Lysenkoismo

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Lysenko nel 1935 mentre tiene un discorso al Cremlino. Dietro di lui sono presenti (da sinistra verso destra) Stanislav Kosior, Anastas Mikojan, Andrej Andreev e Iosif Stalin.

Il lysenkoismo costituì una campagna politica condotta da Trofim Lysenko, i suoi sostenitori e dalle autorità sovietiche contro la genetica e l'agricoltura basata sulla scienza. Lysenko fu direttore della Accademia pansovietica Lenin delle scienze agrarie (VASChNL) dell'Unione Sovietica. Il lysenkoismo cominciò a diffondersi verso la fine degli anni venti per poi esser abbandonato intorno al 1964.

La teoria di Lysenko rifiutava l'eredità mendeliana ed il concetto di gene, si allontanava dall'evoluzionismo di Charles Darwin rifiutando la selezione naturale. I sostenitori affermavano falsamente di aver scoperto, tra le altre cose, che la segale poteva essere trasformata in grano e il grano in orzo, che le erbacce potevano trasmutare spontaneamente in grano commestibile, e che era stata osservata la "cooperazione naturale" rispetto alla "selezione naturale".[1] Il lysenkoismo promise inoltre straordinari vantaggi nell'agricoltura e nell'allevamento.

Iosif Stalin appoggiò la compagna e più di 3000 tradizionali furono licenziati o imprigionati,[2] inoltre numerosi scienziati furono fucilati come parte di una campagna di Lysenko per sopprimere i suoi oppositori.[3][4][5][6] Il presidente dell'Accademia agricola, Nikolaj Vavilov, fu incarcerato mentre la ricerca scientifica nel campo della genetica fu completamente distrutta fino alla morte di Stalin nel 1953. La ricerca e l'insegnamento nei campi della neurofisiologia, biologia cellulare e in molte altre discipline della biologia furono influenzate negativamente o bandite.[7]

In agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Lysenko in un campo di grano.

Nel 1928, Trofim Lysenko, precedentemente un agronomo sconosciuto, sostenne di aver sviluppato una tecnica agricola, chiamata vernalizzazione, in grado di triplicare o quadruplicare la resa agricola esponendo i semi del grano ad alti livelli di umidità e a bassa temperatura. Mentre il freddo e l'umidità fanno parte del normale ciclo di vita dei cereali invernali, la tecnica della vernalizzazione prometteva di aumentare la resa aumentando l'intensità dell'esposizione, in alcuni casi piantando i semi inumiditi nel manto di neve dei campi gelidi. In realtà, la tecnica non era né nuova (infatti era nota sin dal 1854 e studiata durante i veni anni precedenti) né produceva la resa auspicata, sebbene vi fosse stato qualche aumento nella produzione.

Quando Lysenko iniziò la sua ricerca sul campo nell'Unione Sovietica degli anni trenta, l'agricoltura del paese era in piena crisi a causa della collettivizzazione forzata delle fattorie e lo sterminio di massa dei kulaki. La risultante carestia spinse il popolo ed il governo stesso a cercare qualsiasi soluzione possibile alla mancanza critica di cibo. Le pratiche della vernalizzazione di Lysenko produssero una resa marginalmente più grande nella produzione di cibo nelle fattorie, e fu velocemente accettato come l'eroe dell'agricoltura sovietica..

Molti agronomi furono formati prima della rivoluzione russa, e anche molti di quelli educati in seguito furono contrari alle politiche di collettivizzazione forzata. Inoltre, tra i biologi dell'epoca, il tema più popolare non era per niente collegato all'agricoltura ma bensì alla nuova genetica emergente con gli studi sulla Drosophila melanogaster, o moscerino della frutta. I Drosofili si rivelarono utili semplificando la verifica di teorie genetiche come le leggi di Mendel.

