Metriorhynchus

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Metriorhynchus
Stato di conservazione: Fossile
Metriorhynchus jaekeli - Naturmuseum Senckenberg - DSC02182.JPG
Scheletro completo di M. durobrivensis, al Senckenberg Naturmuseum di Francoforte
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Clade † Mesoeucrocodylia
Sottordine † Thalattosuchia
Famiglia † Metriorhynchidae
Genere Metriorhynchus
von Meyer, 1830[1]
Nomenclatura binomiale
† Metriorhynchus geoffroyii
von Meyer, 1830
Specie
  • M. geoffroyii
    von Meyer, 1830[2]
  • M. hastifer
    (Eudes-Deslongchamps, 1867)
  • M. superciliosus
    (Blainville, 1853)

Metriorhynchus (il cui nome significa "muso moderato") è un genere estinto di crocodylomorpho marino vissuto negli oceani del Giurassico medio e superiore, in Europa. Il Metriorhynchus fu nominato dal paleontologo tedesco Christian von Meyer, nel 1830, ed al momento il genere contiene tre specie: M. geoffroyii, M. hastifer e M. superciliosus.[1] Con grande probabilità il Metriorhynchus trascorreva gran parte, se non tutta, la vita in mare. Infatti, non sono mai stati ritrovati nidi o uova di Metriorhynchus, e si sa ben poco del suo ciclo vitale, a differenza di altri grandi rettili marini del Mesozoico, come plesiosauri o ittiosauri, noti per dare alla luce piccoli già formati in mare. Tuttavia i fossili non ci raccontano se il Metriorhynchus deponesse le uova o si accoppiasse sulla terra o in mare.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione digitale di due M. superciliosus

Le specie più grandi di Metriorhynchus potevano tranquillamente raggiungere una lunghezza complessiva di 3 metri (9,8 piedi). Il cranio era vagamente simile a quello delle forme attuali, mentre il corpo, la coda e soprattutto le zampe erano estremamente adattate per l'ambiente marino. Il corpo era relativamente allungato, mentre la coda era dotata all'estremità di una pinna simile a quella dei pesci, a mezzaluna. Le zampe, invece, erano trasformate in pinne corte e piatte, con tutte le dita di un singolo arto riunite in un'unica membrana. Le zampe posteriori erano lunghe circa il doppio di quelle anteriori.[3]

Nel complesso, il corpo snello e la coda dotata di pinna, rendevano questo animale un nuotatore più efficiente di qualsiasi altra specie di coccodrillo moderni.[3]

Ghiandole del sale[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni recenti esami su degli esami fossili della specie M. superciliosus, hanno dimostrato che gli adulti di questa specie possedevano ghiandole del sale ben sviluppate.[4] Ciò significa che questi animali, come Geosaurus, sarebbero stati in grado di "bere" acqua salata (adattamento necessario per un animale pelagico) e mangiare prede che hanno la stessa concentrazione ionica come l'acqua di mare circostante (come i cefalopodi), senza disidratarsi.[5]

Dieta[modifica | modifica wikitesto]

Il Metriorhynchus era un predatore versatile e opportunista, cacciando una grande varietà di animali come i corazzati ammoniti e i pesci più rapidi; è inoltre possibile che potesse nutrirsi anche di animali volanti come gli pterosauri, che catturava mentre questi erano a pesca, oppure nutrirsi delle grande carcasse di plesiosauri e Leedsichthys, adagiate sul fondale o che galleggiavano in superficie.[6]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione del cranio di M. geoffroyii

Il Metriorhynchus appartiene alla famiglia dei metriorhynchidae. In passato i generi Purranisaurus e Suchodus furono considerati sinonimi junior di Metriorhynchus[7]. Tuttavia successive analisi filogenetiche non supportano la monofilia di Metriorhynchus.[8][9][10] Alcune forme longirostrine, tuttavia, sembrano formare un gruppo naturale.[8][10][11]

