Le Droit Humain

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Massoneria.

Georges Martin, fondatore de "Le Droit Humain"
Maria Deraismes, cofondatrice della loggia "Le Droit Humain"
La sede di Parigi

Le Droit Humain è il più antico Ordine massonico misto della storia, ufficialmente costituitosi in Francia il 4 aprile 1893 su impulso di Maria Deraismes e Georges Martin, nonché il più vasto sul piano geografico: fin da subito infatti nasce internazionale e si sviluppa in 64 Stati del mondo tra Federazioni, Giurisdizioni e Logge Pioniere. A maggio 2020 conta più di 32.000 iscritti tra uomini e donne[1]. È anche la prima Massoneria mista in Italia (1904)[2].

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1881 Georges Martin chiede il permesso alla Grande Loge centrale de France di iniziare alla massoneria Maria Deraismes, intellettuale e attivista impegnata nella lotta sociale per la rivendicazione dei diritti della donna, considerata ancora oggi un personaggio fondamentale della cosiddetta Prima ondata femminista. La loggia designata per il suo ingresso è la loggia Les Libres Penseurs nella città di Pecq. Tale permesso non gli viene concesso e l'intera Loggia, che si diceva favorevole all'ingresso delle donne, si distacca dall'Obbedienza ed entra a far parte della Grande Loge symbolique écossaise, ritenuta più liberale. Georges Martin può dunque procedere all'iniziazione di Maria Deraismes, che viene celebrata il 14 gennaio 1882. Sebbene diverse donne fossero già state iniziate in massoneria in diversi paesi d'Europa, inclusa l'Italia, come alcune appartenenti a famiglie reali oppure all'alta borghesia[3], l'iniziazione di Maria Deraismes provocò un vero e proprio scandalo all'interno delle Obbedienze maschili dell'epoca in quanto era evidente l'intenzione di Georges Martin di formalizzare in senso organico l'ingresso dell'intero genere femminile. La stessa loggia che pure aveva accolto Maria venne sospesa, e pur di ottenere la reintegrazione nell'Obbedienza, rinunciò ad averla tra i suoi iscritti. Da quel momento, per quasi dodici anni, Maria Deraismes restò una Sorella massone regolarmente iniziata ma senza logge in cui poter lavorare. Georges Martin, portato dalle sue convinzioni umaniste e femministe, continuò a chiedere e discutere per un'iniziazione egualitaria delle donne in massoneria, sostenendo le sue convinzioni durante le conferenze massoniche circa il ruolo determinante che queste ricoprono nella società, nella famiglia e nell'educazione. Nel gennaio del 1890 espose un progetto per creare una loggia mista qualificata come sperimentale con il titolo di Droit des femmes (Il Diritto delle donne) e chiese il parere della Grande Loge symbolic écossaise. Se alcune logge che ne facevano parte si dimostrarono favorevoli, il Consiglio esecutivo dell'Obbedienza si oppose e diede il suo rifiuto ufficiale[4]. Martin cominciò allora con Maria Deraismes la progettazione di una struttura indipendente finalizzata a iniziare le donne.[5]

