Lago di Fimon

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Lago di Fimon
Lago di Fimon.jpg
StatoItalia Italia
Regione  Veneto
Provinciastemma Vicenza
Coordinate45°28′10″N 11°32′34″E / 45.469444°N 11.542778°E45.469444; 11.542778
Altitudine23 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie0,68 km²
Lunghezza1,708 km
Larghezza0,392 km
Profondità massima3,90 m
Profondità media2,00 m
Sviluppo costiero3,940 km
Idrografia
Immissari principaliRio delle Arcuneghe e della val del Sole, Fosso Grande, torrente della val de' Carrari
Emissari principalicanal Debba
Tempo di residenza0,13 anni
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Fimon
Lago di Fimon

Il lago di Fimon è uno specchio d'acqua di modeste dimensioni (0,68  km2) e poco profondo (in media 2 m) che si trova nel comune di Arcugnano (provincia di Vicenza), tra le frazioni di Pianezze e Lapio. È l'unico lago di dimensioni significative dell'intera provincia.

I dintorni del lago sono anche un sito archeologico, la cui importanza fu riconosciuta già nel XIX secolo dal naturalista vicentino Paolo Lioy.

Dati naturalistici e faunistici[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Fimon rappresenta un ecosistema di particolare pregio per ricchezza della biodiversità, al punto da essere area protetta inserita nella “Rete Natura 2000” dell’Unione Europea e classificato come Sito di Interesse Comunitario e Zona Speciale di Conservazione unitamente al comprensorio dei Colli Berici.

Tra la fauna presente vanno citate, nonostante il calo drastico avvenuto per cause antropiche dagli anni '90 in poi, alcune specie di anfibi che lo prediligono come sito riproduttivo, in particolare il Rospo comune (Bufo bufo). La loro tutela è portata avanti dal gruppo di volontari di SOS Anfibi Vicenza[1].

Fauna ittica[modifica | modifica wikitesto]

Il luccio una delle specie ittiche presenti nel lago.

Il lago presenta un fondo melmoso e una vegetazione abbondante, caratteristiche che, unite alla scarsa profondità, lo rendono un habitat adatto ai ciprinidi.

In particolare le specie ittiche presenti da lungo tempo (almeno dal 1887) sono: la carpa (Cyprinus carpio), la tinca (Tinca tinca), il luccio (Esox lucius), la scardola (Scardinius erythrophthalmus), l'anguilla (Anguilla anguilla), la savetta (Chondrostoma soetta) e la lasca (Chondrostoma genei).

La popolazione ittica attuale è differente, dal momento che sono apparse nuove specie e ne sono scomparse altre: tra queste ultime la lasca e la savetta, tra le prime il persico trota (Micropterus salmoides), il persico sole (Lepomis gibbosus), il persico reale (Perca fluviatilis), il pesce gatto (Ictalurus melas) e il siluro d'Europa (Silurus glanis). Dall'inizio degli anni ottanta è presente anche l'abramide (Abramis brama), specie originaria del centro-est europeo.

Interesse archeologico[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse archeologico della zona di Fimon è dovuto al ritrovamento di resti di insediamenti risalenti ad almeno due epoche differenti: uno al neolitico ed uno all'età del bronzo. Pioniere nell'analisi e nella catalogazione dei resti archeologici provenienti dalla zona fu il naturalista vicentino Paolo Lioy.

Resti risalenti al neolitico[modifica | modifica wikitesto]

I resti risalenti al neolitico presumibilmente si possono ricondurre alla fase antica della cultura dei vasi a bocca quadrata. Le datazioni al radiocarbonio dei resti li collocano alla prima metà del IV millennio a.C.

L'insediamento[modifica | modifica wikitesto]

Il ritrovamento principale è costituito dai resti di capanne con focolare che riposa su strutture orizzontali di pali incrociati. Sono stati ritrovati focolari costituiti di blocchi di calcare ricoperti d'argilla e limo, di forma quadrata o circolare.
Nei pressi di tali strutture sono stati rinvenuti pali piantati verticalmente, che in un primo tempo avevano fatto pensare ad un abitato palafitticolo.

