Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia

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Il Risorgimento italiano fu celebrato da una serie di medaglie istituite dai tre sovrani che si succedettero durante il lungo processo di unificazione della penisola: la medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d'indipendenza e le diverse versioni della medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia, che furono concesse dal Regno d'Italia a quanti avevano partecipato alle operazioni belliche che portarono all'indipendenza italiana e successivamente, a tutti coloro che avevano partecipato alla prima guerra mondiale, in quanto fu in quella occasione che tradizionalmente si completò l'unità italiana con l'annessione del Trentino, della Venezia Giulia e dell'Istria. Infine la medaglia fu conferita anche ai partecipanti alla marcia su Roma ed alla impresa di Fiume.

Vittorio Emanuele II di Savoia[modifica | modifica sorgente]

Medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d'indipendenza
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Regno d'Italia
Tipo Medaglia commemorativa
Status cessata
Istituzione Milano, 4 marzo 1865
Concessa per partecipazione alla:
Campagna Risorgimento italiano
Barrette 1848, 1849, 1855-56, 1859,
1860-61, 1866, 1867, 1870
Incisore Demetrio Canzani
Firma incisore CANZANI o altri (diritto)
Diametro 32 mm.
Peso 10 gr.
Gradi argento (classe unica)
CampagneGuerreIndipendenza.png
Nastro della medaglia.

Con l'intento di celebrare quanti avevano preso parte alle battaglie che avevano portato, nel 1861 alla costituzione del Regno d'Italia, Vittorio Emanuele II con regio decreto n. 2174 del 1865[1] istituì la medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza e la concesse a tutti coloro che avevano combattuto nelle guerre per l'indipendenza e l'unità nazionale, cioè la prima guerra di indipendenza del 1848-49, la seconda guerra di indipendenza del 1859 e la spedizione dei Mille, definita "campagna per l'Italia Meridionale", del 1860-61.

Tutti i militari di truppa ricevettero gratuitamente la medaglia e le relative fascette; per gli altri fu costituita una commissione incaricata di esaminare i titoli che davano diritto alla medaglia accompagnata da una o più fascette.

La medaglia andava portata con un nastro sul quale venivano applicate tante fascette d'argento quante erano le campagne cui si era partecipato.

Il decreto stabiliva che la medaglia non poteva cumularsi con qualsiasi altra medaglia nazionale istituita per lo stesso titolo, fatta eccezione per quella dei Mille del comune di Palermo.

La concessione di questa medaglia venne poi estesa a quanti avevano partecipato alla Terza guerra d'indipendenza del 1866[2] ed alla presa di Roma del 1870, successivamente ebbero diritto alla medaglia anche coloro che avevano partecipato alla Guerra di Crimea (1855-56)[3] ed all'impresa dell'Agro Romano nel 1867[4].

Insegne[modifica | modifica sorgente]

Medaglia[modifica | modifica sorgente]

La medaglia consiste in un disco d'argento, del diametro di 32 mm. e lo spessore di 1 mm., sospeso ad un anello, con:

sul dritto
il volto del Re rivolto verso sinistra, attorniato dalla legenda "Vittorio Emanuele II Re d'Italia". Su alcuni modelli, sotto il collo del re si trova la firma dell'incisore: Canzani; o altri.
sul rovescio
figura femminile panneggiata con corona turrita (personificazione dell'Italia) che regge con la mano destra una lancia che esce da un ramo di alloro e con la mano sinistra si appoggia ad uno scudo sabaudo; all'ingiro (da ore 8 a ore 4) la scritta "Guerre per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia".

Nastro[modifica | modifica sorgente]

La medaglia andava portata appesa al lato sinistro del petto con un nastro di seta largo 33 millimetri, recante il tricolore italiano ripetuto per sei volte (diciotto righe verticali rosse, bianche e verdi).

Questo stesso nastro, ma con il verde a sinistra ed il rosso a destra, fu utilizzato per il distintivo per le fatiche di guerra poi trasformato nella medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 che, sotto questo profilo, sono da considerare il proseguimento della serie di onorificenze commemorative delle lotte per l'indipendenza.

Il provvedimento istitutivo[1], che non consentiva di portare il nastro senza la medaglia, fu modificato con il R. decreto n. 470 del 1906[5] che invece dava facoltà di portare il solo nastro.

Fascette[modifica | modifica sorgente]

Per indicare la campagna militare per la quale era stata conferita la decorazione si applicava sul nastrino una o più fascette di argento, decorate ad alloro fruttato inframmezzato dall'incisione degli anni di campagna in cui si era prestato servizio: le barrette erano consentite per gli anni 1848, 1849, 1855-56, 1859, 1860-61, 1866, 1867, 1870.


Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia
Medaglia unitaitalia.jpg
Modello firmato "Speranza".
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Regno d'Italia
Tipo Medaglia commemorativa
Istituzione Roma, 26 aprile 1883
Concessa per partecipazione alla:
Campagna Risorgimento italiano
Prodotta da Regia Zecca
Firma incisore "Speranza" o "L. Giorgi F." (diritto)
Diametro 32 mm.
Gradi argento (classe unica)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia BAR.svg
Nastro della medaglia.