Il cladogramma presentato di seguito segue le analisi di Mark Young e Marco Brandalise de Andrade, pubblicato nel novembre 2009.[12]

Metriorhynchus
unnamed

M. superciliosus


M. moreli



unnamed

M. palpebrosus


unnamed

M. hastifer


M. sp.






Il cladogramma a seguito delle ricerche di Cau & Fanti (2010).[13]

Metriorhynchus 

M. superciliosus


M. geoffroyii


M. hastifer


M. sp.






Specie[modifica | modifica wikitesto]

Esemplari fossili di Metriorhynchus, risalgono quasi tutti al Giurassico medio-superiore, dell'Inghilterra, Francia e Germania.[7]

Specie valide[modifica | modifica wikitesto]

Le specie attribuite a questo genere sono state tradizionalmente classificate in due gruppi: le specie dal cranio longirostrino (dalle mandibole strette e lunghe) e le specie dal cranio brevirostrino (dalle mascelle corte e larghe). Tuttavia, ci sono state numerosi dibattiti su quali specie fossero valide o meno, in particolare le specie risalenti al Calloviano. Tutte le specie brevirostrine sono state in seguito trasferiti ai generi Purranisaurus e Suchodus.[14]

  • Eudes-Deslongchamps (1867-1869) ha constato l'esistenza di quattro specie risalenti al Calloviano: M. superciliosus, M. moreli, M. blainvillei e M. brachyrhynchus.[15]
  • Andrews (1913) ritiene che ci siano sette specie valida: M. superciliosus, M. moreli, M. brachyrhynchus, M. durobrivensis, M. cultridens, M. leedsi e M. laeve.[16]
  • Vignaud (1997), tuttavia,pensa che solo tre specie siano valide dal Calloviano: M. superciliosus, M. brachyrhynchus e M. leedsi.[17]
Ricostruzione grafica di M. superciliosus

Attualmente (2016), le specie considerate valide sono:

  • M. superciliosus: rivenuto in Europa Occidentale (Inghilterra, Francia e Germania), dal Medio-Tardo Giurassico (Calloviano-Oxfordiano); le specie M. moreli, M. blainvillei e M. jaekeli ne sono suoi sinonimi junior;
  • M. hastifer: rinvenuto in Europa Occidentale (Francia), dal Giurassico (Kimmeridgiano);
  • M. geoffroyii: (specie tipo) rinvenuta nell'Europa Occidentale (Inghilterra, Francia e Svizzera), dal Giurassico (Kimmeridgiano);[2] le specie M. palpebrosus e M. temporalis ne sono suoi sinonimi junior.[14]

Due specie longirsotrine, M. acutus e M. leedsi sono state indirizzate al genere Gracilineustes.[14]

Specie senza nome[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni resti frammentari, attribuibili a Metriorhynchus sono stati ritrovati in Sud America, risalenti al Bajociano[18]-Bathoniano (Giurassico medio).[19] Tuttavia, un'analisi filogenetica ha dimostrato che questa nuova specie potrebbe appartenere a Metriorhynchus.[14][12]

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Scheletro di M. superciliosus