Nacque così la Grande Loge symbolique écossaise mixte de France: "Le Droit humain", che diventerà Loggia Madre delle successive che in pochi anni vennero create.[6] Durante gli anni in cui era stata costretta al silenzio massonico, Maria Deraismes aveva cooptato e istruito ai valori massonici altre sedici donne di grande valore intellettuale e umano; considerate pioniere di quello che sarebbe poi diventato, nella sua denominazione per esteso, l'Ordine Massonico Misto e Internazionale di Rito Scozzese Antico e Accettato Le Droit Humain, quali Marie Béquet de Vienne (1854-1913), filantropa ed animatrice di numerose opere sociali, fondatrice di un “rifugio-laboratorio” aperto alle donne incinta o in difficoltà, associazione riconosciuta di pubblica utilità fin dal 29 luglio 1880 e che esiste tuttora con il nome di Fondation Béquet de Vienne; Marguerite Cremnitz (1848-1918), detta Parrhisia, presidente dell’opera degli asili nido parigini; Alexandra David-Néel, Charlotte Duval; Anna Férès-Deraismes, sorella di Maria; Maurice Lévy, Maria Arundale-Martin, omonima della coppia, animatrice del giornale La Citoyenne, redattrice al Journal des Femmes (1891-1910) e co-fondatrice del gruppo de La Solidarité des femmes (1891); Irma Lâiné, detta Marie-Georges Martin (1848-1914), moglie di Georges; Eliska Vincent (1841-1914), co-fondatrice della Società per la rivendicazione dei diritti della donna (1868), presidente-fondatrice dell’organizzazione militante socialista come pure sua sorella di sangue Florestine Mauriceau, prima donna amministratrice di un istituto di beneficenza a Parigi (1896); Julie Pasquier, tesoriera della Federazione francese delle Società Femministe (1892) e co-fondatrice dell’Unione Femminista Socialista (1901); Marie Pierre, sorella di Eugénie Potonié-Pierre, una delle prime donne medico; Myrtille Reugenet e la sorella di sangue Maria Pognon, della Ligue du Bien Public, Clémence Royer (1830-1902), femminista, filosofa, antropologa, archeologa, giornalista, economista, fisica, insegnante, conferenziera, traduttrice e divulgatrice di Darwin, romanziera, membro della Società di Antropologia di Parigi, fondatrice e segretaria generale della Società di studi filosofici e sociali, e Louise Wiggishoff, vice-presidente della Società per il miglioramento della condizione della donna (Associazione Léon Richer), una delle prime donne amministratrici di una mensa della cassa delle scuole di arrondissement, fondatrice del patronato “gli Amici dell’adolescenza” e del Consiglio nazionale delle donne francesi e delegata a tutti i congressi femministi svoltisi in Francia fino alla sua morte, avvenuta il 21 dicembre 1903.[7] A queste si aggiunsero poi Louise Michel[8] e Annie Besant che nel 1902 ottenne dal Supremo Consiglio il mandato di fondare la prima loggia del Droit Humain in territorio inglese. Un passo decisivo per espandersi poi in tutti i paesi anglosassoni.

Caratteristiche distintive[modifica | modifica wikitesto]

  • è un Ordine iniziatico;
  • è un Ordine Misto;
  • nasce internazionale;
  • è integrale e unitario, possiede quindi una continuità iniziatica dal 1° al 33° Grado (RSAA);

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le Droit Humain mette allo stesso livello uomini e donne, e non fa distinzione di nazionalità, etnie, culture o religioni. È internazionale e ha una continuità iniziatica dal 1º al 33º Grado, ovverosia non riconosce una separazione tra l'Ordine dei primi tre gradi e il Rito. Il Droit Humain si è dato un'organizzazione di tipo federale, al fine di consentire sia l'organicità dell'Ordine nella sua interezza, sia la maggiore libertà possibile della sua rappresentanza nei vari territori nazionali in relazione alla cultura e alla sensibilità delle popolazioni in cui opera e comunque entro i limiti della Costituzione internazionale. L'unità minima della sua presenza in un determinato territorio è la Loggia pioniera, cioè una singola loggia che per prima viene costituita laddove il Droit Humain non è ancora presente e dipende direttamente dal Supremo Consiglio di Parigi. Seguono le Giurisdizioni e le Federazioni, che vengono costituite quando sono presenti una quantità minima di logge e di iscritti secondo i parametri stabiliti dalla Costituzione internazionale. In ogni Giurisdizione e Federazione il Supremo Consiglio nomina un suo Rappresentante, che nelle logge pioniere è il Maestro Venerabile.

Ogni Federazioni e Giurisdizione è retta da un Consiglio nazionale di 16 membri rappresentato da un Presidente eletto o Gran Maestro nazionale (la denominazione da utilizzare è a discrezione della persona eletta). Il Presidente del Consiglio nazionale della Federazione italiana è Michele Ferraro.

Il Droit Humain nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Il Droit Humain è presente in tutti i continenti.

  • in Europa: Islanda, Finlandia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Svizzera, Germania, Austria, Italia, Spagna, Portogallo, Lituania, Estonia, Bulgaria, Romania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Polonia, Ucraina, Ungheria, Grecia, Cipro (Nicosia) e Russia.
  • in Asia e Oceania: Libano, Israele, Giappone; Australia, Nuova Caledonia e Tahiti;
  • in Africa: Marocco (Rabat), Benin (Cotonou), Ruanda, Senegal (Dakar), Congo, Costa d'Avorio, Camerun (Douala, Yaoundé), Togo, Nigeria, Ciad, Mali, Burkina Faso, Guinea, Sudafrica (Città del Capo, Durban, Johannesburg, Pretoria), Reunion, Madagascar e Mauritius;
  • in America: Canada (Montréal, Quebec, Sherbrooke, Toronto), Stati Uniti, Messico, Guadalupa, Martinica, Guyana, Brasile, Argentina, Cile (Santiago, Valparaiso), Colombia, Paraguay, Perù, Uruguay e Venezuela;

Le sedi più importanti restano tuttora quelle dei paesi francofoni, Francia e Belgio in testa, e la sede centrale è situata a Parigi, in Rue Breton n.5. Le varie Federazioni nazionali mantengono una loro autonomia e il coordinamento è demandato al Supremo Consiglio con sede a Parigi.