Isaak Izrailevič Prezent, un principale teorico lysenkoista, presentò Lysenko ai media sovietici come un genio che aveva sviluppato una nuova e rivoluzionaria tecnica agricola. In questo periodo, la propaganda sovietica si concentrò spesso su storie ispiratrici di contadini che, attraverso la loro scaltra abilità, riuscivano a trovare soluzioni a problemi pratici. La grande popolarità di Lysenko gli permise di avere un appoggio per denunciare la genetica teoretica e promuovere le proprie pratiche agricole, inoltre ebbe l'appoggio della macchina propagandistica sovietica che esagerava i suoi successi e ometteva i suoi fallimenti. Questa campagna era inoltre accompagnata da falsi dati sperimentali a sostegno del lysenkoismo prodotti da scienziati in cerca di favori oltre che dalla distruzione delle controprove alle teorie di Lysenko.

Ascesa[modifica | modifica wikitesto]

Il successo politico di Lysenko era principalmente dovuto al suo appello al Partito comunista e all'ideologia sovietica. In seguito alla disastrosa collettivizzazione verso la fine degli anni venti, i "nuovi" metodi di Lysenko furono visti dagli ufficiali come una via per una "rivoluzione agricola". Lo stesso Lysenko proveniva da una famiglia di contadini ed era un difensore entusiastico del leninismo. Durante un periodo in cui assistette ad una serie di disastri agricoli provocati dall'uomo, si dimostrò anche estremamente veloce nel reagire alle problematiche, sebbene non con soluzioni reali. Ogni volta che il Partito annunciava dei piani per piantare un nuovo raccolto o coltivare una nuova area, Lysenko aveva suggerimenti pratici immediati su come procedere.

I suoi rimedi - dal trattamento a freddo del grano alla rimozione delle foglie dalle piante di cotone, dalla piantagione degli alberi a gruppi fino a miscele insolite di concimi - venivano sviluppati così velocemente che i biologi accademici non avevano il tempo di dimostrare l'invalidità o la dannosità di una tecnica prima che ne venisse adottata una nuova. I giornali controllati dal Partito acclamavano gli sforzi "pratici" di Lysenko e mettevano in dubbio le argomentazioni dei suoi oppositori. La "rivoluzione agricola" di Lysenko aveva un forte vantaggio propagandistico sugli accademici, che necessitavano della pazienza e dell'osservazione per le loro ricerche scientifiche.

Lysenko fu ammesso nella gerarchia del Partito comunista e fu incaricato degli affari agricoli. Sfruttò la sua posizione per denunciare i biologi come "amanti delle mosche e odiatori del popolo"[8] e per denigrare i "sabotatori" della biologia da lui accusati di danneggiare intenzionalmente l'economia sovietica per farla fallire. Inoltre, Lysenko negò la distinzione tra la biologia teorica e quella applicata.

Lysenko si presentò come un discepolo di Ivan Vladimirovič Mičurin, un noto e apprezzato orticoltore sovietico. Tuttavia, a differenza di Mičurin, sosteneva una specie di lamarckismo, insistendo sull'impiegare solamente l'ibridazione e l'innesto come tecniche non genetiche. A ciò seguiva soprattutto l'implicazione che le caratteristiche acquisite di un organismo potessero essere ereditate dai suoi discendenti. Questo era il motivo per cui Lysenko sosteneva che la vernalizzazione avrebbe garantito una maggiore produttività; inoltre credeva che la capacità dei suoi semi vernalizzati di fiorire più velocemente e di produrre più grano sarebbe stata trasmessa alla generazione successiva dei semi, facendo sì che la vernalizzazione amplificasse ulteriormente il processo.

Il sostegno di Stalin diede a Lysenko ancora più slancio e popolarità. Nel 1935, Lysenko paragonò i suoi avversari in biologia ai contadini che ancora resistevano alla strategia di collettivizzazione del governo sovietico, affermando che i genetisti tradizionali, opponendosi alle sue teorie, si stavano ponendo contro il marxismo. Inoltre, l'appoggio dello stato diede via libera a Lysenko e all'alleato Isaak Izrailevič Prezent nel calunniare i genetisti che ancora si pronunciavano contro di lui. Molti degli oppositori del lysenkoismo, come il suo precedente mentore Nikolaj Ivanovič Vavilov, furono imprigionati o addirittura giustiziati a causa delle denunce di Lysenko e Prezent.

