Mario Benjamín Menéndez

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Mario Benjamín Menéndez
Aprile 1982, isole Falklands, sulla destra Menéndez parla con Leopoldo Galtieri allora presidente dell'Argentina
Aprile 1982, isole Falklands, sulla destra Menéndez parla con Leopoldo Galtieri allora presidente dell'Argentina
3 aprile 1930 - 18 settembre 2015
Nato a Buenos Aires
Morto a Chañar Ladeado
Dati militari
Paese servito Argentina Argentina
Forza armata Esercito argentino
Grado Brigadier generale
Guerre Guerra delle Falklands
Studi militari Colegio militare de la naciòn

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Mario Benjamín Menéndez (Buenos Aires, 3 aprile 1930Chañar Ladeado, 18 settembre 2015[1]) è stato un generale argentino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'esercito argentino prese parte all'attività repressiva condotta dalle forze armate contro la cosiddetta "sovversione" durante gli anni settanta; in particolare svolse un ruolo attivo, come comandante di una brigata di fanteria, nel Operativo Indipendencia, la brutale campagna di repressione militare effettuata dall'esercito nella provincia di Tucuman nel 1975.

Era cugino del tristemente famoso Luciano Benjamín Menéndez, conosciuto come "La Hiena", ex generale che durante il periodo della dittatura aveva guidato il III Corpo dell'esercito, e che aveva sotto il suo comando oltre 60 centri di concentramento.

Governatore militare delle isole Malvinas durante la guerra delle Falkland del 1982, non fu in grado di respingere il corpo di spedizione britannico incaricato di riconquistare l'arcipelago e firmò la capitolazione delle forze argentine sulle isole con il maggior generale Jeremy Moore il 14 giugno 1982. Durante la breve campagna si dimostrò scarsamente determinato, passivo e indeciso, rendendosi responsabile di gravi errori tattici e della condotta troppo difensiva delle sue truppe. Sorpreso dallo sbarco nemico nella baia di San Carlos non contrastò l'avanzata via terra britannica e venne infine bloccato con le sue truppe nella capitale Port Stanley dove si arrese rapidamente senza combattere ad oltranza come egli aveva preanunciato inizialmente.

Fu tacciato di tradimento dalla propaganda per aver firmato la resa senza un combattimento all'ultimo sangue e per aver ceduto alla guerra psicologica effettuata da uno specialista inglese via radio. Dopo il ritorno in patria fu rimosso dall'incarico insieme ad altri cinque ufficiali e sottoposto ad una commissione d'inchiesta[2].

Tra le sue dichiarazioni in una intervista, vent'anni dopo[3]:

« Creo que mi vida quedó en gran medida ligada al tema Malvinas. Fui investigado, enjuiciado, duramente criticado por mi desempeño durante la guerra. »

In effetti non fu un esponente di spicco della giunta militare, a differenza del cugino, e tutta la sua notorietà è legata di fatto alla guerra delle Falkland.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Murió Mario Benjamín Menéndez, el exgobernador de facto de Las Malvinas, pagina12.com.ar, 18 settembre 2015.
  2. ^ http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9E05E2DF1E39F930A2575BC0A964948260&sec=health&spon=&pagewanted=all Articolo del New York Times
  3. ^ BBC Mundo | ESPECIALES | Mario B. Menéndez: "Hice lo correcto"
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