Lieselotte Plangger-Popp

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Lieselotte Popp, meglio nota, con il cognome del marito, come Lieselotte Plangger-Popp (Gut Karlsfelde, 31 maggio 1913Merano, 19 dicembre 2002), è stata una pittrice, incisore e illustratrice tedesca naturalizzata italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Gut Karlsfelde, nel distretto di Marggrabowa, nella Prussia Orientale (oggi Olecko, Polonia), a nove anni si trasferì a Königsberg[1], dove studiò, tra il 1933 e il 1936, grafica.[2]

Nel 1938 si trasferì ad Amburgo dove imparò le tecniche di incisione[2], mentre tra il 1939 e il 1945 dirige ad Innsbruck l'officina della libreria universitaria wagneriana[1].

Dal 1946 al 1949 si perfezionò alla Münchner Akademie, che si era trasferita da Monaco di Baviera nella vicina Haimhausen, dove si perfezionò ulteriormente con i professori Adolf Schinnerer e Willy Geiger[2]. Nel 1981 l'amministrazione comunale di Haimhausen, dove la Plangger-Popp visse e operò fino al 1954, le concesse la cittadinanza onoraria.[3]

Nel 1954 sposò lo scultore altoatesino Hans Plangger, con cui si trasferì a Bolzano. Il marito morì nel 1971.[2]

Nel 1983 si trasferì a Merano[1], dove visse fino alla morte.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Molto legata alla sua terra natale, nelle sue opere la Plangger-Popp mise spesso al centro i paesaggi e le figure della Prussia Orientale, così come le tematiche legate ai profughi, costretti a lasciare la loro terra.[2]

In particolare dopo il matrimonio, sono spesso presenti i paesaggi altoatesini.[3]

La Plangger-Popp ha inoltre lasciato numerosi disegni e incisioni realizzati nei suoi viaggi in Italia[2] (anche prima del matrimonio[1]) e in Grecia[2].

Ha infine curato le illustrazioni per molte opere della scrittrice Agnes Miegel.[2]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (DE) Lieselotte Plangger-Popp, Einst mein Land (PDF), Amburgo, Landmannschaft Ostpreußen, Abt. Kultur, 1996, p. 5. URL consultato il 29-05-2012.
  2. ^ a b c d e f g h i (DE) Silke Osman, Ehrlichkeit und eine eigene Handschrift. Zum Tod der Graphikerin und Trägerin des Ostpreußischen Kulturpreises Lieselotte Plangger-Popp, Das Ostpreußenblatt / Preußische Allgemeine Zeitung, 18-01-2003. URL consultato il 29-05-2012.
  3. ^ a b (DE) Landschaft eindrucksvoll gestaltet (PDF), in Das Ostpreußenblatt, 25 luglio 1981, p. 9.
  4. ^ (DE) Ostpreußischer Kulturpreis, ostpreussen.de. URL consultato il 1° aprile 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Südtiroler Künstlerbund (a cura di), Lieselotte Plangger Popp: 40 Jahre Rückschau (1943 - 1982) ; Graphik, Malerei, Schrift, Tapisserie, Bolzano, 1983.
  • (DE) Ostpreußisches Landesmuseum Lüneburg / Kulturabteilung Landsmannschaft Ostpreußen (a cura di), Lieselotte Plangger-Popp: 10 Motive aus d. Ausstellung d. Ostpreuss. Landesmuseums, Lüneburg, u.d. Kulturabteilung d. Landsmannschaft Ostpreussen e.V., Hamburg, Amburgo, Ostpreußisches Landesmuseum Lüneburg / Kulturabteilung Landsmannschaft Ostpreußen, 1988.
  • (DE) Stiftung Haus des Deutschen Osten Düsseldorf (a cura di), Ostpreussische Künstler in Kaliningrad - Katalog zur Ausstellung im Museum für Geschichte und Kunst des Gebiets Kaliningrad, Kaliningrad, 6. Oktober bis 6. Dezember 1991, Berlino/Bonn, Westkreut Verlag, 1991, ISBN 3922131085.
  • (DE) Rudi Didwiszus, Lieselotte Plangger-Popp. Lebensstationen einer ostpreussischen Künstlerin, Husum Druck, 1993, ISBN 3880426406.
  • (DE) Robert Winkler, Ein Leben für die Kunst, in Der Schlern, nº 81, 2007, pp. 52-53.
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