I legni utilizzati sono abbondanti nella zona vicina al lago; principalmente ontano, frassino, faggio e acero. Si suppone che la scelta, preponderante, dell'ontano fosse dovuta alla sua maggiore resistenza in ambienti umidi.
La parte aerea delle capanne non è stata rinvenuta, fatta eccezione per qualche pezzo d'intonaco lisciato da un lato e recante impronte di rami d'albero dall'altro.

Si può supporre che le piante delle capanne fossero rettangolari.

I reperti[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi dell'insediamento sono stati rinvenute conchiglie, ossa d'animali (tra cui mammiferi, pesci e tartarughe) semi carbonizzate, strumenti di pietra e d'osso, cocci e qualche sparuto oggetto ornamentale.

La sepoltura[modifica | modifica wikitesto]

Il lago al tramonto

Nel luogo giaceva sepolto un ragazzo di dieci - dodici anni, assieme a ceramica del tipo di quella ritrovata all'interno dell'insediamento. La datazione al carbonio 14 tuttavia sembra indicare per i resti del fanciullo un'età maggiore di quella delle capanne, essendo queste di circa 200 anni più recenti.

L'industria litica[modifica | modifica wikitesto]

Gli strumenti di selce a scheggiatura laminare, principalmente di dimensioni grandi, sono stati ritrovati in quantità: grattatoi, punte foliate, bulini, perforatori, lame ritoccate; asce spesse di forma allungata (più comuni) e asce corte più sottili (più rare), un pezzo di scalpello, dei pestelli ed una macina. Alcuni strumenti recavano resti di mastice, presumibilmente utilizzato per immanicare lame e altri utensili su aste di legno. Un ritrovamento particolarmente significativo è costituito da una freccia di selce con punta peduncolata e asta lignea.

Sono stati rinvenuti anche punteruoli e spatole d'osso, zagaglie d'osso e oggetti ricavati a partire da corna di cervo, presumibilmente percussori.

Ceramica[modifica | modifica wikitesto]

La ceramica fine rinvenuta consta di scodelle profonde a bocca circolare o quadrata e vasi ad alto piede (talora decorati con motivi geometrici), vasi e bicchieri a bocca quadrata e a fiasco, scodelle a bocca circolare (talora decorate con piccoli lobi sopraelevati sul bordo). La ceramica grossolana consta invece di vasi a bocca quadrata, a fiasco e a tronco di cono, grandi vasi profondi.

È da notare che alcuni vasi portano sul fondo l'impronta delle stuoie sulle quali presumibilmente poggiavano in fase di realizzazione.

Oggetti ornamentali[modifica | modifica wikitesto]

I ritrovamenti in questo caso non sono numerosi e si limitano a due metatarsi di lepre forati e cinque denti umani forati e limati.

Turismo e diporto[modifica | modifica wikitesto]

Il lago è d'interesse turistico, specie nella bella stagione, in cui diviene meta ideale per gite fuori porta da parte della popolazione del territorio vicentino. Nelle sue vicinanze sono presenti un bar (che si trova direttamente affacciato sul lungolago) e due pizzerie. Nelle acque del lago viene praticata la pesca sportiva, anche con l'utilizzo di barche e belly boat.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Società Editrice Athesis S.p.A, Società Editrice Athesis S.p.A, Piccoli rospi da salvare con le passerelle al lago, su Il Giornale di Vicenza.it, 2018.05.18T02:18:10+0200. URL consultato il 27 aprile 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Broglio, Leone Fasani, Le valli di Fimon nella preistoria, 1975, Neri Pozza editore.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN46145602371501361196 · LCCN (ENsh95003344 · J9U (ENHE987007544470105171
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