Giuseppina Negrelli

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Gioseffa Franca Elisabetta Giovanna Negrelli, soprannominata Giuseppina (Fiera di Primiero, 27 maggio 1790Mezzano, 18 dicembre 1842), è stata una patriota tirolese, protagonista dell'Insorgenza che oppose il suo popolo all'occupazione francese.

Era sorella del famoso ingegnere Luigi Negrelli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppina Negrelli nacque poco prima della Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte a Fiera di Primiero, oggi in Trentino e allora parte della contea del Tirolo. La sua era una numerosa e ricca famiglia di commercianti di legname: il padre, Angelo Michele, era stato borgomastro di Fiera; la madre, Elisabetta Würtemperger, aveva origini tedesche.

Quando, nel 1796, Napoleone entrò a Trento, decise di unire l'intera regione tirolese al Regno di Baviera, alleato dei francesi. Ben presto il malcontento si fece sentire, anche perché la popolazione era spesso oggetto delle angherie delle truppe occupanti.

Il 3 marzo 1809 scoppiò in val di Fiemme una rivolta che si estese ben presto a tutto il Tirolo.

L'insurrezione tirolese[modifica | modifica wikitesto]

In Primiero fu subito costituita una Commissione di difesa con a capo il borgomastro Angelo Michele Negrelli e vennero organizzate sei compagnie di Schützen agli ordini degli Hauptmann Francesco Bosio di Canale, Luigi Savoi di Soprapieve, Luigi Piazza di Imer, Francesco Zorzi di Mezzano, del conte Villabruna di Transacqua e del conte Giuseppe Welsberg di Fiera.

Quest'ultimo era padrino di Giuseppina la quale, appena diciottenne, chiese e ottenne di militare nella sua compagnia come portabandiera e staffetta, potendo servirsi di un cavallo, indossare abiti maschili e prendendo così parte all'insorgenza contro i francesi con un gruppo di volontari lungo lo Schener.

In seguito alcuni reparti di Schützen guidati proprio dalla Negrelli compirono delle sortite nel territorio di Feltre e di Belluno, operando requisizioni di ogni sorta di generi e respingendo alcuni reparti franco-piemontesi. Tale gesto fu elogiato in una lettera scritta dal barone Paolo von Taxis, tenente colonnello e comandante degli avamposti, che scrisse: "Una certa Giuseppina Negrelli, di 18 anni, indossati abiti maschili, è partita con i Bersaglieri per la guerra e le donne stesse si sono sistemate in una posizione da cui poter rovesciare sassi sul nemico. Questa notizia, partecipatami dal Signor Intendente Generale, sarà resa nota a tutti".

Il destino della Contea del Tirolo però, si decise su altri campi di battaglia: Napoleone, vincitore a Wagram nel luglio del 1809, era entrato a Vienna, obbligando gli Austriaci ad abbandonare il Tirolo e la Carinzia al loro destino. Queste terre furono così unite al Regno d'Italia come dipartimento dell'Alto Adige, e alla comunità di Primiero fu imposta una pesantissima tassa di settemila fiorini come indennità di guerra. Ne pagò le conseguenze principalmente il sindaco Negrelli, tanto che nel 1810 fu trattenuto in carcere a Trento finché non fu versata l'intera la somma pattuita.

Con le battaglie di Lipsia, nel 1813, e di Waterloo, nel 1815, l'impero napoleonico crollò e il Tirolo tornò all'Impero Austriaco. Gli abitanti del Primiero furono lodati per il coraggio dimostrato contro i franco-piemontesi e i sacrifici sostenuti e alla Negrelli fu assegnata una medaglia d'oro per il valore dimostrato.

Il resto della sua vita trascorse senza particolari eventi: nel 1816 sposò Antonio Zorzi ed ebbe tre figli, Francesco, Michelangelo ed Eugenia. Morì a Mezzano la sera de 18 dicembre 1842, forse a causa di una flebite durata sessanta giorni. Fu tumulata nel cimitero del paese due giorni dopo.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppina Negrelli, assieme ai connazionali Katharina Lanz e ad Andreas Hofer, è una delle figure simboliche della Insorgenza tirolese contro il dominio napoleonico.

La Compagnia di bersaglieri tirolesi di Primiero è intitolata all'eroina tirolese e nell'agosto 2011 le è stato dedicato un cippo in località Pontet di Imer.

Annualmente viene ricordata dalla Federazione delle Compagnie Schützen del Tirolo Meridionale con una cerimonia solenne.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Siglinde Clementi, Gustav Pfeifer unter Mitarbeit von Carlo Romeo: Editorial. Tirol-Trentino - Eine Begriffsgeschichte. Geschichte und Region 9. Jahrgang, 2000. Jahrbuch der Arbeitsgruppe Regionalgeschichte, Bozen.
  • P. Gulisano, Andreas Hofer. Il tirolese che sfidò Napoleone, Ancora, 2010
  • Aa.Vv., Andreas Hofer eroe della fede, Il Cerchio, Rimini, 1998. ISBN 88-86583-48-6
  • R. Sarzi, Andreas Hofer - A Mantova in catene...: La simpatia popolare per la vittima del dispotismo napoleonico, il processo e la condanna dell'eroe del Tirolo, Editoriale Sometti, Mantova, 1999-2006. ISBN 88-7495-174-4
  • G. Faustini, Andreas Hofer nella storia, Publilux, Trento 1985
  • F.M. Agnoli, Andreas Hofer, eroe cristiano
Controllo di autoritàVIAF: (EN267964984 · LCCN: (ENno2011039723 · GND: (DE14301546X · CERL: cnp01278179
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