Korean Central News Agency

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Korean Central News Agency
조선중앙롱신
Logo
StatoCorea del Nord Corea del Nord
Forma societariaazienda pubblica
Fondazione5 dicembre 1946
Sede principalePyongyang
Persone chiaveKim Ki-ryong
SettoreEditoria
Prodottiagenzia di stampa
Dipendenti2 000 (2004)
Sito web

La Korean Central News Agency (in coreano 조선중앙롱신?, Joseon JungangtongsinLR, Chosŏn Chungangt'ongsinMR; in italiano Agenzia Centrale di Stampa Coreana), abbreviata in KCNA, è l'agenzia di stampa pubblica della Corea del Nord e riporta le opinioni del governo sia all'interno che in altri Paesi del mondo. È stata fondata il 5 dicembre del 1946.[1]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La KCNA è l'unica agenzia di stampa della Corea del Nord[2] e ogni giorno mette a disposizione notizie per tutte le testate giornalistiche del paese tra cui giornali, radio e trasmissioni televisive tramite la Televisione Centrale Coreana e il Korean Central Broadcasting System all'interno della nazione.[3] La KCNA lavora sotto il comitato della TV di stato, attraverso cui è controllata dal Dipartimento di propaganda e agitazione del Partito del Lavoratori di Corea.[4] Nel dicembre del 1996, la KCNA incominciò a pubblicare i suoi articoli su Internet tramite il suo server situato in Giappone. Dall'ottobre 2010, le notizie vengono pubblicate su un nuovo sito, controllato da Pyongyang, e la produzione è stata aumentata in modo significativo per includere storie dal mondo che non hanno alcun collegamento con la Corea del Nord[5] come anche dai paesi con dei forti legami d'amicizia con il paese.

Oltre al coreano, la KCNA pubblica le notizie in inglese, russo e spagnolo. L'accesso al sito, assieme ad altri portali d'informazione nordcoreani, è stato bloccato dalla Corea del Sud dal 2004 e vi si può accedere soltanto con l'autorizzazione del governo.[6][7] Come agenzia di stampa, produce anche sommari delle notizie dal mondo per gli ufficiali nordcoreani e si presume che conduca indagini d'intelligence clandestine.[8]

Situata nella capitale Pyongyang al Potonggang-dong 1 nel Potonggang District,[3] la KCNA possiede uffici in diverse municipalità[2] e ha stretto accordi di scambio con più di 46 agenzie di stampa straniere,[3] inclusa la sudcoreana Yonhap,[9] avendo come principali partner la russa ITAR-TASS e l'Agenzia Nuova Cina. La KCNA possiede corrispondenti e uffici in sei paesi come Russia e Cina[10] e collabora con Reuters e Associated Press, dove quest'ultima possiede un ufficio permanente a Pyongyang, inoltre i giornalisti della KCNA vengono formati all'estero tramite i corsi della BBC e di Reuters.

Secondo il proprio sito, la KCNA "parla per il partito del lavoro di Corea e per il Governo della RPD di Corea" e viene descritta come l'organo ufficiale[11] Nel giugno del 1964 in una delle sue prime attività ufficiali, Kim Jong-il visitò le sedi della KCNA e disse che l'agenzia dovrebbe "propagare l'ideologia rivoluzionaria del Leader (Kim Il-sung) in tutto il mondo".[12] Tuttavia, l'agenzia offre anche uno sguardo unico alla "mentalità" nordcoreana.[13][14]

In una dichiarazione data dagli ufficiali alla KCNA il 12 giugno 1964, sottolinea le funzioni dell'agenzia di stampa:

«Per diventare una potente arma ideologica del nostro partito, la Korean Central News Agency deve fornire un servizio informativo in base all'idea e all'intenzione del grande leader e compagno Kim Il-sung, stabilire fermamente la Juche nel suo lavoro e incarnare pienamente lo spirito del partito, della classe lavoratrice e del servire il popolo. Deve prestare molta attenzione a ciascuna parola, a ciascun punto degli scritti che rende pubblici perché esprimono il punto di vista del nostro partito e del governo della nostra repubblica.[15]»

Secondo i principi e le linee guida sul lavoro di propaganda ideologica e agitazione politica imposti dal Partito del lavoro di Corea, l'agenzia generalmente tratta soltanto notizie positive riguardanti il paese per dare una buona immagine del popolo e della Corea del Nord all'estero.[16] Ciò nonostante ha sempre fornito informazioni sulle carestie che hanno colpito il paese,[17] riportando anche il disastro di Ryongchon nell'aprile del 2004, dopo un ritardo di due giorni.[18][19] La KCNA possiede anche una squadra sportiva negli annuali giochi a premi di Paektusan per gli impiegati civili.[20]

