Laura Boella

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Laura Boella nel 2012

Laura Boella (Cuneo, 12 gennaio 1949) è una filosofa, accademica e traduttrice italiana, professore ordinario di filosofia morale presso l'Università degli Studi di Milano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha frequentato il Liceo Classico “Silvio Pellico” di Cuneo ed è stata allieva del Collegio Medico-Giuridico della Scuola normale superiore di Pisa laureandosi in Giurisprudenza con una tesi in Filosofia del diritto. Ha insegnato presso le università di Pisa e di Milano. Dagli studi sul marxismo critico degli anni settanta, con importanti lavori su Lukács, è passata, attraverso impegnative monografie su Ernst Bloch[1] e Georg Simmel[2], allo studio del pensiero femminile del Novecento[3] soprattutto di Hannah Arendt[4]. In questo ambito di riflessione, ha sviluppato in particolare il tema delle relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia e compassione. Fa parte della redazione della rivista "Aut aut". Tra i numerosi lavori di traduzione e cura di testi, oltre a quelli di Hannah Arendt, significativi sono quelli che hanno contribuito all'introduzione in Italia del pensiero della “Scuola di Budapest” e, in particolare, di Ágnes Heller. Ha curato l'edizione italiana dei principali scritti di Ernst Bloch degli anni Trenta (Tracce, Milano, Coliseum, 1989; poi Garzanti, Milano, 2006; Eredità del nostro tempo, Milano, Il Saggiatore, 1992) e introdotto alcune opere di Max Scheler, Simone Weil e Jeanne Hersch.

Si è occupata anche di neuroetica[5].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il giovane Lukács, Bari, De Donato, 1977
  • Ernst Bloch. Trame della speranza, Milano, Jaca Book, 1987
  • Dietro il paesaggio. Saggio su Georg Simmel, Milano, Unicopli, 1988
  • Hannah Arendt. Agire politicamente, pensare politicamente, Milano, Feltrinelli, 1995 (2 ed. 2005)
  • Morale in atto. Virtù, cattiva coscienza, purezze della vita morale nella riflessione di Vladimir Jankélévitch, Milano, CUEM, 1997
  • Cuori pensanti. Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein, Maria Zambrano, Mantova, Tre Lune, 1998 (trad. spagnola, Madrid, Narcea, 2010)
  • Le imperdonabili. Etty Hillesum, Cristina Campo, Ingeborg Bachmann, Marina Cvetaeva, Mantova, Tre Lune, 2000
  • Per amore di altro. L'empatia a partire da Edith Stein, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2000 (in collaborazione con Annarosa Buttarelli)[6]
  • Maria Zambrano: dalla storia tragica alla storia etica: autobiografia, confessione, sapere dell'anima, Milano, CUEM, 2001
  • Grammatica del sentire. Compassione, simpatia, empatia, Milano, CUEM, 2004
  • Sentire l'altro: conoscere e praticare l'empatia, Milano, Raffaello Cortina, 2006
  • Neuroetica : la morale prima della morale, Milano, Raffaello Cortina, 2008[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ giudicata da Elio Matassi "la più completa monografia sul tedesco", Musica e filosofia, Cosenza, L. Pellegrini, 2000
  2. ^ Del quale ricostruisce "l'intero itinerario estetico" (Marco Vozza, Le forme del visibile: filosofia e pittura da Cézanne a Bacon)
  3. ^ Il titolo del suo libro su Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein e Maria Zambrano, Cuori pensanti, è stato adoperato anche fuori del mondo accademico, come sinonimo di élite intellettuale femminile, tra gli altri, da Beppe Severgnini, Il Fattore Donne e il Paese, Corriere della sera, 8 marzo 2011
  4. ^ Mario Dal Pra, Storia della filosofia; Paolo Terenzi, Per una sociologia del senso comune, 2002
  5. ^ Nuova antologia, Edizione 3, 2008
  6. ^ recensione di Maurizio Cecchetti, "Avvenire", 29 luglio 2000 Archiviato il 28 maggio 2007 in Internet Archive.
  7. ^ recensione di Alessandro Lanni, " Il Sole 24 ore", 8 maggio 2008

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN48572055 · ISNI (EN0000 0003 5459 3107 · SBN IT\ICCU\CFIV\070260 · LCCN (ENn2001042165 · BNF (FRcb12174263g (data)