Legge sul Canada del 1982

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Legge sul Canada del 1982
Titolo estesoLegge che dà seguito a una richiesta del Senato e della Camera dei comuni del Canada, 1982, cap. 11 (R.U.)
StatoCanada Canada
Tipo leggeLegge del Regno Unito
Date fondamentali
Promulgazione17 aprile 1982
Testo
Rimando al testoSito ufficiale della legislazione del Regno Unito

La legge sul Canada del 1982 (inglese: Canada Act 1982; francese: Loi de 1982 sur le Canada) è una legge del Regno Unito che approva la legge costituzionale del 1982 e abroga il potere del Parlamento britannico di legiferare per il Canada, realizzando anche il rimpatrio della Costituzione del Canada.

La legge è scritta in inglese; la versione francese è annessa alla legge costituzionale del 1982, che fu redatta nelle due lingue ufficiali del Canada. Si tratta dell'unica legge del Parlamento britannico che sia stata redatta allo stesso tempo in inglese e in francese. Per espressa previsione della legge costituzionale del 1982 (articolo 3), la versione francese ha la stessa validità in Canada di quella inglese.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cammino del Canada verso l'autogoverno politico cominciò con la legge sul Nord America Britannico del 1867 (rinominata dalla Legge sul Canada Legge costituzionale del 1867).[2] Questa legge creò la federazione canadese moderna unendo la Provincia del Canada (oggi l'Ontario e il Québec), la Nuova Scozia e il Nuovo Brunswick in un dominio in seno all'Impero britannico.[2] Il Canada adottò un sistema di governo parlamentare di tipo Westminster. Un governatore generale esercitava le funzioni costituzionali del sovrano britannico in terra canadese.

Malgrado ciò, il Regno Unito aveva sempre il potere di legiferare in Canada. Lo statuto di Westminster del 1931 tolse questo potere al Parlamento britannico per il Canada,[3] nonché per gli altri Domini (l'Australia, lo Stato Libero d'Irlanda, la Nuova Zelanda, l'Unione Sudafricana, e Terranova). Ugualmente, la seconda Legge sull'America del Nord Britannica del 1949 fu votata dal Parlamento britannico, concedendo al Parlamento del Canada importanti poteri per emendare la costituzione.[4]

Tuttavia, dopo lo statuto di Westminster del 1931, il Canada, su richiesta del proprio Parlamento, decise di consentire al Parlamento britannico di mantenere temporaneamente il potere di emendare la costituzione del Canada.[5][6][7] In effetti, era sempre necessaria una legge del Parlamento britannico per fare certe modifiche alla Costituzione canadese.[8] Questo ritardo nel rimpatrio della costituzione era in gran parte dovuto a una mancanza di consenso su un meccanismo di emendamento costituzionale che fosse accettabile per tutte le province, soprattutto il Québec.[9]

Promulgazione della legge[modifica | modifica wikitesto]

La Legge sul Canada faceva seguito all'ultima richiesta del Parlamento canadese di modificare la costituzione del paese.[10][11] Dopo negoziati poco promettenti con i governi provinciali, Pierre Trudeau cominciò finalmente a sperare che il Parlamento federale potesse rimpatriare la costituzione in maniera unilaterale; tuttavia, la Corte suprema del Canada giudicò, nel Rinvio sul rimpatrio, che fosse necessario un livello sostanziale di consenso da parte delle province secondo le convenzioni costituzionali (benché non dal punto di vista del diritto formale).[12] Trudeau riuscì a convincere nove province su dieci, aggiungendo la clausola non ostativa per limitare l'attuazione della Carta canadese dei diritti e delle libertà.[13] Il Québec fu (ed è tuttora) la sola provincia a non aderire a questa intesa.