Il 7 agosto 1948, l'Accademia Lenin delle scienze agrarie annunciò che da quel momento in poi il lysenkoismo sarebbe stato insegnato come "l'unica teoria corretta". Gli scienziati sovietici furono costretti a denunciare qualsiasi lavoro che contraddicesse Lysenko.[9] Il criticismo su Lysenko fu denunciato come "borghese" o "fascista", e analoghe teorie "non borghesi" prosperarono anche in altri campi nell'accademia sovietica in quel momento come la teoria iafetica. Probabilmente gli unici avversari del lysenkoismo durante il governo di Stalin che riuscirono a sfuggire alla liquidazione provenivano dalla piccola comunità dei fisici nucleari sovietici: come osservò Tony Judt, "È significativo che Stalin abbia lasciato i suoi fisici nucleari da soli e che non abbia mai presunto di prevedere i loro calcoli. Stalin sarà stato sicuramente pazzo ma non era stupido."[10]

In altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Molti altri paesi del blocco orientale accolsero il lysenkoismo come la "nuova biologia" ufficiale; tuttavia l'accettazione del Lysenkoismo non fu uguale in tutti i paesi comunisti. Ad esempio, in Polonia tutti i genetisti, ad eccezione di Wacław Gajewski,[11] aderirono al lysenkoismo. Anche se a Gajewski non fu permesso il contatto con gli studenti, poté comunque continuare il suo lavoro scientifico nell'orto botanico di Varsavia. Il lysenkoismo fu in seguito rifiutato rapidamente a partire dal 1956[11] e furono creati nuovi e moderni dipartimenti di ricerca sulla genetica, incluso il primo dipartimento di genetica guidato dallo stesso Wacław Gajewski che fu avviato all'Università di Varsavia nel 1958.

La Cecoslovacchia adottò il lysenkoismo nel 1949. Jaroslav Kříženecký (1896-1964) fu uno dei principali genetisti cecoslovacchi ad opporsi alla dottrina e quando criticò il lysenkoismo nelle sue lezioni, fu licenziato dall'Università agraria nel 1949 con l'accusa di "servire il sistema capitalistico stabilito, considerando se stesso superiore alla classe operaia e ostile all'ordine democratico del popolo" e imprigionato nel 1958.[12] In seguito nel 1963 fu nominato capo del nuovo dipartimento Gregor Mendel nel Museo moravo di Brno, la città in cui Mendel proseguì i suoi primi esperimenti sull'eredità e formulò le leggi dell'ereditarietà dei caratteri.

Nella Repubblica Democratica Tedesca, sebbene sia stato insegnato in alcune università, il lysenkoismo ebbe un impatto molto limitato sulla scienza a causa delle azioni di alcuni scienziati (ad esempio, il genetista e il feroce critico del lysenkoismo, Hans Stubbe) e ad una frontiera aperta con le istituzioni di ricerca di Berlino Ovest. Oltretutto, le teorie lysenkoiste furono riportate sui libri di scuola fino alle dimissioni di Nikita Chruščëv nel 1964.[13]

Il lysenkoismo dominò la scienza cinese dal 1949 al 1956, in particolare durante il Grande balzo in avanti, quando, durante un simposio sulla genetica, gli oppositori del lysenkoismo furono autorizzati a criticarlo liberamente e a discutere sulla genetica mendeliana.[14] Nei lavori del simposio, Tan Jiazhen disse che "poiché l'URSS ha iniziato a criticare Lysenko, anche noi ci siamo permessi di criticarlo".[14] Per un certo periodo, fu permesso a entrambe le scuole di pensiero di coesistere, sebbene l'influenza dei lysenkoisti sarebbe rimasta grande per diversi anni.[14]

Ripercussioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1934 al 1940, con le ammonizioni di Lysenko e l'approvazione di Stalin, molti genetisti furono giustiziati (tra i quali Isaak Agol, Solomon Levit, Grigorij Levitskij, Georgij Karpečenko e Georgij Nadson) o inviati nei campi di lavoro forzato. Il famoso genetista sovietico e presidente dell'Accademia dell'agricoltura Nikolaj Vavilov fu arrestato nel 1940 e morì in prigione nel 1943.[15] Hermann Joseph Muller (e i suoi insegnamenti sulla genetica) fu criticato come borghese, capitalista, imperialista e promotore del fascismo, trovandosi costretto a lasciare l'URSS, per tornare negli Stati Uniti attraverso la Repubblica Spagnola. Nel 1948, la genetica fu dichiarata ufficialmente una "pseudoscienza borghese"[16] e tutti i genetisti furono licenziati, alcuni anche arrestati, mentre furono interrotte tutte le ricerche relative al campo della genetica.

