Lapislazzuli

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Un blocco di lapislazzuli

Il lapislazzuli (meno comune lapislazuli, lapislazzulo o lapislazoli)[1] è una delle pietre preziose conosciute sin dall'età antica.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Deriva dal latino lapis, "pietra" e dal latino medievale lazulum, dall'arabo لازورد lāzuward[2] che a sua volta deriva dal persiano لاژورد läžwärd "azzurro"[3].

Lo stesso termine azzurro deriva da läžwärd, passato all'arabo لازوردي lāzwardī "lapislazzuli" e al greco bizantino (λίθος) λαζούριος (líthos) lazúrios, con aferesi di l sentito come articolo[3], quindi (l') *azúrio > azzurro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'utilizzo di questa gemma risale al V millennio a.C., al tempo in cui fu molto usata, ad esempio, per la fabbricazione dei gioielli trovati nelle tombe faraoniche in Egitto.

Con il lapislazzuli si creava attraverso la macinazione e altri procedimenti, il più pregiato blu degli affreschi medievali, dalla tonalità intensa ed estremamente resistente nel tempo. Il costo di questa materia prima era paragonabile a quello dell'oro, se si pensa che le uniche miniere conosciute erano in Afghanistan. La ricchezza del materiale aveva anche un significato devozionale: nell'arte sacra ritrarre la divinità con materiali preziosi era una sorta di offerta che si faceva nei suoi confronti.

Nell'età moderna, famose sono le coppe e i vasi in lapislazzuli che appartennero ai Medici, famiglia regnante a Firenze nel XIV - XVIII secolo. Michelangelo ne usa abbondantemente sia per affrescare la Cappella Sistina (in particolare nel Giudizio universale) che la Cappella Paolina (Conversione di Saulo e Crocifissione di san Pietro)[4]. A Roma nella Chiesa del Gesù, alla sommità dell'altare di Sant'Ignazio di Loyola, c'è una grande sfera ricoperta di lapislazzuli.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È prevalentemente di colore azzurro intenso (ma ne esistono anche campioni di colore più vicino al celeste, a seconda della quantità di calcite).

Il lapislazzuli è costituito da una elevata concentrazione di lazurite con associati altri minerali accessori come calcite e inclusioni di pirite.

Il lapislazzuli si trova in giacimenti soprattutto in Afghanistan (Miniera di Sar-e-Sang, in Badakhshan, citata anche da Marco Polo), in Cina e Cile. È presente anche in alcune effusioni dei vulcani campani e laziali.

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Zingarelli, Il nuovo Zingarelli. Vocabolario della lingua italiana, 11ª ed., Bologna, Zanichelli, 1988.
  2. ^ Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979.
  3. ^ a b Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57.
  4. ^ Trasmissione Rai5 "Michelangelo sconosciuto", andata in onda 04/03/2015.
  5. ^ a b c d e f g Autori Vari, Scheda Lapislazzuli in "Il magico mondo di minerali & gemme Guida pratica per scoprirli e collezionarli", De Agostini (1993-1996), Novara

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