Umberto I di Savoia[modifica | modifica sorgente]

Umberto I, per celebrare il Risorgimento e l'operato del padre, il pater patriae, istituì nuovamente la medaglia con Regio Decreto n. 1294 del 26 aprile 1883[6], con il quale la conferì, in argento, a tutti coloro che avevano combattuto in almeno una delle guerre per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia degli anni 1848, 1849, 1859, 1860-61, 1866, 1870 e nelle campagne d'Oriente negli anni 1855-56.

Inoltre poteva fregiarsi della nuova medaglia chi aveva preso parte alla spedizione di Sapri del 1857 o all'impresa dell'Agro Romano nel 1867; i titoli comprovanti tale partecipazione dovevano essere sottoposti all'esame di un'apposita Commissione, prevista dal provvedimento istitutivo e nominata nel 1883[7].

La medaglia doveva essere distribuita gratuitamente ai militari di bassa forza presenti in servizio nel 1883, per gli altri invece il prezzo d'acquisto dalla Zecca di Roma era di lire 4,60.

Insegne[modifica | modifica sorgente]

Medaglia[modifica | modifica sorgente]

La medaglia consiste in un disco d'argento del diametro di 32 mm. con:

sul dritto
l'effigie del Re a testa nuda, rivolto a sinistra, circondata sul bordo dalla legenda "Umberto I Re d'Italia". Su alcune versioni, in basso sul bordo è presente la firma dell'incisore: Speranza, oppure L. Giorgi;
sul rovescio
al centro la scritta "Unità d'Italia 1848-1870" con attorno, sul bordo, una corona di alloro chiusa, legata in basso da un nodo a doppia voluta.

Nastro[modifica | modifica sorgente]

Il nastro, largo 33 mm., reca il tricolore italiano: al centro una fascia verde di 11 mm. con ai lati due fasce bianche di 5,5 mm. ed ai bordi due rosse pure di 5,5 mm.

Il provvedimento istitutivo[6], che non consentiva di portare il nastro senza la medaglia, fu modificato con il R. decreto n. 470 del 1906[5] che invece dava facoltà di portare soltanto il nastro.

Vittorio Emanuele III d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Diritto della medaglia.


Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Regno d'Italia
Tipo Medaglia commemorativa
Istituzione Roma, 19 gennaio 1922
Concessa a soldati e ufficiali italiani
Concessa per partecipazione alla Prima guerra mondiale
Campagna Unità d'Italia
Prodotta da C B C (rovescio)
Incisore Mario Nelli
Firma incisore Mario Nelli inc. (diritto)
Modellista Luigi Rivalta
Firma modellista L. Rivalta mod. (diritto)
Diametro 32 mm.
Gradi bronzo (classe unica)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia BAR.svg
Nastro della medaglia.

Terminata la Prima guerra mondiale con la conquista del Trentino e di Trieste, Vittorio Emanuele III considerò compiuta la riunificazione della penisola sotto il Regno d'Italia e decise di "rifondare" la medaglia. Così promulgò il Regio Decreto n. 1229 del 19 gennaio 1922[8], con il quale estese l'autorizzazione a fregiarsi della medaglia istituita da Re Umberto I con il R.D. n. 1294 del 1883[6], a tutti i combattenti ai quali era o sarebbe stata concessa la medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 per il compimento dell’Unità d’Italia (quella "coniata nel bronzo nemico") di cui al regio decreto n. 1241 del 1920[9].

La nuova medaglia aveva dunque caratteristiche analoghe a quella del 1883, anche per quanto riguarda il concetto istitutivo; veniva cambiata l'effigie di Umberto I con quella di Vittorio Emanuele III, la datazione del periodo degli anni del compimento dell’Unità d’Italia ed il metallo: bronzo invece di argento.

L'autorizzazione si concretizzava in una sorta ti francobollo, stampato dalla Casa Benvenuto Cellini (C B C), che veniva inviato dal Ministero della Guerra e che, per essere valida doveva essere ".. applicata sul brevetto della medaglia della campagna 1915-1918".

Insegne[modifica | modifica sorgente]

La medaglia consiste in un disco di bronzo del diametro di 32 mm. con:

sul dritto
Effigie del Re a testa nuda, rivolto a sinistra, circondato sul bordo dalla legenda "Vittorio Emanuele III Re d'Italia"; sull'orlo in basso i nomi dell'incisore "Mario Nelli Inc." e del modellista "C.Rivalta Mod.".
sul rovescio
Al centro la scritta "Unità d'Italia 1848-1918" con attorno, sul bordo, una corona di alloro chiusa, legata in basso da un nodo a doppia voluta; sotto il nodo la sigla del produttore: C B C (Casa Benvenuto Cellini).

Modello "Associazione Nazionale Madri e Vedove dei Caduti in Guerra"[modifica | modifica sorgente]

Con R. D. n. 1362 del 1922[10] venne deliberata la concessione esclusiva per la coniazione e vendita al prezzo di £. 3,50 all'"Associazione Nazionale Madri e Vedove dei Caduti in Guerra", trasformatasi nel 1932 in "Associazione Nazionale Famiglie Caduti in Guerra".