Il direttore generale della KCNA è Kim Ki-ryong.[3]

Temi ricorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli articoli della KCNA trattano generalmente di numerose tematiche specifiche:

  • Cronache dettagliate di eventi culturali, di solito assistite da vari dignitari
  • Denunciare azioni e attitudini di Stati Uniti,[21] Giappone,[22] Corea del Sud[23] e altre nazioni, soprattutto riguardo la cooperazione militare, eventi storici o commerci. Sono stati fatti degli attacchi personali ai leader americani, giapponesi e sudcoreani che non sono passati inosservati.
  • Riportare la posizione ufficiale della Corea del Nord sulle dispute in corso con il Giappone su questioni come la Ch'ongryŏn[24] e le donne di conforto.[25]
  • Far conoscere le celebrazioni degli eventi e delle idee della Corea del Nord nelle altre nazioni.
  • Chiamare alla riunificazione della Corea secondo i principi della Juche.[26][27]
  • Promuovere i culti della personalità di Kim Jong-un, Kim Jong-il e Kim Il-sung.[28][29] In questi articoli viene descritta nel dettaglio la routine quotidiana dei leader,[30] o vengono citati gli elogi da parte di organizzazioni alleate di altri paesi.[31][32]
  • Comunicazioni, visite e regali (senza specificarne il tipo) a e da varie nazioni alleate o dalla linea di pensiero simile.[33][34][35] Riguardo al numero di doni, la KCNA afferma che il primo leader Kim Il-sung ne riceveva "2 910 all'anno, 243 al mese e 8 al giorno."[36]
  • Nuovi sviluppi tecnologici come ad esempio la scoperta di un agente di preservazione del fiore nazionale della Kimjongilia,[37]un nuovo tipo di pesticida[38] e la creazione di anelli e braccialetti per la purificazione del sangue.[39]
  • Enfatizzare i nomi di Kim Il-sung, Kim Jong-il e Kim Jong-un ingrandendo i loro nomi all'interno dei testi.
  • Riferimenti a istituti, gruppi o centri "per lo studio dell'ideologia Juche". Per esempio, un articolo della KCNA del 12 giugno 2011 afferma che "Il Centro brasiliano per gli studi dell'idea Juche è stato inaugurato con una cerimonia all'Università di San Paolo il 4 giugno".[40] L'articolo inoltre riferisce di un anonimo "direttore" (che presumibilmente aveva presieduto durante la cerimonia) ma l'evento non era riportato da nessun'altra fonte d'informazione oltre alla KCNA secondo la data di quell'articolo (otto giorni dopo la presunta cerimonia).

Pratiche editoriali[modifica | modifica wikitesto]

La KCNA utilizza un linguaggio negativo, come "traditori", "guerrafondai" o "feccia umana", nei confronti di governi (specialmente quelli della Corea del Sud e degli Stati Uniti), organizzazioni o singoli che sono critici nei confronti del regime.[41] Per contrasto, ai leader Kim Jong-un, Kim Jong-il e Kim Il-sung vengono attribuite caratteristiche positive come una "saggezza eccezionale", "abilità uniche" o una "virtù nobile".[42]

Editoriali di capodanno[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996, la KCNA, assieme ad altri tre principali quotidiani di stato nordcoreani (Rodong Sinmun, Minju Choson e Joson Inmingun), pubblica un editoriale congiunto di Capodanno dove viene descritta la politica del paese per il nuovo anno e spesso glorificano il Songun, il governo e la leadership, oltre a incoraggiare la crescita della nazione. Sono anche critici verso i governi della Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti e del mondo occidentale per le politiche adottate nei confronti della Corea del Nord.[43][44]

Il primo gennaio 2006, l'agenzia pubblicò un editoriale congiunto dai giornali di stato dove veniva richiesto il ritiro delle truppe americane dalla Corea del Sud.[45] attirando l'attenzione dei media occidentali che lo definirono una "campagna nazionale per cacciare via le truppe degli Stati Uniti".[46] Il servizio inoltre aveva numerosi riferimenti al progetto di riunificazione coreana. L'editoriale del 2009 ricevette un'attenzione simile per l'assenza di una critica alla politica americana, l'ammissione dei gravi problemi economici del paese e per alcuni riferimenti anche alla denuclearizzazione della penisola coreana, considerati dagli analisti come un "segno di speranza".[47][48] Lo stesso avvenne nell'editoriale del 2010, dove venne chiesta la cessazione delle ostilità con gli Stati Uniti e una Corea priva di armi nucleari.[49]