Oltre 3 000 biologi furono imprigionati, licenziati o giustiziati per aver tentato di opporsi al lysenkoismo e nel complesso, la ricerca scientifica sulla genetica fu efficacemente distrutta fino alla morte di Stalin nel 1953.[2] A causa del lysenkoismo, diminuirono anche i raccolti dei campi agricoli sovietici.[2][8]

Alla fine del 1952, la situazione iniziò a cambiare, probabilmente a causa del fatto che Stalin iniziava a provare fastidio per la crescente influenza di Lysenko, e gli articoli contrari al lysenkoismo iniziarono ad essere pubblicati sui giornali. Tuttavia, il processo di ritorno alla genetica tradizionale rallentò durante il governo di Nikita Chruščëv, poiché Lysenko continuava a mostrare i presunti successi di un complesso agricolo sperimentale. Ancora una volta fu vietata ogni critica al lysenkoismo, anche se venne concessa la possibilità di esprimere opinioni diverse e tutti i genetisti furono liberati o riabilitati postumi. Il divieto fu revocato soltanto a metà degli anni sessanta.[17]

Tra gli scienziati occidentali, soltanto John Desmond Bernal, professore di fisica al Birkbeck College di Londra e membro della Royal Society, fece un'aggressiva difesa pubblica di Lysenko e alcuni anni dopo scrisse un necrologio su "Stalin come scienziato". Tuttavia, nonostante l'appoggio di Bernal, altri membri della comunità scientifica britannica si ritirarono dal sostegno aperto dell'Unione Sovietica.

Neolysenkoismo[modifica | modifica wikitesto]

La parola "neolysenkoismo" è stata occasionalmente utilizzata dai ricercatori sull'ereditarietà come termine peggiorativo nei dibattiti sulla razza e intelligenza e nella sociobiologia per descrivere gli scienziati che apparentemente minimizzano il ruolo dei geni nel plasmare il comportamento umano, come Leon Kamin, Richard Lewontin, Stephen Jay Gould e Barry Mehler.[18][19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Birstein.
  2. ^ a b c Birstein.

    «Academician Schmalhausen, Professors Formozov and Sabinin, and 3,000 other biologists, victims of the August 1948 Session, lost their professional jobs because of their integrity and moral principles [...]»