Fu coniata una nuova versione della medaglia che differiva dalla precedente solo nella scritta sul rovescio, dove sotto la dicitura "Unità d'Italia 1848-1918" fu aggiunta la scritta "Ass. Naz. Madri e Vedove dei Caduti" oppure "Ass. Naz. Famiglie Caduti in Guerra".

Rovescio della versione "1848-1922".

Modello "1848 - 1922"[modifica | modifica sorgente]

Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Regno d'Italia
Tipo Medaglia commemorativa
Istituzione Roma, 18 agosto 1940
Concessa a soldati e ufficiali italiani
Concessa per partecipazione alla Marcia su Roma o alla Impresa di Fiume.
Campagna Unità d'Italia
Prodotta da S.I.A.M. (conio muto)
Incisore Mario Nelli
Modellista Luigi Rivalta
Diametro 32 mm.
Gradi bronzo (classe unica)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia BAR.svg
Nastro della medaglia.

Una nuova versione, che differiva dalle precedenti solo nei millesimi sul rovescio, fu istituita con Regio Decreto n. 1375 del 18 agosto 1940[11] e conferita a tutti coloro ai quali era stata concessa la medaglia commemorativa della spedizione di Fiume e quella per la marcia su Roma.

Anche queste medaglie erano accompagnate da un'autorizzazione sotto forma di grosso francobollo da applicare sull'attestato della medaglia per la Marcia su Roma o su quello per la medaglia per la Impresa di Fiume.

Furono coniate dalla S.I.A.M. (Società italiana per l'arte della medaglia), ma non riportano alcuna sigla (conio muto).

Con legge n. 169 del 17 febbraio 1941[12]Anche la coniazione e la vendita di questa medaglia fu concessa in esclusiva all'"Associazione nazionale famiglie caduti in guerra".

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Altre ditte, come la "Stefano Johnsn", produssero le medaglie in numerose varianti nelle dimensioni (mm. 31-32-33), nel disegno della testa del Re, dei rami d’alloro, nelle diciture e nelle sigle.

Nastro[modifica | modifica sorgente]

Il nastro, per tutte le tipologie di medaglie, era composto dal tricolore italiano: al centro una fascia verde di 13 mm. con ai lati due fasce bianche di 6 mm. e poi due rosse pure di 6 mm.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Relazione e regio decreto n. 2174 del 4 marzo 1865, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 59 del 9 marzo 1865
  2. ^ Regio decreto che accorda la medaglia commemorativa italiana a tutti coloro che fecero la campagna del 1866 e concede ricompense speciali a coloro che maggiormente vi si distinsero, Firenze, Tip. Fodratti, 1866.
  3. ^ Regio Decreto del 3 aprile 1898 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 97 del 26 aprile 1898
  4. ^ Regio Decreto n. 3 del 4 gennaio 1900 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 14 del 18 gennaio 1900
  5. ^ a b Regio decreto n. 470 del 29 luglio 1906 sostituzione di articoli ai decreti riguardanti le medaglie e le croci commemorative, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 204 del 31 agosto 1906
  6. ^ a b c Regio Decreto n. 1294 del 26 aprile 1883, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 100 del 28 aprile 1883
  7. ^ Decreto reale del 20 maggio 1883, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 126 del 31 maggio 1883
  8. ^ Regio Decreto n. 1229 del 19 gennaio 1922, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 217 del 14 settembre 1922
  9. ^ Regio Decreto n. 1241 del 29 luglio 1920, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 222 del 18 settembre 1920
  10. ^ Regio Decreto-Legge n. 1362 del 19 ottobre 1922, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 255 del 30 ottobre 1922, convertito nella legge n. 478 del 17 aprile 1925
  11. ^ Regio Decreto n. 1375 del 18 agosto 1940, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 240 del 12 ottobre 1940
  12. ^ Legge n. 169 del 17 febbraio 1941, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 80 del 3 aprile 1941

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Morittu, Guerre e decorazioni 1848 - 1945, Padova, Bolzonella s.n.c, 1982.
  • Giuseppe Morittu, Meriti e decorazioni 1839 - 1945, Padova, CS, 1982. S28/00010255.
  • Costantino Scarpa, Paolo Sézanne, Le decorazioni del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia, (due volumi), Uffici storici Esercito - Marina - Aeronautica, 1982-1985.
  • Roberto Manno, Duecento anni di medaglie. I segni del valore e della partecipazione ad eventi storici dal 1793 al 1993, Hobby & Work Publishing, 1995. ISBN 8871331915, 9788871331911.
  • Alessandro Brambilla, Le medaglie italiane negli ultimi 200 anni, (due tomi), Milano [1985], 1997.
  • Ercole Ercoli, Le Medaglie al Valore, al Merito e Commemorative - Militari e Civili nei Regni di Sardegna, d'Italia e nella Repubblica Italiana - 1793-1976, Milano, I.D.L., 1976.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • "medaglia commemorativa", Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna,. URL consultato il 20-03-2010.
  • "medaglia a ricordo", Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna,. URL consultato il 20-03-2010.