Mebendazolo

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Il mebendazolo è un farmaco antielmintico (contro i vermi) che viene utilizzato nella terapia delle parassitosi intestinali causate da varie specie di vermi (tra i quali ossiuri, ascaridi, tricocefali, anchilostomi, strongiloidi e tenie).

Indicazioni terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

Antielmintico ad ampio spettro per uso umano e veterinario. In particolare è molto attivo verso i seguenti elminti:[1]

Mebendazolo
Mebendazol.svg
Nome IUPAC
methyl-(5-benzoyl-1H-benzimidazol-2-yl)carbamate
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC16H13N3O3
Massa molecolare (u)295.293 g/mol
Numero CAS31431-39-7
Numero EINECS250-635-4
Codice ATCP02CA01
PubChem4030
DrugBankDB00643
SMILES
COC(=O)NC1=NC2=C(N1)C=C(C=C2)C(=O)C3=CC=CC=C3
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità2%
Metabolismoepatico
Emivita2,5 - 5,5 ore
Indicazioni di sicurezza

Il mebendazolo viene proposto anche per il trattamento e la prevenzione della echinococcosi cistica, una forma di idatidosi, ossia di cisti larvali di parassiti nell'uomo.

Farmacocinetica e modalità di somministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Viene assunto per os (anche insieme al pasto) ed agisce localmente all'interno del tubo digerente. La sua biodisponibilità sistemica è molto scarsa (attorno al 2-10%).[2]

La posologia varia a seconda del tipo di infestazione ma, con l'eccezione delle infestazioni da strongiloide e tenia, non viene differenziata tra adulti e bambini. Una formulazione comune è la compressa contenente 100mg di principio attivo. Per le infestazioni da parassiti, il produttore consiglia dosi che vanno da 100 a 300mg al giorno. Nei bambini al di sotto di un anno il mebendazolo deve essere somministrato solo nel caso in cui l'infestazione interferisca significativamente con lo stato nutrizionale e quindi con la crescita, poiché vi sono state segnalazioni relative ad una possibile attività proconvulsivante del farmaco stesso.

In caso di infestazione da ossiuri, il trattamento viene in genere effettuato da tutti i componenti del nucleo familiare e va ripetuto a distanza di 2-4 settimane per limitare il rischio di reinfestazione. Infatti il farmaco agisce sulla popolazione parassita larvale e adulta ospitata, ma non elimina le uova, che potrebbero essere presenti sia dentro il soggetto che nell'ambiente circostante.

Per il trattamento delle idatidosi nell'uomo, il produttore propone compresse da 500mg e un dosaggio di 50-60mg/Kg di peso corporeo.

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Il mebendazolo inibisce la sintesi dei microtubuli nel parassita e ne provoca la graduale paralisi e conseguente morte.[1] . La sua azione è lenta ma efficace: occorrono spesso due o tre giorni prima di compromettere le funzioni vitali dei parassiti e quindi causarne l'eliminazione dal corpo umano.

Relazione struttura-attività[modifica | modifica wikitesto]

È un benzimidazolo sviluppato come antielmintico ad ampio spettro. Condivide molte proprietà con albendazolo, flubendazolo e tiabendazolo.[3] Le caratteristiche del legame del mebendazolo alla tubulina del parassita non sono completamente note.[1]

Tossicità ed effetti collaterali[modifica | modifica wikitesto]

Alle dosi previste, a causa della scarsa biodisponibilità sistemica, gli effetti collaterali del mebendazolo sono estremamente limitati. In caso di sovradosaggio o somministrazioni per periodi di tempo prolungati possono comparire effetti collaterali anche importanti, a partire da disturbi gastrointestinali fino ad interessare sangue, reni e fegato. Il mebendazolo non deve essere assunto durante l'allattamento o in stato di gravidanza (accertata o presunta) a causa della sua attività embriotossica e teratogenica in animali da esperimento.[1]

Precauzioni e controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Da non somministrare in gravidanza o durante l'allattamento.[1]

Interazioni farmacologiche[modifica | modifica wikitesto]

In caso di inibizione farmaco-metabolica, il metabolismo epatico del mebendazolo risulta ridotto e si possono avere lievi aumenti della concentrazione plasmatica quando il regime terapeutico preveda somministrazioni ripetute e trattamento prolungato.
L'uso contemporaneo di mebendazolo e metronidazolo è stato messo in relazione con una maggiore probabilità di sviluppare una necrolisi epidermica tossica o sindrome di Stevens-Johnson.[1]

Storia e commercializzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il mebendazolo è stato sviluppato in Belgio, e commercializzato a partire dal 1971. [4]

Questo farmaco è nella lista dei farmaci più efficaci e sicuri a disposizione di un sistema sanitario nazionale stilata dalla World Health Organization.[5]

È disponibile come farmaco generico.[6] In Italia è acquistabile con obbligo di ricetta.

Il costo di produzione nei paesi in via di sviluppo è compreso tra 0.004 and 0.04 USD per dose.[7] Negli Stati Uniti, nel 2016, una pastiglia da 100mg poteva costare oltre 300 USD, contro un prezzo medio di 5 dollari in Australia e Regno Unito.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Vermox Compresse 100 Mg E Sospensione Orale 20 Mg/Ml, su torrinomedica.it.
  2. ^ JS. Keystone, JK. Murdoch, Mebendazole., in Ann Intern Med, vol. 91, nº 4, ottobre 1979, pp. 582-6, PMID 484964.
  3. ^ Mebendazole, The American Society of Health-System Pharmacists. URL consultato il Aug 18, 2015 (archiviato il 7 settembre 2015).
  4. ^ Heinz Mehlhorn, Encyclopedic reference of parasitology. 107 tables, 2ª ed., Berlin [u.a.], Springer, 2001, p. 259, ISBN 978-3-540-66829-9 (archiviato l'8 settembre 2017).
  5. ^ WHO Model List of Essential Medicines (19th List), in World Health Organization, April 2015. URL consultato l'8 dicembre 2016 (archiviato il 13 dicembre 2016).
  6. ^ Richard J. Hamilton, Tarascon pocket pharmacopoeia, 13ª ed., Burlington, Mass., Jones & Bartlett Learning, 2012, p. 33, ISBN 978-1-4496-2428-6 (archiviato l'8 settembre 2017).
  7. ^ Mebendazole, su International Drug Price Indicator Guide. URL consultato il 18 agosto 2015 (archiviato il 5 marzo 2017).
  8. ^ David Crow, US drugmaker charges 200 times UK price for common worm pill, in www.ft.com, 18 dicembre 2016. URL consultato l'8 gennaio 2017 (archiviato l'8 gennaio 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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