Nell'edizione del 2011, oltre agli auspici per la denuclearizzazione e per una riduzione delle tensioni tra le due Coree, viene menzionata per la prima volta l'ascesa delle industrie leggere della Corea del Nord, sviluppatesi per l'imminente slancio dell'economia nazionale nel nuovo anno e per il compimento della missione nazionale del Kangsong Taeguk.

L'editoriale del 2012, il primo sotto il governo di Kim Jong-un, incominciò con un grande tributo a Kim Jong-il, con ricorrenti incitamenti per il miglioramento delle relazioni inter-coreane e per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Dichiarazione del 4 ottobre 2007. Richiamò l'intera nazione per dare priorità alla missione del 2012 di Kim Jong-il della "Nazione potente e prospera", continuare l'eredità sua e del padre Kim Il-sung per l'intero paese e per la causa socialista e innalzare e incoraggiare i vari settori che compongono la nazione a diventare contributori del progresso nazionale in tutti i campi e a tutti i costi.

Questa tradizione si concluse nel 2013, quando Kim Jong-un tenne il primo discorso di Capodanno in televisione da 19 anni.

Censura[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della purga e dell'esecuzione di Chang Sung-taek, la KCNA ha condotto la sua più grande operazione di censura sul proprio sito ufficiale, cancellando 35 000 articoli in lingua coreana e, considerando anche le traduzioni, più di 100 000 articoli in totale. Alcuni servizi furono modificati per omettere il nome di Chang[50] e non tutti gli articoli rimossi lo menzionavano in modo diretto.[51]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ K. M. Shrivastava, News agencies from pigeon to internet, New Dawn Press, 2007, ISBN 978-1-932705-67-6.
  2. ^ a b James Hoare, Historical dictionary of the Democratic People's Republic of Korea, Scarecrow Press, 2012, ISBN 978-0-8108-6151-0.
  3. ^ a b c d James Hoare, A political and economic dictionary of East Asia, 1st ed, Routledge, 2005, ISBN 1-85743-258-4.
  4. ^ (EN) KWP Propaganda and Agitation Department (PDF), su North Korea Leadership Watch.
  5. ^ (EN) KCNA significantly increasing output, su North Korea Tech, 4 marzo 2011.
  6. ^ (EN) Christian Oliver, Sinking underlines South Korean view of state as monster, su Financial Times, 4 aprile 2010. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2010).
  7. ^ (EN) North Korea Newsletter No. 56 (May 28, 2009), su Yonhap News, 28 maggio 2009. URL consultato il 13 giugno 2018.
  8. ^ Robert Henderson, Brassey's International Intelligence Yearbook: 2003 Edition, Brassey's, p. 292, ISBN 978-1-57488-550-7..
  9. ^ (EN) About us, su Yonhap News. URL consultato il 14 giugno 2018.
  10. ^ (EN) Mass Media, su Koreascope (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  11. ^ A. C. Quick, World Press Encyclopedia: A Survey of Press Systems Worldwide, 2nd eds., Gale, 2003, ISBN 978-0-7876-5584-6.
  12. ^ H. Lee, North Korea: A Strange Socialist Fortress, Greenwood Publishing Group, 2001, pp. 67, ISBN 978-0-275-96917-2.
  13. ^ G. Bennett e D. Dresner, Directory of Web Sites, Taylor & Francis, 1999, pp. 580, ISBN 978-1-57958-179-4.
  14. ^ (EN) North Korea hunger, su AlertNet, Reuters, 12 aprile 2009. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  15. ^ Korean Friendship Assosciation, A Talk to the Officials of the Korean Central News Agency (PDF), su libweb.uoregon.edu, 12 giugno 1964. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2012).
  16. ^ (EN) S. Korea Ranks Fourth in Asian Press Freedom, su Digital Chosunilbo, 12 aprile 2009. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  17. ^ (EN) John Sudworth, Is North Korea facing famine?, su BBC News, 21 marzo 2009. URL consultato il 13 giugno 2018.
  18. ^ (EN) Marwaan Macan-Markar, Reeling, hungry, N Korea heads to nuke talks, su Asia Times Online, 7 maggio 2004 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2004).
  19. ^ (EN) Past news, su KCNA, 30 aprile 2011. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2011).
  20. ^ (EN) Civil servants play basketball tournament, su The Pyongyang Times, 26 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2017).
  21. ^ (EN) U.S. Scenario for Preemptive Nuclear Attack on DPRK Blasted, su KCNA, 8 febbraio 2009. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2009).
