Maratelli

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Pannocchia di Maratelli
il riso

Il Maratelli, è una varietà di riso semifino, costituita nel 1914 ad Asigliano Vercellese grazie a Mario Maratelli[1]. Questa varietà di riso è una cultivar derivata in origine per ibridazione naturale, dalla varietà Chinese Originario, appartenente al gruppo Japonica. Il Riso Maratelli è incluso nelle varietà a ciclo precoce, presenta una taglia media, appartiene al gruppo dei risi con granella semifina, mutica e perlata. La pianta raggiunge un'altezza media di cm 96-118, il lembo fogliare risulta a portamento pendulo, la pannocchia risulta di lunghezza media, presenta un pericarpo di colore bianco, i chicchi sono tondeggianti, medi, ricchi di amido e perciò molto ben digeribili, le cariossidi hanno una lunghezza di cm 5,6 e una larghezza di cm 3,2 e uno spessore di mm 2,1, con un rapporto lunghezza/larghezza di 1,8. Mille cariossidi pesano gr. 24,1. Resa alla lavorazione grana intera 58,5%. Il ciclo vegetativo è di 145-160 giorni, il cultivar fiorisce nella prima metà d'agosto.

La vita del Riso Maratelli[modifica | modifica wikitesto]

La varietà nacque quando Mario Maratelli individuò nell'agosto 1914, in una sua risaia, una pianta di riso diversa dalla varietà Chinese Originario coltivata in quel campo. Dopo anni di sperimentazione, nel 1921[2] la varietà di risone Maratelli viene finalmente incluso nel Registro Nazionale delle Varietà.

La grande scoperta di Maratelli fu quella di notare e selezionare una pianta "diversa". Le nuove piante assicurarono una produzione quantitativamente maggiore rispetto alle altre varietà, raggiungendo anche una produzione di 24 quintali per giornata piemontese. Nel 1923, Mario Maratelli vinse, per la coltivazione del riso omonimo, la Medaglia d'Oro nel Concorso Nazionale di Selezione Sementi Riso dalla stazione sperimentale di risicoltura di Vercelli. Nel 1930 ottenne il Diploma di Gran Merito e un premio di £ 2.000 dalla Cattedra Provinciale di Agricoltura; nel 1933 fu insignito del diploma di Terza Classe al Merito Rurale e concessa la benemerenza della Stella di Bronzo dal Re Vittorio Emanuele III, nel 1952 gli fu conferito il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. La scoperta del riso ebbe sempre più successo e il nome del Maratelli fu presto sulla bocca di molti risicoltori e di molte massaie. In poco tempo il riso Maratelli si fece apprezzare dai consumatori quale riso ideale per confezionare tipici primi piatti. La sua popolarità si diffuse non solo nel Vercellese ma si allargò in Piemonte, in Lombardia, e addirittura in Svizzera.

Nel 1937 il riso Maratelli assicurò il 6% della produzione nazionale e risultò al secondo posto delle varietà più diffuse, tale posizione la conservò fino al 1949, mentre nel ventennio successivo non scese mai sotto la quarta posizione tra le varietà più' coltivate (dati Ente Nazionale Risi)[3]. Tale ampia diffusione si mantenne fino agli anni settanta dove, su una superficie nazionale di ettari 178.779 investiti a riso, la varietà Maratelli era coltivata su 13.195 ettari (dati Ente Nazionale Risi). Dopo gli anni settanta si incominciò drasticamente e rapidamente a ridurre la coltivazione della varietà Maratelli, lasciando così il primato e lo spazio ad altre varietà che, più del Maratelli, si prestavano a tecniche di coltura non tradizionali[2], finendo con lo scomparire quasi del tutto. Raramente una varietà è rimasta in estesa e significativa coltivazione per tanti anni. Nel 1982 gli eredi Maratelli cancellarono la varietà dal Registro Nazionale delle Varietà[2]. Il riso Maratelli è uno dei risi che hanno fatto la Storia della Risicoltura Italiana ed è quindi una delle più antiche varietà coltivate nella Pianura Padana.