Ogni cinque anni l'Ordine organizza il Colloquio Internazionale, vero e proprio organo deliberante in occasione del quale, tra le altre cose, viene nominato il nuovo Gran Maestro, e ai cui eventi correlati possono partecipare tutti gli iscritti che lo desiderano.

Nel 1998, in seguito agli studi di questioni sociali ed in particolare al tema del maltrattamento dell'infanzia, alcune Logge Francesi e Colombiane hanno promosso un'azione in favore dei ragazzi e degli adolescenti abbandonati per strada, creando la Fondazione "Enfance 232 France-Colombia" e nel 2002 è stata creata una scuola di arti mestieri tradizionali nel paese sud-americano. Aderiscono al sostentamento del progetto molte Federazioni dell'Ordine tra cui quella italiana. Lo stesso progetto è stato poi realizzato nel Togo, in Africa, ma attraverso l'Associazione SPES (Sostegno all'infanzia che soffre); attualmente sono accolti in quella struttura oltre 170 adolescenti.[9]

Il Droit Humain in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla prima loggia alla costituzione della Federazione[modifica | modifica wikitesto]

L'introduzione del Droit Humain in Italia è fortemente legata al pensiero teosofico, sebbene successivamente e fino a oggi rimarrà solo una delle diverse sensibilità al suo interno. Basti pensare che a celebrare l'accensione dei fuochi della prima loggia nel territorio italiano, sorta a Roma nel 1904 e contraddistinta dal numero di matricola 16[3], fu Annie Besant in persona[2] e gli ufficiali di loggia appena eletti: Giuseppe Sulli Rao, editore, con la carica di Maestro Venerabile, Decio Calvari con quella di Oratore, anch'egli teosofo e scrittore, e Isabel Cooper-Oakley, cognata e assistente di Madame Blavatsky in qualità di Primo Sorvegliante[10].

Le logge italiane si costituiranno in Federazione nel 1916 per opera dell'allora Rappresentante del Supremo Consiglio di Parigi in Italia Giovanni Domanico[11], il quale ebbe modo di rafforzare la Massoneria mista nonostante gli ostacoli rappresentati dalle difficoltà dovute alla Prima Guerra mondiale, che aveva posto in secondo piano le istanze sociali di emancipazione della donna tanto care al Droit Humain, così come dall'ostilità del Grande Oriente d'Italia. Ciononostante, la Federazione riuscì a portare avanti una battaglia morale che trovò un alleato nel senatore e ministro di Grazia e Giustizia Ettore Sacchi, che nel 1919 abrogò l'istituto dell'autorizzazione maritale e di fatto consentì alle donne di esercitare tutte le professioni, incluse quelle pubbliche[3]. In questo periodo, la Federazione italiana contava sul territorio italiano circa 70 logge.

Sotto il fascismo e il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni successivi, la Federazione continuò il proprio consolidamento sotto la reggenza di Valentino di Fabio anche per mezzo della creazione di un bollettino nazionale, creato sull'impronta di quello parigino, e dell'organizzazione di grandi eventi soprattutto nella città di Napoli, che allora ospitava la sede centrale della Federazione[3]. Al pari delle altre organizzazioni massoniche italiane, le attività subirono una battuta d'arresto nel 1925, quando il regime fascista promulgò la legge Mussolini-Rocco che ordinava la chiusure delle logge, in difesa delle quali non valse l'intervento in Parlamento da parte di Antonio Gramsci[12]. Da alcuni documenti[13] acquisiti nel 2020 dalla Federazione italiana, tuttavia, risulta evidente che, se non tutte, diverse logge continuarono a operare clandestinamente.

Le attività ripresero nel 1944 e più solidamente due anni dopo per opera di Agostino Caporlingua, che riorganizzò le Logge del Sud-Italia. Mentre il Supremo Consiglio di Parigi si adoperava per far sì che Di Fabio riprendesse il suo ruolo interrotto dal conflitto bellico,[14] che aveva procurato alla Federazione un consistente ridimensionamento della quantità di iscritti, nasceva a Milano la loggia "Salvatore Mistretta", ancora oggi attiva, che si rivelò di strategica importanza per la ripresa delle logge del Nord, che impiegavano più tempo a trovare un nuovo assetto in quanto la guerra era finita più tardi.