  22. ^ (EN) KCNA Blasts Fukuda Regime's Suppression of Chongryon, su KCNA, 12 aprile 2009. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  23. ^ (EN) KCNA Blasts Lee Myung Bak Group's Anachronistic Confrontational Policy, su KCNA, 8 gennaio 2009. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  24. ^ (EN) Chongryon on preserving national character, su KCNA, 21 maggio 2002. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  25. ^ (EN) Japanese Reactionaries' Moves to Cover up "Comfort Women" Issue under Fire, su KCNA, 6 novembre 2006. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2009).
  26. ^ (EN) All Koreans Urged to Remain True to Idea of "By Our Nation Itself", su KCNA, 9 gennaio 2009. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  27. ^ (EN) DPRK's Important Days Marked in Foreign Countries, su KCNA, 12 aprile 2009. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  28. ^ (EN) North Korea - Annual report 2005, su Reporters without borders, 13 aprile 2009. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2009).
  29. ^ (EN) Ian Liston-Smith, Meagre media for North Koreans, su BBC News, 15 gennaio 2009. URL consultato il 14 giugno 2018.
  30. ^ (EN) Kim Jong Il Inspects KPA Unit, su KCNA, 2 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2008).
  31. ^ (EN) Kim Jong Il's Leadership Praised in Peru and India, su KCNA, 30 giugno 2005 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  32. ^ (EN) Kim Il Sung and Kim Jong Il Lauded, su KCNA, 8 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  33. ^ (EN) Floral Basket and Congratulatory Letter to Kim Jong Il from Cambodia, su KCNA, 9 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  34. ^ (EN) Reception for FM of Myanmar and His Party, su KCNA, 29 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  35. ^ (EN) Chinese Art Troupe Gives Performances, su KCNA, 29 ottobre 2008. URL consultato il 14 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  36. ^ (EN) Many gifts to Kim Il Sung, su KCNA, 8 aprile 2003 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  37. ^ (EN) Agent for Preserving Kimjongilia Developed, su KCNA, 20 ottobre 2008. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  38. ^ (EN) Past news, su KCNA, 12 aprile 2009. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  39. ^ (EN) Blood-Purifying Finger Ring, su KCNA, 18 maggio 2005. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2009).
  40. ^ (EN) Brazilian Center for Study of Juche Idea Formed, su KCNA. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2012).
  41. ^ (EN) KCNA Commentary Blasts S. Korean Mandarin's Hysteric Remarks, su KCNA, 30 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2013).
  42. ^ (EN) Kim Jong Un Elected First Chairman of NDC of DPRK, su KCNA, 13 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2012).
  43. ^ (EN) North Korea issues New Year denuclearization pledge, su Reuters, 31 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2009).
  44. ^ (EN) N. Korea Vows to Rebuild Economy in New Year Message, su The Korea Times, 1º gennaio 2009.
  45. ^ (EN) Joint New Year Editorial Issued, su KCNA, 1º gennaio 2006 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2013).
  46. ^ (EN) North Korea Demands U.S. Troop Withdrawal, su FOX News, 31 dicembre 2005 (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2007).
  47. ^ (EN) 2009 Joint New Year Editorial Issued, su KCNA, 1º gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2009).
  48. ^ (EN) North Korea message is mild on US, su BBC News, 1º gennaio 2009.
  49. ^ (EN) Sam Kim, N. Korea calls for end to enmity with U.S., hints at return to nuclear talks, su Yonhap News, 1º gennaio 2010. URL consultato il 14 giugno 2018.
  50. ^ (EN) Michelle FlorCruz, Korean Central News Agency (KCNA) Deletes Online Archive Of News After Execution Of Jang Song Thaek, su International Business Times, 16 dicembre 2013.
  51. ^ (EN) Martin Weiser, On Reading North Korean Media: The Curse of the Web, su Sino NK, 31 ottobre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN132553741 · LCCN (ENn82216853 · GND (DE253257-8 · WorldCat Identities (ENn82-216853