Laura Boella

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Laura Boella

Laura Boella (Cuneo, 12 gennaio 1949) è una docente italiana, professore ordinario di Filosofia morale presso l'Università degli Studi di Milano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ha frequentato il Liceo Classico “Silvio Pellico” di Cuneo ed è stata allieva del Collegio Medico-Giuridico della Scuola normale superiore di Pisa laureandosi in Giurisprudenza con una tesi in Filosofia del diritto. Ha insegnato presso le università di Pisa e di Milano. Dagli studi sul marxismo critico degli anni settanta, con importanti lavori su Lukács, è passata, attraverso impegnative monografie su Ernst Bloch[1] e Georg Simmel[2], allo studio del pensiero femminile del Novecento[3] soprattutto di Hannah Arendt[4]. In questo ambito di riflessione, ha sviluppato in particolare il tema delle relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia e compassione. Fa parte della redazione della rivista "Aut aut". Tra i numerosi lavori di traduzione e cura di testi, oltre a quelli di Hannah Arendt, significativi sono quelli che hanno contribuito all’introduzione in Italia del pensiero della “Scuola di Budapest” e , in particolare, di Ágnes Heller. Ha curato l’edizione italiana dei principali scritti di Ernst Bloch degli anni Trenta (Tracce, Milano, Coliseum, 1989; poi Garzanti, Milano, 2006; Eredità del nostro tempo, Milano, Il Saggiatore, 1992) e introdotto alcune opere di Max Scheler, Simone Weil e Jeanne Hersch.

Si è occupata anche di neuroetica[5].

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Il giovane Lukacs, Bari, De Donato, 1977
  • Ernst Bloch. Trame della speranza, Milano, Jaca Book, 1987
  • Dietro il paesaggio. Saggio su Georg Simmel, Milano, Unicopli, 1988
  • Hannah Arendt. Agire politicamente, pensare politicamente, Milano, Feltrinelli, 1995 (2 ed. 2005)
  • Morale in atto. Virtù, cattiva coscienza, purezze della vita morale nella riflessione di Vladimir Jankélévitch, Milano, CUEM, 1997
  • Cuori pensanti. Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein, Maria Zambrano, Mantova, Tre Lune, 1998 (trad. spagnola, Madrid, Narcea, 2010)
  • Le imperdonabili. Etty Hillesum, Cristina Campo, Ingeborg Bachmann, Marina Cvetaeva, Mantova, Tre Lune, 2000
  • Per amore di altro. L’empatia a partire da Edith Stein, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2000 (in collaborazione con Annarosa Buttarelli)[6]
  • Maria Zambrano: dalla storia tragica alla storia etica: autobiografia, confessione, sapere dell'anima, Milano, CUEM, 2001
  • Grammatica del sentire. Compassione, simpatia, empatia, Milano, CUEM, 2004
  • Sentire l'altro: conoscere e praticare l'empatia, Milano, Raffaello Cortina, 2006
  • Neuroetica : la morale prima della morale, Milano, Raffaello Cortina, 2008[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ giudicata da Elio Matassi "la più completa monografia sul tedesco", Musica e filosofia, Cosenza, L. Pellegrini, 2000
  2. ^ Del quale ricostruisce "l'intero itinerario estetico" (Marco Vozza, Le forme del visibile: filosofia e pittura da Cézanne a Bacon)
  3. ^ Il titolo del suo libro su Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein e Maria Zambrano, Cuori pensanti, è stato adoperato anche fuori del mondo accademico, come sinonimo di élite intellettuale femminile, tra gli altri, da Beppe Severgnini, Il Fattore Donne e il Paese, Corriere della sera, 8 marzo 2011
  4. ^ Mario Dal Pra, Storia della filosofia; Paolo Terenzi, Per una sociologia del senso comune, 2002
  5. ^ Nuova antologia, Edizione 3, 2008
  6. ^ recensione di Maurizio Cecchetti, "Avvenire", 29 luglio 2000
  7. ^ recensione di Alessandro Lanni, " Il Sole 24 ore", 8 maggio 2008

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