Mamerco

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Mamerco (in greco antico: Μάμερκος, Màmerkos, in latino: Mamercus; ... – Siracusa, 338 a.C.) fu tiranno di Catania dal 345 a.C. alla morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine sabellica, probabilmente arrivò in Sicilia a capo di un esercito mercenario. Secondo il racconto di Plutarco, era un uomo ricco e bellicoso ed era già tiranno di Catania quando Timoleonte sbarcò nell'isola. Diodoro Siculo narra che Mamerco si alleò al condottiero corinzio dopo la vittoria nella battaglia contro Iceta di Lentini ad Adrano.

Nel 344 a.C. Timoleonte si autoproclamò tiranno di Siracusa e nel 340 a.C. sconfisse i Cartaginesi nella battaglia del Crimisso. Il tiranno di Catania, spaventato dall'intenzione di Timoleonte di cacciare tutti i tiranni dalla Sicilia, si alleò con Cartagine e Iceta di Lentini. Dopo qualche iniziale vittoria, Mamerco venne sconfitto proprio a Catania subendo delle pesanti perdite.

Fuggito a Messina, fu attaccato da mare e da terra e costretto alla resa. Dopo aver firmato un trattato di pace, fu portato a Siracusa, dove fu processato presso il teatro e crocifisso come un comune criminale.

Mamerco e la cultura[modifica | modifica wikitesto]

Mamerco scrisse poemi e tragedie, secondo Plutarco, dei quali ci rimangono questi versi che riguardano le recenti vittorie (340 a.C.) su Timoleonte.

(GRC)

«τάσδ᾽ ὀστρειογραφεῖς καὶ χρυσελεφαντηλέκτρους
ἀσπίδας ἀσπιδίοις εἵλομεν εὐτελέσι.»

(IT)

«questi scudi dipinti di porpora, d’avorio ornati, d’oro e d’elettro
con scudi più piccoli noi prendemmo e più modesti.»

(Plutarco, Vita di Timoleonte 31)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie