Maria Rygier
Maria Rygier (Cracovia, 5 dicembre 1885 – Roma, 10 febbraio 1953) è stata una politica italiana.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque dalla relazione tra Teodor Rygier, noto scultore polacco, con una modella, ma in seguito riconosciuta da lui e dalla moglie Sabina Rozycka.[1]
Il 22 febbraio 1906, Rygier sposò Virginio Corradi; questa unione mise in comune anche il loro attivismo politico e li rese, allo stesso tempo, ancora più «pericolosi agli occhi delle forze dell’ordine». La loro casa milanese divenne presto «un centro di attività rivoluzionaria», dove si tenevano numerose riunioni alla presenza di socialisti e anarchici (come Ettore Molinari, Nella Giacomelli e Aida Latini).
Fu anche membro dell'Ordine massonico Le Droit Humain[2].
Anarchismo
[modifica | modifica wikitesto]Vicina per molti anni al gruppo di Arturo Labriola e di "Avanguardia Socialista", fu redattrice dal 1907 del giornale di ispirazione sindacalista rivoluzionaria Lotta di classe. Collaborò attivamente alla rivista La Demolizione del sindacalista Ottavio Dinale negli anni compresi tra il 1907 e il 1911.
Nel 1909 si avvicinò all'anarchismo italiano, ma già prima, mentre i rapporti con il giornale di Labriola si deterioravano, Rygier, vedendo nell’antimilitarismo «la leva capace di spingere ulteriormente le masse verso la rivoluzione», aveva fondato insieme a Filippo Corridoni il foglio antimilitarista Rompete le file. Periodico favorevole a un antimilitarismo radicale di ispirazione hervéista e destinato a essere diffuso tra i soldati, il giornale ebbe una storia travagliata: costretto alla clandestinità a Milano per una decina di numeri e stampato «sul posto» con mezzi rudimentali, veniva composto dal tipografo Edmondo Mazzucato e da Edmondo Rossoni. Iniziò a essere pubblicato nel febbraio 1907, ma fu rapidamente soppresso dalla magistratura a causa del suo linguaggio particolarmente aggressivo.
Mentre Corridoni fu condannato a quattro anni di carcere e successivamente amnistiato, Rygier accumulò una lunga serie di imputazioni. Il 7 luglio 1907 la Corte d’Assise di Milano la dichiarò colpevole di istigazione a delinquere, incitamento all’odio di classe e vilipendio dell’esercito attraverso gli articoli pubblicati nel secondo numero di Rompete le File, condannandola a un anno e otto mesi di detenzione e a una multa di mille lire. Il 22 agosto 1907 fu nuovamente condannata a sei mesi di carcere e a una multa di sessanta lire per atti di vandalismo commessi durante una commemorazione di Giuseppe Garibaldi a Milano nel luglio precedente. Infine, il 10 settembre dello stesso anno venne arrestata in seguito a un’ulteriore condanna per oltraggio e lesioni inflitte a un funzionario di pubblica sicurezza durante un comizio anticlericale. Dopo un’ulteriore sentenza, pronunciata il 14 febbraio 1908 per istigazione dei militari alla disobbedienza alle leggi, il cumulo giuridico delle pene le valse una condanna a oltre cinque anni di reclusione. Durante il processo rivendicò apertamente le proprie azioni e utilizzò il banco degli imputati per una dichiarazione di fede e di propaganda. Nel corso della sua detenzione, diversi giornali anarchici, tra cui La Protesta Umana e Il Libertario, condussero campagne per ottenerne la liberazione[3].
Una volta liberata, all’inizio del 1911 Rygier si impegnò attivamente nella campagna antimilitarista contro la guerra italo-turca, scrivendo nella rubrica Palestra femminile de L’Avvenire Anarchico, allora diretta da Priscilla Poggi e da sua figlia Jessa Fontana.
Il 30 ottobre 1911, l’assassinio del colonnello Stoppa da parte dell’anarchico antimilitarista Augusto Masetti portò nuovamente Rygier in carcere. Fu infatti condannata a tre anni di reclusione per aver pubblicato un articolo che elogiava il gesto compiuto da Masetti.
Prima guerra mondiale e seguiti
[modifica | modifica wikitesto]Interventista nel 1914[4], partecipò alla redazione de Il Popolo d'Italia, il quotidiano socialista fondato da Benito Mussolini in appoggio alla campagna per l'intervento dell'Italia nel grande conflitto. Dopo una breve parentesi nazionalista, si rifugiò in Francia nel 1926 in aperta opposizione al regime fascista.
Proprio qui pubblicò un importante opuscolo, edito nel 1928 a Bruxelles, e poi nel 1945 anche in Italia, dal significativo titolo Mussolini confidente della polizia francese, in cui dichiarava che Benito Mussolini, probabilmente sin dai primi anni '10, era stato finanziato dalla polizia (e/o anche dai servizi segreti) transalpini, prima per portare il paese su posizioni antimilitariste e neutraliste (in modo da allontanarlo dalla Triplice intesa e danneggiare così la Germania), poi per portare un pezzo almeno del partito socialista su posizioni interventiste accanto alla Francia. Inoltre avrebbe collaborato con la polizia francese anche prima del 1914, fornendo informazioni sulla sinistra radicale, socialista o meno, francese dal suo punto d'osservazione italiano.