Non vi fu invece alcuna obiezione da parte del governo britannico per quanto riguarda l'adozione della Legge, e vari deputati furono sorpresi che esistesse ancora una tale anomalia. Con l'articolo 2 della Legge sul Canada, il Regno Unito mise fine alla sua partecipazione a future modifiche della Costituzione canadese.[14]

La Legge sul Canada ricevette la sanzione regia di Elisabetta II, regina del Canada, un piovoso 17 aprile 1982 sulla Collina del Parlamento a Ottawa.[15][16] La regina Elisabetta resta a tutt'oggi regina e capo di Stato del Canada. I suoi poteri costituzionali sul Canada non furono infatti modificati dalla Legge.[17] Il Canada è pienamente sovrano sul suo territorio e il ruolo della regina è distinto dal suo ruolo di monarca britannico.[18]

Sanzione regia[modifica | modifica wikitesto]

Benché la Legge sul Canada avesse ricevuto la sanzione regia il 29 marzo 1982 a Londra, fu solo quando la regina venne in Canada che la Legge costituzionale del 1982, il suo equivalente canadese, fu proclamata mediante lettere patenti come un regolamento della regina in occasione della sua visita in Canada.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Canada Act 1982, s. 3.
  2. ^ a b Canada in the Making – Constitutional History, su canadiana.org. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2010).
  3. ^ The Statute of Westminster, 1931, su Efc.ca. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  4. ^ British North America (No. 2) Act, 1949, su Solon.org. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  5. ^ Proclamation of the Constitution Act, 1982, su Canada.ca, Government of Canada, 5 maggio 2014. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  6. ^ A statute worth 75 cheers, in Globe and Mail, Toronto, 17 maggio 2009. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  7. ^ Christa Couture, Canada is celebrating 150 years of… what, exactly?, su CBC, CBC, 1º gennaio 2017. URL consultato il 10 febbraio 2017.
    «... La stessa Legge costituzionale mise ordine in un po' di questioni rimaste in sospeso dallo Statuto di Westminster del 1931, nel quale la Gran Bretagna concedeva a ciascuno dei Domini completa autonomia giuridica se sceglievano di accettarla. Tutti i Domini tranne uno — che saremmo noi, il Canada — scelsero di accettare ogni risoluzione. I nostri capi non riuscivamo a decidere come emendare la Costituzione, così che il potere restò alla Gran Bretagna fino al 1982.».
  8. ^ Paul Gérin-Lajoie, Constitutional Amendment in Canada, in The Canadian Journal of Economics and Political Science, vol. 17, Blackwell Publishing on behalf of Canadian Economics Association, 1951, p. 6, JSTOR 137699.
  9. ^ Intellectuals for the Sovereignty of Quebec, su rocler.qc.ca. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2010).
  10. ^ Proclamation of the Constitution Act, 1982, su Library and Archives, Government of Canada, Government of Canada, 2015. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  11. ^ The Constitution—The Monarchist League of Canada, su Monarchist.ca. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2011).
  12. ^ 1981 CanLII 25 (S.C.C.), su canlii.org, CanLII. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  13. ^ The Notwithstanding Clause of the Charter (BP-194E), su parl.gc.ca. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2011).
  14. ^ Colin Feasby, Constitutional Questions About Canada's New Political Finance Regime (PDF), su ohlj.ca, vol. 48, n. 1, Osgoode Hall Law School York University, 2006, p. 18. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  15. ^ Proclamation of the Constitution Act, 1982, su Library and Archives, Government of Canada, Government of Canada, 2015. URL consultato il 13 febbraio 2017.
    «La firma della proclamazione il 17 aprile 1982, segnò la fine degli sforzi di molti governi consecutivi. La nuova Costituzione fu accompagnata dalla Carta canadese dei diritti e delle libertà, e da una formula emendativa che non avrebbe più ridhiesto un appello al Parlamento britannico.».
  16. ^ a b E. Lauterpacht, International Law Reports, Cambridge University Press, 1988, p. 457, ISBN 0-521-46423-4. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  17. ^ Hugo Cyr, Canadian Federalism and Treaty Powers: Organic Constitutionalism at Work, Bruxelles, New York, P.I.E. Peter Lang, 2009, ISBN 978-90-5201-453-1. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  18. ^ Some Visual Aspects of the Monarchical Tradition (PDF), su www2.parl.gc.ca, Canadian Parliamentary Review 31, 2004, p. 17. URL consultato il 18 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2010).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]