Sultanato di Rum

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Sultanato di Rum
Sultanato di Rum - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale سلجوقیان روم

Saljūqiyān-e Rūm
(Selgiuchidi di Rūm)

Lingue parlate persiano (ufficiale)

turco (popolare)

Capitale Iconio
Altre capitali Nicea
Dipendente da Impero selgiuchide (1077-1153)
Impero bizantino (1161-1175)
Politica
Forma di Stato confederazione
Forma di governo
Sultani elenco
Visir elenco
Nascita 1077 con la divisione dall'Impero Selgiuchide con Suleyman I ibn Qutulmish
Fine 1307 per lotte interne
Territorio e popolazione
Bacino geografico 400.000 km²
Religione e società
Religioni preminenti Islam, Cristianesimo
Religione di Stato Islam
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of the Greek Orthodox Church.svgImpero bizantino
Succeduto da Flag of the Greek Orthodox Church.svg Impero bizantino
Ottoman flag.svg Impero ottomano
Flag of the Ilkhanate.svg Ilkhanato

Il Sultanato di Rûm o Sultanato di Nicea o Sultanato di Iconio (dal nome delle due capitali succedutesi nel tempo: Nicea e Iconio) (in turco moderno Rûm Selçuklu Devleti o Anadolu Selçuklu Devleti o Konya Selçuklu Devleti), fu il primo impero turco d'Anatolia, creato dalla dinastia dei Selgiuchidi. Originariamente vassallo dell'Impero selgiuchide dell'Iran, il sultanato gli sopravvisse, rimanendo quale entità autonoma fino all'invasione mongola. La dinastia sopravvisse dal 1077 al 1307. Siccome la corte del Sultanato era molto mobile, città come Kayseri e Sivas furono a loro volta per certi periodi capitali. Al suo apogeo, il sultanato si estendeva nell'Anatolia centrale dalla costa di Antalya-Alanya sul Mar Mediterraneo al territorio di Sinope sul Mar Nero. Ad est, il sultanato assorbì altri stati turchi e raggiunse il Lago di Van. Il suo limite occidentale raggiungeva Denizli e quasi il bacino del Mar Egeo.

Il termine "Rūm deriva dalla parola araba per Impero Romano. I Selgiuchidi chiamarono le terre del loro sultanato Rum perché fu stabilito su terre a lungo considerate "romane", o bizantine.

Il sultanato prosperò, particolarmente tra il tardo XII e il XII secolo quando prese ai bizantini porti strategici sulle coste del Mar Mediterraneo e del Mar Nero. Nell'Anatolia i Selgiuchidi favorirono il commercio con un programma di costruzione di caravanserragli, che facilitarono l'afflusso di beni dall'Iran e dall'Asia Centrale ai porti. Nacquero commerci molto intensi, specialmente con i genovesi in questo periodo. L'accresciuto benessere permise al sultanato di assorbire altri stati turchi stabilitisi in Anatolia dopo la battaglia di Manzicerta: i Danishmendidi, i Saltukidi (Saltuklu) e gli Artuqidi. I sultani selgiuchidi riuscirono con successo a respingere le Crociate, ma nel 1243 dovettero soccombere all'avanzata dei Mongoli. I Selgiuchidi divennero vassalli dei Mongoli, e nonostante gli sforzi di scaltri amministratori per preservare l'integrità dello Stato, il potere del sultanato si disintegrò nella seconda metà del XIII secolo, e scomparve completamente nel primo decennio del XIV.

Nei suoi ultimi decenni, il territorio del Sultanato selgiuchide di Rum vide emergere un gran numero di piccoli principati, o beylik, tra i quali c'era l'Osmanoğlu, conosciuto più tardi come Ottomano, che prese il sopravvento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La battaglia di Manzicerta e la nascita del Sultanato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Manzicerta.

Dopo la dura sconfitta inflitta dal padre Alp Arslan ai Bizantini nella battaglia di Manzicerta del 1071, il nuovo Gran Sultano dell'Impero selgiuchide, Malik Shah I si trovò aperta la via dell'Anatolia, una terra ricca di pascoli (conseguenti all'impoverimento dell'agricoltura provocata dalle politiche bizantine dell'XI secolo), ideale per l'insediamento delle orde nomadi di Turcomanni giunte in Persia al seguito dei Selgiuchidi.

Nel 1072 il sultano affidò così al cugino Suleyman I ibn Qutulmish il compito di invadere il nuovo territorio. Tra il 1073 e il 1081, Suleyman si impadronì di gran parte dell'Anatolia, costituendovi un autonomo sultanato, vassallo dell'impero di Malik Shah. La capitale del nuovo stato venne posta a Nicea, conquistata nel 1077.

Il Sultanato di Rum e gli stati circostanti 1200 circa.

