La reginetta dei monelli

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La reginetta dei monelli
Titolo originaleDimples
Paese di produzioneStati Uniti
Anno1936
Durata78 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1.37 : 1
Generemusicale
RegiaWilliam A. Seiter
SoggettoNunnally Johnson (non accreditato
SceneggiaturaArthur Sheekman, Nat Perrin
ProduttoreDarryl F. Zanuck
Nunnally Johnson (associato, non accreditato)
Casa di produzioneTwentieth Century Fox Film Corporation
Distribuzione (Italia)20th Century Fox (1937)
FotografiaBert Glennon
MontaggioHerbert Levy
MusicheR.H. Bassett, David Buttolph, Cyril J. Mockridge (non accreditati)
Louis Silver (direzione musicale)
ScenografiaWilliam S. Darling
Thomas Little (arredamenti)
CostumiGwen Wakeling
Sam Benson (supervisore guardaroba, non accreditato)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La reginetta dei monelli (Dimples) è un film del 1936 diretto da William A. Seiter.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trattamento del film riportava il titolo Under the Gaslight. Durante la lavorazione, il titolo cambiò da Dimples a The Bowery Princess, per poi ritornare a Dimples poco prima che la pellicola uscisse in distribuzione nelle sale[1].

La lavorazione del film - prodotto dalla Twentieth Century Fox Film Corporation - durò dall'inizio di maggio fino a metà giugno 1936[1].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il copyright del film, richiesto dalla Twentieth Century-Fox Film Corp., fu registrato il 16 ottobre 1936 con il numero LP6956[1].

Distribuito dalla Twentieth Century Fox Film Corporation, il film uscì nelle sale cinematografiche USA il 16 ottobre 1936, dopo essere stato presentato in prima a New York il 9 ottobre[1]. Nel 1937, venne distribuito in Portogallo (24 marzo, come A Princesinha da Rua), Finlandia (28 marzo, come Kultakutri), Giappone (in aprile), in Uruguay (2 aprile, come Princesita de arrabal), Danimarca (17 maggio), Austria (in giugno, come Sonnenmädel), Irlanda (2 luglio), Ungheria (21 luglio, come Az ucca üdvöskéje), Svezia (16 agosto, come Min farfar och jag)[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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