  3. ^ (EN) Nicholas Wade, The Scourge of Soviet Science, su The Wall Street Journal, 17 giugno 2016.
  4. ^ Eric G. Swedin, Science in the Contemporary World: An Encyclopedia, Santa Barbara, CA, ABC-CLIO, 2005, pp. 168 e 280, ISBN 1-85109-524-1.
  5. ^ Valery N. Soyfer, The Consequences of Political Dictatorship for Russian Science, in Nature Reviews Genetics, vol. 2, nº 9, 1º settembre 2001, pp. 723-729, DOI:10.1038/35088598.
  6. ^ William deJong-Lambert, The Lysenko Controversy as a Global Phenomenon, volume 1: Genetics and Agriculture in the Soviet Union and Beyond, Palgrave Macmillan, 2017, p. 104, ISBN 3-319-39175-5.
  7. ^ Valery N. Soyfer, Lysenko and The Tragedy of Soviet Science, New Brunswick, NJ, Rutgers University Press, 1994, ISBN 0-8135-2087-8.
  8. ^ a b Evandro Agazzi, Javier Echeverría e Amparo Gómez Rodríguez, Epistemology and the Social, Rodopi, 2008, p. 149, ISBN 978-90-420-2421-2.
  9. ^ Pamela N. Wrinch, Science and Politics in the U.S.S.R.: The Genetics Debate, in World Politics, vol. 3, nº 4, luglio 1951, pp. 486-519.
  10. ^ Tony Judt, Postwar: A History of Europe Since 1945, New York, Penguin Books, 2006, p. 174n.
  11. ^ a b W. Gajewski, Lysenkoism in Poland, in The Quarterly Review of Biology, vol. 65, nº 4, 1990, pp. 423–434, DOI:10.1086/416949, PMID 2082404.
  12. ^ Vitezslav Orel, Jaroslav Kříženecký (1896-1964), Tragic Victim of Lysenkoism in Czechoslovakia, in The Quarterly Review of Biology, vol. 67, nº 4, 1992, pp. 487–494, DOI:10.1086/417797, JSTOR 2832019.
  13. ^ Rudolf Hagemann, How did East German genetics avoid Lysenkoism?, in Trends in Genetics, vol. 18, nº 6, 2002, pp. 320-324, DOI:10.1016/S0168-9525(02)02677-X, PMID 12044362.
  14. ^ a b c C. C. Li, Lysenkoism in China, in Journal of Heredity, vol. 78, nº 5, 1985.
  15. ^ Barry Mandel Cohen, Nikolai Ivanovich Vavilov: the explorer and plant collector, in Economic Botany, nº 45, 1991, pp. 38-46.
  16. ^ Martin Gardner, Fads and fallacies in the name of science, Dover Publications, 1957, ISBN 0-486-20394-8.
  17. ^ (RU) В.Я. Александров, "Трудные годы советской биологии" - Оглавление, su vivovoco.astronet.ru. URL consultato il 24 ottobre 2018.
  18. ^ Roger Pearson, Activist Lysenkoism: The Case of Barry Mehler, in Race, Intelligence and Bias in Academe, Washington, Scott-Townsend Publishers, 1997.
  19. ^ (EN) Neo-Lysenkoism, IQ, and the press, in National Affairs, 1983.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vadim J. Birstein, The Perversion Of Knowledge: The True Story Of Soviet Science, Perseus Books Group, 2013 [2004], ISBN 978-0-7867-5186-0.
  • Denis Buican, L'éternel retour de Lyssenko, Parigi, Copernic, 1978.
  • (EN) Ronald Fisher, What Sort of Man is Lysenko? (PDF), in Listener, nº 40, 1948, pp. 874-875 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2009).
  • Loren Graham, Science, Philosophy, and Human Behavior in the Soviet Union, New York, Columbia University Press, 1987, ISBN 0-231-06442-X.
  • Loren Graham, Stalinist Ideology and the Lysenko Affair, in Science in Russia and the Soviet Union, New York, Cambridge University Press, 1993.
  • Loren Graham, What Have We Learned About Science and Technology from the Russian Experience?, Palo Alto, Stanford University Press, 1998.
  • Loren Graham, Science and the Soviet Social Order, Cambridge, Harvard University Press, 2002, ISBN 0-674-79420-6..
  • Oren Solomon Harman, C. D. Darlington and the British and American Reaction to Lysenko and the Soviet Conception of Science, in Journal of the History of Biology, vol. 36, nº 2, New York, Springer, 2003.
  • Mikhail Heller e Aleksandr M. Nekrich, Utopia in Power: The History of the Soviet Union from 1917 to the Present, Summit Books, 1986.
  • Julian Huxley, Soviet Genetics and World Science, Chatto & Windus, 1949.
  • David Joravsky, The Lysenko Affair, University of Chicago Press, 1970.
  • Richard Levins e Richard Lewontin, Lysenkoism, in The Dialectical Biologist, Harvard University Press, 1985.
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  • Roj Medvedev, Let History Judge: The Origins and Consequences of Stalinism, Columbia University Press, 1989.
  • Roger Pearson, Activist Lysenkoism: The Case of Barry Mehler, in Race, Intelligence and Bias in Academe, Scott-Townsend Publishers, 1997.
  • Valery N. Soyfer, Lysenko and the Tragedy of Soviet Science, New Brunswick, NJ, Rutgers University Press, 1994.
  • Gary Werskey, The Visible College: The Collective Biography of British Scientific Socialists During the 1930s, New York, Holt, Rinehart and Winston, 1978, ISBN 0-7139-0826-2.
  • Neil Schlager e Josh Lauer, The Disastrous Effects of Lysenkoism on Soviet Agriculture, in Science and Its Times, vol. 6, Detroit, Gale, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Lysenkoism, su SkepDic.com.
  • (EN) Lysenkoism, BBC. Discussione su BBC Radio 4 con Robert Service, Steve Jones e Catherine Merridale (In Our Time, 5 giugno 2008).