La versione dei fondi esteri al Popolo d’Italia, propagandata da Rygier a partire dal 1928, spiegherebbe il voltafaccia di Mussolini, rapidissimo e di difficile comprensione, dei primi mesi di guerra, e la sua successiva rottura con il Partito Socialista Italiano. Questi "servizi" ai francesi sono oggi riconosciuti solo dal 1914 e solo da una parte della storiografia[5], mentre una seconda parte - che giudica preminenti i servizi resi agli inglesi[6] - è sopraggiunta più recentemente. La versione di Rygier, ancora più dettagliata, ma squalificante per il Mussolini "rivoluzionario" e socialista, ha goduto di poco credito fino ad anni recenti, forse perché proveniva da una personalità considerata, non del tutto a torto, una persona dalla carriera politica incoerente; tuttavia in anni più recenti Luciano Canfora ha giudicato la versione di Rygier attendibile, perché proveniente da una persona all'epoca dei fatti molto vicina al futuro duce[7].
Secondo dopoguerra
[modifica | modifica wikitesto]Rientrata in Italia nel secondo dopoguerra, scrisse un libro in polemica con gli antifascisti fuoriusciti (Rivelazioni sul fuoruscitismo italiano in Francia, Roma, 1946). Con un ultimo colpo di scena, durante la campagna elettorale per il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 si impegnò nella propaganda in favore della monarchia.
Morì a Roma nel 1953.
Scritti
[modifica | modifica wikitesto]- Il giubileo di Sienkiewicz, in "Nuova antologia di scienze, lettere ed arti", Serie 4, XCI (1901), pp. 688-700.
- Maria Konopnicka: nel suo giubileo, in "Nuova antologia", (1902)
- Auto-difesa pronunciata davanti al Tribunale di Mantova il 27 ottobre 1909, Tipografia artistica commerciale, Bologna 1909
- Il sindacalismo alla sbarra: riflessioni d'una ex-sindacalista sul Congresso omonimo di Bologna, Libreria editrice La Scuola moderna, Bologna 1911
- La nostra Patria. Sulla soglia di un'epoca, Libreria politica moderna, Roma 1915.
- Cesare Battisti: Commemorazione tenuta a Recco, 20 agosto 1916, (Lega italiana di azione Antitedesca, sezione di Recco), Nicolosio, Recco 1916.
- L'assassinio di Miss Cavell, vittima della barbarie tedesca, Società editrice partenopea, Napoli 1917
- La donna italiana, Unione tipografica cooperativa, Perugia 1917
- Mussolini indicateur de la police française: ou les raisons occultes de sa "conversion", Imp. Coop. Lucifer, Bruxelles 1928
- La franc-maconnerie italienne devant la guerre et devant le fascisme, Gloton, Paris 1930 - La massoneria italiana davanti alla guerra e al fascismo, Edizioni dello Straniero, Napoli, 2024, 1ª ed. in lingua italiana, ISBN 978-88-94744088
- Rivelazioni sul fuoruscitismo italiano in Francia, SRR, Roma 1946.
- Il diritto elettorale del cittadino attraverso i secoli e i continenti, Tip. F.lli Lamagna, Roma 1949
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ RYGIER, Maria Anna - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 7 ottobre 2025.
- ↑ Maria Rygier, La Massoneria italiana davanti alla guerra e al fascismo, traduzione di Francesco Guida, Napoli, Edizioni dello Straniero, 14 ottobre 2024 [1929], ISBN 978-88-947440-8-8.
- ↑ Elena Bignami, « “Se le guerre le facessero le donne”. L’opposizione delle anarchiche italiane alla guerra (1903-1915) », DEP: deportate, esuli, profughe: rivista telematica di studi sulla memoria femminile, 2016.
- ↑ Digital archive and library della biblioteca Franco Serantini, ad vocem.
- ↑ Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, Enaudi, prima ed. 1965, ultima 2010 ISBN 978-88-06-17374-6, pagg. 276-277 e il "Rapporto Gasti" presentato alle pagg. 723-737, in particolare pagg. 732-733, e soprattutto Massimo Novelli, Il giovane Mussolini al soldo della Francia, La Domenica di Repubblica, La Repubblica, 14 dicembre 2008, p. 31 (consultato 15/8/2011) ]
- ↑ Mario José Cereghino-Giovanni Fasanella, Nero di Londra. Da Caporetto alla marcia su Roma: come l'intelligence militare britannica creò il fascista Mussolini, Chiarelettere 2022.
- ↑ Luciano Canfora, 1914, Sellerio editore, Palermo, 2014, pp. 135 e ss.
Altri progetti
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Wikisource contiene una pagina dedicata a Maria Rygier
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Barbara Montesi, RYGIER, Maria Anna, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 89, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2017.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 26704830 · ISNI (EN) 0000 0000 4595 6322 · SBN CFIV113398 · LCCN (EN) no99082534 · GND (DE) 121508366 · BNF (FR) cb10288858m (data) |
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