L'Atlantide (romanzo)

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L'Atlantide
Titolo originale L'Atlantide
Manuel Orazi - L'Atlantide.jpg
Poster (litografia) di Manuel Orazi del film L'Atlantide del 1921 tratto dal romanzo.
Autore Pierre Benoît
1ª ed. originale 1919
1ª ed. italiana 1920
Genere romanzo
Sottogenere avventura, fantastico
Lingua originale francese
Ambientazione Sahara

L'Atlantide è un popolare romanzo avventuroso con elementi fantastici/fantascientifici del 1919, scritto dal francese Pierre Benoît. La sua prima pubblicazione in italiano risale all'anno successivo.

Il romanzo vinse il Grand Prix du roman dell'Académie française e divenne subito un best seller tradotto in quindici lingue. Fu uno dei maggiori successi della letteratura avventurosa della prima metà del Novecento. Benoît stesso divenne membro dell'Académie française nel 1931.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Copertina di un'edizione in lingua inglese (1920)

Durante una spedizione in mezzo al deserto del Sahara due militari francesi, il capitano Morhange ed il tenente de Saint-Avit scoprono le rovine della perduta Atlantide, i cui abitanti sono gli antenati degli odierni Tuareg, su cui regna la regina Antinea, bellissima e amorale sacerdotessa che colleziona amanti trasformandoli in statue di Oricalco. Presso di lei vive anche un nobile polacco decaduto dal passato burrascoso ed è lui, una sera che è più ubriaco del solito, a rivelare a Saint-Avit ciò che tutti ignorano a cominciare dalla stessa Antinea: la regina è in realtà figlia sua e della sua amante francese che egli aveva subdolamente convinto a sposare un dignitario Tuareg in visita a Parigi ed al quale ovviamente avevano nascosto che fosse già incinta.

Antinea, che fino ad allora si era concessa agli uomini che faceva innamorare di se ma senza innamorarsene a sua volta e portandoli alla morte per disperazione, si innamora realmente di Mohrange ma questi (che era sul punto di prendere gli ordini religiosi) la respinge per cui lei istiga Saint-Avit ad ucciderlo. Sconvolto da ciò che ha fatto il tenente riesce a fuggire ma dopo alcuni anni ritorna volontariamente non potendo vivere senza di lei.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1919 il critico letterario Harry Magden affermò che Benoît, scrivendo L'Atlantide, aveva commesso un plagio del romanzo La donna eterna (She) di H. Rider Haggard del 1886-1887. Benoît promosse una causa per diffamazione, tuttavia perdendola.

Ad ogni modo le protagoniste femminili di entrambi i romanzi hanno vari elementi in comune con la leggendaria regina berbera Tin Hinan; Benoît aveva vissuto in gioventù in Tunisia, dove si era interessato agli usi e costumi dei Tuareg.[1][2]

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Dalla storia di Benoît sono state tratte numerose opere cinematografiche, di successo assai variabile, tra le quali:

Molti degli elementi del romanzo di Benoît si possono riscontrare inoltre nella miniserie televisiva Il segreto del Sahara del 1988, che però riporta tra i titoli di testa la dicitura "Ispirato all'opera di Emilio Salgari" (pur non facendo riferimento ad alcun titolo preciso).

Più recentemente dalla storia è stata tratta una graphic novel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elizabeth Kalta, Le mystère du Sahara et des hommes bleus
  2. ^ L. Sprague de Camp, Lost Continents, Courier Corporation, 17 luglio 2012, pp. 182–, ISBN 978-0-486-14792-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierre Benoît, L'Atlantide, 1919.
  • Pierre Benoît, L'Atlantide, traduzione di Dario Albani, Sonzogno, 1920, pp. 248.
  • Pierre Benoît, L'Atlantide, traduzione di Dario Albani, collana SuperBUR n° 121, Rizzoli, 1992, pp. 234, ISBN 88-17-11421-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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