Nonostante il Metriorhynchus fosse un predatore eccezionale nella sua epoca, anch'esso poteva divenire facilmente preda di predatori ben più grandi. Difatti, Metriorhynchus condivideva il suo habitat con enormi predatori marini come Liopleurodon, che poteva raggiungere anche i 6,39 metri (21 piedi) di lunghezza. Dal momento che Metriorhynchus aveva perso i suoi osteodermi, (comuni nei coccodrilli odierni) per diventare nuotatori più efficienti, avrebbe avuto poca difesa contro i predatori marini più grandi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Meyer H Von. 1830. Achte Versammlung der Naturforscher und Aerzte zu Heidelberg im September 1829. Isis von Oken, 1830: 517-519.
  2. ^ a b Meyer H von 1832. Paleologica zur Geschichte der Erde. Frankfurt am Main, 560 pp.
  3. ^ a b Massare JA. 1988. Swimming capabilities of Mesozoic marine reptiles; implications for method of predation. Paleobiology 14 (2):187-205.
  4. ^ Gandola R, Buffetaut E, Monaghan N, Dyke G. 2006. Salt glands in the fossil crocodile Metriorhynchus. Journal of Vertebrate Paleontology 26 (4): 1009-1010.
  5. ^ Fernández M, Gasparini Z. 2008. Salt glands in the Jurassic metriorhynchid Geosaurus: implications for the evolution of osmoregulation in Mesozoic crocodyliforms. Naturwissenschaften 95: 79-84.
  6. ^ Forrest R. 2003. Evidence for scavenging by the marine crocodile Metriorhynchus on the carcass of a plesiosaur. Proceedings of the Geologists’ Association 114: 363-366.
  7. ^ a b Steel R. 1973. Crocodylia. Handbuch der Paläoherpetologie, Teil 16. Stuttgart: Gustav Fischer Verlag,116 pp.
  8. ^ a b Young MT. 2007. The evolution and interrelationships of Metriorhynchidae (Crocodyliformes, Thalattosuchia). Journal of Vertebrate Paleontology 27 (3): 170A.
  9. ^ Gasparini Z, Pol D, Spalletti LA. 2006. An unusual marine crocodyliform from the Jurassic-Cretaceous boundary of Patagonia. Science 311: 70-73.
  10. ^ a b Wilkinson LE, Young MT, Benton MJ. 2008. A new metriorhynchid crocodilian (Mesoeucrocodylia: Thalattosuchia) from the Kimmeridgian (Upper Jurassic) of Wiltshire, UK. Palaeontology 51 (6): 1307-1333.
  11. ^ Mueller-Töwe IJ. 2005. Phylogenetic relationships of the Thalattosuchia. Zitteliana A45: 211–213.
  12. ^ a b Young, Mark T., and Marco Brandalise de Andrade, 2009. "What is Geosaurus? Redescription of Geosaurus giganteus (Thalattosuchia: Metriorhynchidae) from the Upper Jurassic of Bayern, Germany." Zoological Journal of the Linnean Society, 157: 551-585.
  13. ^ Andrea Cau; Federico Fanti, The oldest known metriorhynchid crocodylian from the Middle Jurassic of North-eastern Italy: Neptunidraco ammoniticus gen. et sp. nov., in Gondwana Research, vol. 19, 2010, DOI:10.1016/j.gr.2010.07.007.
  14. ^ a b c d Young, Mark T., Brusatte, Stephen L., Ruta, M., Andrade, Marco B. 2009. "The evolution of Metriorhynchoidea (Mesoeucrocodylia, Thalattosuchia): an integrated approach using geometrics morphometrics, analysis of disparity and biomechanics". Zoological Journal of the Linnean Society 158: 801-859.
  15. ^ Eudes-Deslongchamps E. 1867-1869. Notes Paléontologiques. Caen and Paris: 320-392.
  16. ^ Andrews CW. 1913. A descriptive catalogue of the marine reptiles of the Oxford Clay, Part Two. London: British Museum (Natural History), 206 pp.
  17. ^ Vignaud P. 1997. La morphologie dentaire des Thalattosuchia (Crocodylia, Mesosuchia). Palaeovertebrata 26: 35-59.
  18. ^ Gasparini Z, Vignaud P, Chong G. 2000. The Jurassic Thalattosuchia (Crocodyliformes) of Chile: a paleobiogeographic approach. Bulletin Société Géologique de France 171 (6): 657-664
  19. ^ Gasparini Z, Cichowolski M, Lazio DG. 2005. First record of Metriorhynchus (Reptilia: Crocodyliformes) in the Bathonian (Middle Jurassic) of the Eastern Pacific. Journal of Paleontology 79 (4): 801–805.

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