Katharina Lanz

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Katharina Lanz

Katharina Lanz, detta anche Catarina (San Vigilio di Marebbe, 20 settembre 1771Andraz, 8 luglio 1854), era una donna, originaria della Val Badia, che secondo una leggenda avrebbe combattuto contro i francesi durante le guerre napoleoniche; è oggi ricordata come una figura patriottica tirolese, talvolta dipinta come la "Giovanna d'Arco del Tirolo".

Della vita della Lanz, come di altre "eroine" tirolesi (come la trentina Giuseppina Negrelli) si sa poco, e ciò che si sa è arrivato attraverso un'immagine rielaborata, se non inventata della loro biografia, scritta da chi ha deliberatamente utilizzato le loro figure per farne delle eroine.[1]

La leggenda della battaglia di Spinga[modifica | modifica wikitesto]

Catarina Lanz originaria della val Badia, all'età di 25 anni si trasferì a Spinga di Rio di Pusteria, nei pressi di Bressanone, per imparare il tedesco. In quell'anno la Contea del Tirolo fu coinvolta nella guerra della prima coalizione antifrancese.

Il 2 aprile 1797 a Bressanone ha avuto luogo la battaglia fra le truppe francesi e quelle del Sacro Romano Impero, conclusosi con una vittoria francese. Un scontro minore si combatté a Spinga.

Una leggenda afferma che una ragazza avrebbe fronteggiato le truppe francesi armata con un forcone. La leggenda era basata sulla sulla testimonianza del borgomastro del paese che affermava "qualcuno ha visto qui, tra gli altri, una ragazza di campagna, proveniente da Spinga che, in piedi sopra il muro del cimitero, armata solo di un forcone, respingeva i nemici che si lanciavano all'attacco".[2]

L'identità della presunta protagonista rimase sconosciuta. Dopo svariate dispute nel 1870, fu identificata nell'ormai deceduta Lanz. A partire da tale anno si ebbe la costruzione del mito dell'eroina tirolese, rappresentata come una devotissima giovane vergine. L'insistere sui concetti di purezza virginale e devozione era funzionale a rendere accettabile alla conservatrice società tirolese di fine Ottocento, la figura di donna "guerriera", che divenne quindi parte dell'iconografia patriottica tirolese.[3]

A Livinallongo, dove la Lanz era andata servizio di un prete ad Andraz, venne sepolta con gli onori militari[E come? Era morta e sepolta da 16 anni.].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa parrocchiale di Spinga una finestra a vetri la ritrae, mostrandola però presso la porta della cappella (contro la relazione che la descriva invece sul muro del cimitero), sempre alle prese con i soldati francesi, armata di forcone. La didascalia recita:

(DE)

« Keines frechen Fremdlings Fußtritt Soll das Heiligtum beflecken, Will Altar und Tabernakel Noch mit meiner Liebe decken! »

(IT)

« Nessun passo straniero malizioso farà macchia nel santuario, l'altare e il tabernacolo continueranno a coprire il mio amore! »

(autore ignoto)

Le è intitolata la Schützenkompanie Buchenstein di Livinallongo del Col di Lana.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Andreas Hofer eroe della fede, Il Cerchio, Rimini, 1998. ISBN 88-86583-48-6
  • R. Sarzi, Andreas Hofer, A Mantova in catene...: La simpatia popolare per la vittima del dispotismo napoleonico, il processo e la condanna dell'eroe del Tirolo, Editoriale Sometti, Mantova, 1999-2006. ISBN 88-7495-174-4
  • (DE) Gschließer: Lanz Katharina. In: Österreichisches Biographisches Lexikon 1815–1950 (ÖBL). Band 5. Verlag der Österreichischen Akademie der Wissenschaften, Wien 1972, p. 21.
  • (DE) Siglinde Clementi, Gustav Pfeifer unter Mitarbeit von Carlo Romeo: Editorial. Tirol-Trentino - Eine Begriffsgeschichte. Geschichte und Region 9. Jahrgang, 2000. Jahrbuch der Arbeitsgruppe Regionalgeschichte, Bozen.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fra realtà e leggenda riscoperte quattro eroine del Tirolo di Hofer, in Alto Adige. URL consultato il 1° novembre 2017.
  2. ^ (DE) Lanz Katharina, Österreichisches Biographisches Lexikon 1815–1950 (ÖBL). Band 5. Verlag der Österreichischen Akademie der Wissenschaften, Vienna 1972, p. 21.
  3. ^ Fra realtà e leggenda riscoperte quattro eroine del Tirolo di Hofer, in Alto Adige. URL consultato il 1° novembre 2017.

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