Kara Koyunlu

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Kara Koyunlu
Qara Qoyunlu Turcomans 1407–1468.png
Carta dell'estensione territoriale di Kara Koyunlu
Dati amministrativi
Nome completoTurcomanni della Pecora Nera
Nome ufficialeقره قویونلو
Lingue parlateTurmeno, persiano (anche per poesie)[1]
CapitaleTabriz
Politica
Forma di StatoMonarchia
Capo di StatoBayram Xoca (1375–1378)

Hasan 'Ali (1467–1468)

Nascita1374
Fine1468
Territorio e popolazione
Religione e società
Religione di StatoIslam
Evoluzione storica
Preceduto daJalayridi
Succeduto daAk Koyunlu
Ora parte diArmenia Armenia
Azerbaigian Azerbaigian
Georgia Georgia
Iran Iran
Iraq Iraq
Turchia Turchia

I Kara Koyunlu o "Turcomanni della Pecora Nera", erano una federazione tribale di origine oghuz che dominò l'attuale Azerbaigian, inclusi gli attuali Iran nordoccidentale e Iraq dal 1375 al 1468.

Questa popolazione era in stato di vassallaggio alla dinastia jalayride di Baghdad e Tabriz dal 1375, quando il capo della loro tribù regnante governava Mosul, ma si ribellò e guadagnò la propria indipendenza sotto la guida di Kara Yusuf.

Nel 1400 Tamerlano sconfisse i Kara Koyunlu, costringendo Kara Yusuf alla fuga in Egitto, dove trovò la protezione dei Mamelucchi. Egli radunò un esercito e nel 1406 riconquistò Tabriz. Nel 1410 essi catturarono Baghdad, dove l'insediamento di una dinastia turcomanna sancì la caduta dei Jalairidi. Nonostante le lotte di successione tra gli eredi di Kara Yusuf, morto nel 1420, e la crescente minaccia dei Timuridi, i Kara Koyunlu mantennero una forte presa sui territori in loro possesso.

Jahan Shah stipulò una pace col Timuride Shah Rukh, ma questa fu presto ignorata: quando Shah Rukh morì nel 1447, i Kara Koyunlu annetterono parte dell'Iraq e la costa orientale della penisola arabica, mentre i Timuridi l'Iran orientale.

i ricercatori associano il dialetto oghuz di Kara-Qoyunlu alla lingua turcmena. Ad esempio, Faruk Şumer ha registrato che il dialetto oghuz orientale di Kara-Qoyunlu è chiamato oggi la lingua turcmena[2] e Muhsin Behramnejad ha chiamato la lingua azerbaigiana come lingua ereditata dalle tribù turkmene Kara-Qoyunlu.[3]  Sultan Kara-Koyunlu 1435-1467 Jahan Shah è il rappresentante generalmente riconosciuto della poesia turcmena.[4]

Nonostante la gran parte delle conquiste fossero avvenute sotto il suo governo, il regno di Jihan Shah fu turbato dalle ribellioni dei suoi figli e i governatori di Baghdad, diventati quasi del tutto autonomi fin quando egli si decise ad espellerli nel 1464.

Nel 1466 egli tentò di prendere Diyar Bakr agli Ak Koyunlu, ma questo tentativo si risolse con la morte dello stesso Jihan Shah e col crollo del regno dei Kara Koyunlu, a cui contribuì anche una serie di diverse rivolte armene. Nel 1468 gli Ak Koyunlu avevano ormai spazzato via i resti dei rivali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Minorsky, 1954, p. 283
  2. ^ M. Faruk Sümer, «Kara Koyunlular», s. VIII: Kara-Koyunlular Anadolu'dan Iran'a vuku bulan bu siyasi göç hareketlerinin müsebbibi oldukları gibi, aynı zamanda Iran'da yeniden Türkmen hâkimiyetinin başlamasının ve bununla alâkah olarak da Arerbaycan'ın kat'i bir surette türkleşmesini temin edecek yeni bir iskan hareketinin ilk âmili de olmuşlardır. Bu sözlerden de anlaşlıacağı üzere, onların konuştukları türkçe, tabil bugün Azeri lehçesi denilen doğ Oguz veya Türkmen lehçesi idi. Kara-Koyunlu hükümdarlarından Cihan-Sah'ın Azeri edebiyatının mümessillerinden biri oldugu bugün kat'i olarak anlaşılmıştır.
  3. ^ M. Behramnejad, «Karakoyunlular, Akkoyunlular: Iran ve Anadoluda Türkmen Hanedanları», s. 14: Karakoyunlu ve Akkoyunlu Türkmenlerinin bölgedeki hakimiyetleri sonucunda birçok Türkmen aşiret bölgeye yerleşmiş, bunların bakiyeleri tarafından İran'da Safevî Devleti edilmişdir. Bugün Doğu Anadolu'nun bir kısmında başta Iğdır ver Kars, İran ve Azerbaycan'da kullanılan Azerice denilen doğu Oğuz veya Türkmen lehçesi bunlardan bize kalan önemli miraslardır.
  4. ^ V. Minorsky. Jihān-Shāh Qara-Qoyunlu and His Poetry (Turkmenica, 9). Bulletin of the School of Oriental and African Studies, University of London. — Published by: Cambridge University Press on behalf of School of Oriental and African Studies, 1954. — V.16, p . 272, 283: «It is somewhat astonishing that a sturdy Turkman like Jihan-shah should have been so restricted in his ways of expression. Altogether the language of the poems belongs to the group of the southern Turkman dialects which go by the name of PersianTurkish.»; «As yet nothing seems to have been published on the Br. Mus. manuscript Or. 9493, which contains the bilingual collection of poems of Haqiqi, i.e. of the Qara-qoyunlu sultan Jihan-shah (A.D. 1438—1467).»

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