocato 11 morti e un centinaio di feriti. Secondo le autorità l'esplosione è dovuta a un attacco terroristico[3].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazioni della metropolitana di Minsk.
Data inaugurazione Tratta o Stazione Linea
30 giugno 1984 Instytut Kultury – Maskoŭskaja Maskoŭskaja
30 dicembre 1986 Maskoŭskaja – Uschod
31 dicembre 1990 Traktarny zavod–Frunzyenskaya Aŭtazavodskaja
28 maggio 1991 Pyershamayskaya
3 luglio 1995 Frunzyenskaya – Pushkinskaya
7 novembre 1997 Traktarny zavod – Awtazavodskaya
5 settembre 2001 Awtazavodskaya – Mahilyowskaya
7 novembre 2005 Pushkinskaya – Kamyennaya Horka
7 novembre 2007 Uschod – Uručča Maskoŭskaja
7 novembre 2012 Instytut Kultury – Pyatrowshchyna
3 giugno 2014 Pyatrowshchyna – Malinawka
6 novembre 2020 Jubilejnaja plošča - Kavalsaja Slabada Zielienalužskaja

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La città si trova su un terreno molto secco, di conseguenza tutte le stazioni si trovano sotto la superficie, ma non in profondità come le stazioni della maggior parte delle città ex-sovietiche. Come quasi tutte le metropolitane ex sovietiche, le stazioni sono vivacemente decorate: alcune mostrano motivi nazionali bielorussi, mentre altre si fondano su temi prettamente socialisti. Negli anni più recenti si è fatta avanti la decorazione high-tech.

Attualmente si sta considerando l'ipotesi di completamento della linea Aŭtazavodskaja. La linea Maskoŭskaja si sta estendendo in entrambe le direzioni con due stazioni verso nord e tre verso sud; da lì è in progetto una terza linea che quando sarà completata, formerà un triangolo (la cui forma è presente nelle reti metropolitane di molte città sovietiche) insieme alle altre due linee, con sei raggi che si incontreranno nel centro della città.

Le linee[modifica | modifica wikitesto]

Linea Maskoŭskaja[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linea Maskoŭskaja.

Linea Aŭtazavodskaja[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linea Aŭtazavodskaja.

Linea Zielienalužskaja[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linea Zielienalužskaja.

Progetti e piani futuri[modifica | modifica wikitesto]

La mappa-progetto della metropolitana di Minsk

Nel 2008 sono iniziati i lavori di progettazione della nuova terza linea della metropolitana della capitale bielorussa, che dovrebbe collegare la parte meridionale e settentrionale di Minsk attraversando anche le due linee esistenti. I lavori di costruzione delle prime 4 stazioni della terza linea di metropolitana dovrebbero iniziare non prima del 2011, dopo il completamento delle nuove stazioni della prima linea. Si parla anche della quarta linea della metropolitana, che dovrebbe essere una linea tangenziale da nordest a sud della città.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (BE) МЕТРО СЕГОДНЯ, su metropoliten.by. URL consultato il 30 giugno 2020.
  2. ^ a b c (BE) ИСТОРИЯ РАЗВИТИЯ МЕТРОПОЛИТЕНА, su metropoliten.by. URL consultato il 30 giugno 2020.
  3. ^ Copia archiviata, su agi.it. URL consultato il 12 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2011).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]