Nel 1085 Suleyman prese a espandersi verso oriente, prendendo Antiochia e l'intera Cilicia, seguite, nel 1086, dalla grande città di Edessa. Questa espansione lo mise in rotta con il cugino Tutush I, sovrano del neo-costituito Sultanato di Damasco, che mosse contro di lui, sconfiggendolo prima ad Aleppo e quindi ad Antiochia, dove Suleyman I cadde in battaglia, mentre il figlio Qilij Arslan veniva condotto in ostaggio ad Isfahan, nelle mani del gran sultano Malik Shah.

La prima crociata e la crisi del sultanato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima Crociata e Crociata del 1101.
caravanserraglio Hanabad a Çardak (1230)

Dopo la morte di Malik Shah, il nuovo gran sultano Mahmud I, in guerra con lo zio Tutush ibn Alp Arslan di Damasco, inviò nel 1092 il giovane Qilij Arslan a riprendere il proprio trono di Nicea. Questi trovò il proprio regno frammentato nelle mani di numerosi signorotti locali e dovette trascorrere diverso tempo prima che riuscisse a rafforzare la propria posizione.

Nel mentre, il basileus di Costantinopoli, Alessio I Comneno, preoccupato della perdita dell'Anatolia, cuore della potenza del suo impero, aveva invocato soccorso dai cristiani latini d'Occidente. Andando oltre le intenzioni dell'imperatore, nel 1096 papa Urbano II proclamò una grande crociata contro i musulmani per la liberazione della Terrasanta e della Cristianità orientale.

Rassicurato dalla facile vittoria ottenuta sulla "crociata dei pezzenti" di Pietro l'Eremita, il sultano sottovalutò la minaccia costituita dai numerosi eserciti occidentali che si andavano concentrando a Costantinopoli e i cui capi stavano offrendo vassallaggio all'Imperatore. Perduta Nicea, presa d'assalto dai crociati nel 1097, Qilij Arslan tentò di bloccarli sulla strada per Iconio (turco; Konya), sua nuova capitale, ma venne duramente battuto nella Battaglia di Dorylaeum e dovette ritirarsi abbandonando la città. Convenientemente ai trattati di vassallaggio, gli Occidentali consegnarono le terre conquistate ad Alessio Comneno, che proseguì poi la riconquista, assumendo in breve il controllo dell'intera fascia costiera dell'Asia Minore.

Il declino del Sultanato di Rum, vassallo dei Mongoli, ed i beylik emergenti 1300 circa.

Il successo ottenuto nel 1101 contro i nuovi eserciti crociati di passaggio in Anatolia, consentì ai Selgiuchidi di riprendere sicurezza. Qilij Arslan, costretto nei propri territori orientali dalla pressione bizantina, cercò di espandersi ai danni dei Selgiuchidi di Persia e Siria, ma, sconfitto nel 1107 non lontano da Mossul, morì durante la marcia di rientro.

Sotto i successori di Qilij Arslan, Malikshah e Mas'ud I il sultanato dovette subire la riscossa bizantina, mentre ad oriente, il crollo nel 1153 dell'Impero selgiuchide di Persia, travolto dalle guerre intestine, rendeva impossibile un soccorso dai Selgiuchidi d'Asia. La situazione continuò a peggiorare fino a quando, nel 1161, il sultano Qilij Arslan II dovette recarsi a Costantinopoli per divenire tributario dell'imperatore Manuele I Comneno.

La battaglia di Miriocefalo e la ripresa del potere selgiuchide[modifica | modifica sorgente]

Nel 1175 Qilij Arslan II si ribellò all'autorità bizantina, rifiutando di cedere i territori conquistati ai Danishmendidi. Manuele Comneno marciò contro di lui con l'intero esercito bizantino, ma cadde in un'imboscata nella valle di Miriocefalo e la sua armata venne distrutta. La grande vittoria permise ai Selgiuchidi di Rum di liberarsi della sottomissione e di arrestare la ripresa dell'impero di Costantinopoli.

La situazione rimase piuttosto stabile sino al 1204, quando a sorpresa, la Quarta Crociata investì Costantinopoli, conquistandola e creando un effimero Impero Latino, mentre i Bizantini si ritiravano nei territori rimasti, costituendo in Anatolia l'Impero di Nicea e l'Impero di Trebisonda. Nel 1261, d'altro canto, la riconquista bizantina di Costantinopoli e la rinascita dell'Impero non mutarono di molto la situazione.