Ottimo per risotti, perfetto per minestre di riso in brodo, riso e fagioli e la rinomata Panissa. Le sue caratteristiche garantiscono una eccezionale tenuta alla cottura e una capacità a legarsi con tutti gli ingredienti preposti per la preparazione dei diversi piatti.

Si adatta molto bene all'alimentazione dei bambini in quanto ricco di amido.

Memoria Storica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 è stata costituita dagli eredi del Cav. Mario Maratelli un'associazione culturale denominata "Riso Maratelli 1914" con sede in Asigliano Vercellese, associazione che vuole valorizzare le caratteristiche che il riso Maratelli ha assunto dalla sua scoperta e per i sessant'anni successivi, portandolo a ricoprire un ruolo di primo piano nel contesto agroalimentare italiano e arrivando all'apice della produzione a posizionarsi costantemente tra il secondo e il quarto posto tra le varietà più coltivate in Italia negli anni che vanno dal 1922 al 1970. La varietà di riso Maratelli dopo il ritiro del nome e dal registro vegetale nazionale nell' anno 1982 è stata anche se in piccolissima estensione sempre coltivata però non potendo più essere commercializzata con il suo vecchio nome (Maratelli), ma esclusivamente con il nome della classificazione merceologica di appartenenza del chicco e cioè, Medio. Il nome Medio come da normativa di legge vigente è stato utilizzato fino a maggio del 2013 per la vendita del "vecchio" riso Maratelli. Nel maggio 2013 con Decreto Ministeriale del 05/04/2013 Gazzetta Ufficiale nº98 la varietà di riso Maratelli è stata inserita nel registro delle varietà vegetali da conservazione diventando ufficialmente "storica". La varietà autoctona di riso denominata Maratelli, la più antica d'Italia, tra le varietà che hanno avuto un importante successo commerciale (anno di selezione della varietà Balilla 1924,varietà Roma 1931,varietà Vialone Nano 1937) può così ritornare ad essere commercializzata con il suo vecchio nome, Maratelli.

Nella giornata del 17 maggio 2014 in Asigliano Vercellese è stato celebrato solennemente il Centenario della scoperta e selezione di questa varietà. La presentazione di un documentario interpretato da Bruno Gambarotta sulla storia e la scoperta del Cav. Mario Maratelli e uno speciale annullo postale, hanno sancito la storicità dell'evento.

Differenza tra : Maratelli e Nuovo Maratelli[modifica | modifica wikitesto]

Due sono le varietà di riso che possono fregiarsi del nome Maratelli, la varietà delle "origini" (Ibrido naturale) scoperta e selezionata in un suo campo nel 1914 da Mario Maratelli e il Nuovo Maratelli varietà riselezionata nell' anno 2000 da una importate azienda sementiera, con l' incrocio di due varietà, il Sereno e il Maratelli. Azienda sementiera, alla quale gli eredi dello scopritore Mario Maratelli hanno concesso l'utilizzazione del prestigioso nome preceduto dall'aggettivo "Nuovo", per distinguere la nuova varietà da quella storica (1914).

Dati statistici[modifica | modifica wikitesto]

Superfici occupate da alcune varità nell'arco di un ventenio.

Nel 1948 la superficie nazionale in ettari investita a riso è così ripartita:

  • Originario 100.033
  • Maratelli 10.414
  • Balilla 3.772

Nel 1968 la superficie nazionale in ettari investita a riso è così ripartita  :

  • Balilla 35.323
  • Originario 18.359
  • Maratelli 11.935

Nel 1964 il riparto fra le maggiori varietà in ettari :

  • Arborio 30.300
  • Balilla 11.800
  • Maratelli 10.278
  • Vialone 878
  • Carnaroli 620

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Maratelli. URL consultato il 18 febbraio 2009.
  2. ^ a b c L'intervista ad Augusto Maratelli
  3. ^ Riso Maratelli
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