Comincia la rifioritura della Federazione che raggiunge nei vent'anni successivi uno splendore simile a quello prima della guerra. Con le gran maestranze di Ugo Villani, Amulio Antonelli, Sebastiano Caracciolo (poi divenuto Gran Maestro dell'Ordine Martinista) si assiste alla preparazione del picco di fecondità che l'apporto del Gran Maestro nazionale Maria Montanari, eletta nel 1971, renderà stabile, dotando la Federazione di un Conventum nazionale, di nuovi Tribunali, Concistori, di un Aeropago nazionale, di un Sovrano Capitolo nazionale, di una Gran Loggia e un Grande Oriente Scozzese.

I Gran Maestri[modifica | modifica wikitesto]

  • Marie Georges Martin; già presente nel gruppo delle sedici fondatrici, contribuisce alla direzione dell'Ordine nella forma collegiale iniziale. Diviene Primo Gran Maestro quando prenderà la forma che ha poi mantenuto fino a oggi. Lo ha quindi guidato dal 1903 al 1914.
  • Marie Bonnevial, 1914 - 1918;
  • Eugène Piron, 1919 - 1928;
  • Lucien Lévy, 1929 - 1934;
  • Henri Petit, 1934 - 1940 e dal 1945 al 1947;
  • Marguerite Martin, 1947 - 1954;
  • Charles Cambillard, 1954 - 1969;
  • André Clement, 1969 - 1976;
  • Jacques Choisez, 1976 - 1990;
  • Marc Grosjean, 1990 - 1997;
  • Njördur Njardvík, 1997 - 2007;
  • Danièle Juette, 2007 - 2012;
  • Yvette Ramon, 2012 - 2017;

L'attuale Gran Maestro è Daniel Bolens, eletto nel 2017 con un mandato di 5 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) ORDRE MAÇONNIQUE MIXTE INTERNATIONAL LE DROIT HUMAIN – Les franc-maçons du DROIT HUMAIN affirment l'égalité de l'homme et de la femme, su ledroithumain.international. URL consultato il 9 maggio 2020.
  2. ^ a b AA.VV., Storia d'Italia. Annali., vol. 25, Giulio Einaudi editore, 2010, p. 588.
  3. ^ a b c d Emanuela Locci, Storia della Massoneria Femminile. Dalle Corporazioni alle Obbedienze, BastogiLibri, 2017, p. 122, ISBN 978-88-94894-08-0.
  4. ^ Andréè Prat e Colette Loubatière, L'ordre maçonnique, le Droit humain, in Que sais-je, PUF, 2015, ISBN 9782130631491.
  5. ^ Gisèle Hivert-Messeca e Yves Hivert-Messeca, Femmes et franc-maçonnerie : trois siècles de franc-maçonnerie féminine et mixte en France (de 1740 à nos jours), in L'univers maçonnique, a cura di Cécile Révauger, 2ª ed., Dervy, 2015, ISBN 978-1-0242-0113-0.
  6. ^ III.1, in L'Ordre maçonnique le Droit Humain, PUF, 2013, ISBN 978-2-13-062552-0.
  7. ^ Sito ufficiale delle Federazione italiana, su it.droit-humain.it.
  8. ^ Dominique Segalen, Le Droit Humain, Prefazione di Yvette Ramon, Detrad, 2016, ISBN 978-2-916094-52-6.
  9. ^ Realizzazioni, dal sito della Federazione italiana del Droit Humain, su it.droit-humain.it.
  10. ^ Ordine Massonico Misto e Internazionale "Le Droit Humain", Bulletin Mensuel de la Maçonnerie Mixte en France a l'étranger, in Bulletin Mensuel, X, n. 9, novembre.
  11. ^ Marc Grosjean, Georges Martin, vol. 2, Detrad/AVS, 1992, p. 28, ISBN 978-2905319104.
  12. ^ ORIGINI E SCOPI DELLA LEGGE SULLE ASSOCIAZIONI SEGRETE* Discorso di Gramsci alla Camera [16 maggio 1925] contro il disegno di legge Mussolini-Rocco - estratto dalla rivista "Il Futuro", aprile-maggio 2005. Consultato il 16 maggio 2020., su inventati.org.
  13. ^ Archivio Le Droit Humain, sede di Roma, Fondo Curreli, gennaio 2020.
  14. ^ Archivio personale Giovanni Moretti, Storia della Federazione italiana del DH dal 1944 al 1945, parte II.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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