Dopo la morte dell'ultimo imperatore selgiuchide, Toghrul III, nel 1194, i Selgiuchidi di Rum rimasero gli unici rappresentanti della dinastia. Kaykhusraw I assediò Iconio nel 1205, che era stata presa dai Crociati. Sotto il suo governo e quello dei suoi successori, Kaykaus I e Kayqubad I, il potere selgiuchide in Anatolia raggiunse il suo apogeo. La conquista più importante di Kaykhusraw fu quella del porto di Attalia (Antalya) sulla costa mediterranea nel 1207. Soggiogò anche il regno armeno di Cilicia, ma nel 1218 dovette consegnare la città di Aleppo acquisita da al-Kamil. Kayqubad continuò ad acquisire terre lungo la costa mediterranea dal 1221 al 1225. In quegli anni inviò anche una spedizione militare in Crimea attraverso il Mar Nero. Ad est sconfisse i Mengugekidi e fece pressione sugli Artuqidi.

Pace e decadenza[modifica | modifica sorgente]

Sultanato di Iconio nel 1204 (in grigio chiaro).

Kaykhusraw II (1237-1246) diede inizio al suo regno catturando la regione attorno a Diyarbakır, ma nel 1239 dovette fronteggiare un'insurrezione condotta da un popolare predicatore di nome Baba Ishak. Dopo tre anni, quando riuscì finalmente a reprimere la rivolta, l'avamposto in Crimea fu perso, e lo Stato e l'armata del sultanato si indebolirono. È in queste condizioni che dovette affrontare una ben più pericolosa minaccia, quella dell'espansione dei Mongoli. Le armate mongole presero Erzurum nel 1242, e nel 1243 il sultano fu sconfitto da Bayju alla Battaglia di Köse Dağ (una montagna tra le città di Sivas ed Erzincan) e i Selgiuchidi da allora in poi cominciarono a giurare lealtà ai Mongoli e gradualmente divennero loro vassalli. Il sultano stesso fuggì ad Antalya dopo la battaglia del 1243, e lì morì nel 1246. La sua morte causò una tripartizione del sultanato, e poi un dualismo che durò fino al 1260.

Il regno selgiuchide fu diviso fra i tre figli di Kaykhusraw. Il più anziano, Kaykaus II (12461260), assunse il comando nell'area ad ovest del fiume Kızılırmak. I suoi fratelli minori, Qilij Arslan IV (12481265) e Kayqubad II (1249-1257) furono posti a governare le regioni ad est del fiume, sotto l'amministrazione mongola. Nell'ottobre del 1256, Bayju sconfisse Kaykaus II presso Aksaray e tutta l'Anatolia divenne ufficialmente soggetta al condottiero mongolo Munke. Nel 1260 Kaykaus fuggì da Konya alla Crimea, dove morì nel 1279. Kilij Arslan IV fu giustiziato nel 1265 e Kaykhusraw III (12651284) divenne il sovrano nominale di tutta l'Anatolia, anche se il potere di fatto era esercitato dai Mongoli e dai più influenti reggenti del sultano.

Lo Stato selgiuchide cominciò a dividersi in piccoli emirati (Beylik) che si distanziarono sempre più sia dal controllo mongolo che da quello selgiuchide. Nel 1277, in risposta ad una chiamata dall'Anatolia, il sultano mamelucco Baybars razziò l'Anatolia e sconfisse i Mongoli, rimpiazzandoli temporaneamente come amministratore del regno selgiuchide. Ma siccome le popolazioni locali che lo avevano chiamato in Anatolia non si presentarono a difendere il territorio, dovette ritornare in Egitto, e l'amministrazione mongola fu ripristinata, ufficialmente e severamente.

Verso la fine del suo regno, Kaykhusraw III poteva reclamare la sovranità diretta solo sulle terre attorno a Konya. Alcuni Beylikati (incluso quello ottomano al suo principio) e governatori selgiuchidi d'Anatolia continuavano a riconoscere, sebbene solo nominalmente, la supremazia del sultano di Konya, esprimendo i khutba in nome del sultano di Konya in riconoscimento della sua sovranità, e i sultani continuavano a farsi chiamare Fahreddin, "l'orgoglio dell'Islam". Quando Kaykhusraw III fu giustiziato nel 1284, la dinastia Selgiuchide soffrì nuove lotte interne che durarono fino al 1303 quando il figlio di Kaykaus II, Mesud II, si stabilì come sultano a Kayseri. Fu assassinato nel 1307 come poco dopo anche suo figlio Mesud III. Un parente distante della Dinastia Selgiuchide si instaurò momentaneamente come emiro di Konya, ma fu sconfitto e le sue terre conquistate dai Karamanidi nel 1328. Lo sfascio dell'impero rese tutte le province indipendenti. Da una di queste, proclamatasi sultanato sotto la guida di Osman I, prese vita poco dopo, passata la marea mongola, l'Impero Ottomano. La sfera di influenza monetaria del sultanato durò ancora un po', e monete di conio selgiuchide, generalmente considerate di affidabile valore, continuarono ad essere usate nel XIII secolo, anche dagli Ottomani.

Arte ed architettura[modifica | modifica sorgente]

La torre rossa Kızıl Kule costruita tra il 1221 e il 1226 da Kayqubad I ad Alanya

L'eccezionale periodo di prosperità in cui visse l'Anatolia tra il XII e il XIII secolo, tra le Crociate e l'invasione mongola, è evidenziato da eccellenti lavori di architettura ed arti decorative.

Tra queste ci sono i caravanserragli (o hans), usati come fermate, stazioni commerciali e difese per le carovane. Di essi ne furono costruiti circa un centinaio durante il periodo dei Selgiuchidi d'Anatolia particolarmente interessanti. La loro ineguagliabile concentrazione nel tempo e nella geografia dell'Anatolia rappresenta una delle più impressionanti opere dell'intera storia dell'architettura islamica.

Il più grande caravanserraglio è il Sultan Han, costruito nel 1229 dal sulla strada tra le città di Konya ed Aksaray, nella cittadina di Sultanhanı dipendente dalla seconda, della superficie di 3.900 metri quadrati. Ci sono due caravanserragli che portano il nome "Sultan Han", l'altro si trova tra Kayseri e Sivas. Inoltre, a parte Sultanhanı, cinque altre città nella Turchia devono il loro nome ai caravanserragli lì costruiti. Sono Alacahan nel distretto di Kangal, Durağan, Hekimhan e Kadınhanı, oltre alla cittadina di Akkale/Akhan nell'area metropolitana di Denizli. Il caravanserraglio di Hekimhan è unico poiché ha, sotto l'usuale iscrizione in arabo con informazioni relative all'edificio, due altre iscrizioni in armeno e siriaco, siccome fu costruito dal dottore (hekim) del sultano Kayqubad I che si pensa fosse cristiano di origini, convertito all'Islam. Ci sono altri casi particolari come l'insediamento nel sito di Kalehisar (contiguo ad un antico sito ittita), vicino ad Alaca, fondato dal comandante selgiuchide Hüsameddin Temurlu, che si era rifugiato nella regione dopo la sconfitta alla battaglia di Köse Dağ, ed aveva fondato una cittadina che comprendeva un castello, una madrasa, una zona abitata ed un caravanserraglio, più tardi abbandonati, attorno al XVI secolo. Tutto tranne il caravanserraglio, che ancora non è stato scoperto, furono esplorati negli anni sessanta dallo storico dell'arte/archeologo ottomano Oktay Aslanapa, ed i ritrovamenti, come diversi documenti, attestano l'esistenza di un vivace insediamento nel sito, ad esempio il firmano ottomano del 1463 che da istruzioni ai direttori della madrasa di non alloggiare nella scuola ma nel caravanserraglio.

Lista dei Sultani di Rum[modifica | modifica sorgente]

Riguardo ai nomi dei sultani, ci sono varianti nella forma e nell'ortografia a seconda delle preferenze di una fonte o dell'altra, o per fedeltà nella traslitterazione della variante persiana dell'arabo usato dal sultano, o per rendere la corrispondenza alla moderna fonologia ed ortografia turca. Alcuni sultani avevano due nomi che sceglievano di usare alternativamente. Mentre i due palazzi costruiti da Alaeddin Keykubad I portano i nomi di Palazzo di Kubadabad e Palazzo Keykubadiye, chiamò la sua moschea a Konya Moschea di Alaeddin e la città portuale di Alanya da lui catturata "Alaiye". Similarmente, la madrasa costruita da Gıyaseddin Keyhüsrev I a Kayseri, nel complesso (Külliye) dedicato a sua sorella Gevher Nesibe fu chiamata Madrasa Gıyasiye, e quella costruita da Izzeddin Keykavus I a Sivas fu chiamata Madrasa Izzediye.

Sultani di Rum
Suleyman ibn Qutulmish 1077-1086
Qilij Arslan I 1092-1107
Malikshah 1107-1116
Mas'ud I 1116-1156
ʿIzz al-Dīn Qilij Arslan II 1156-1192
Giyāth al-Dīn Kaykhusraw I (primo regno) 1192-1196
Rukn al-Dīn Suleymānshāh II 1196-1204
Qilij Arslan III 1204-1205
Giyāth al-Dīn Kaykhusraw I (secondo regno) 1205-1211
ʿIzz al-Dīn Kaykaus I 1211-1220
ʿAlāʾ al-Dīn Kayqubad I 1220-1237
Kaykhusraw II 1237-1246
ʿIzz al-Dīn Kaykaus II e Rukn al-Din Qilij Arslan IV 1246-1260
Rukn al-Dīn Qilij Arslan IV 1260-1265
ʿAlāʾ al-Dīn Kayqubad II 1249-1257
Giyāth al-Dīn Kaykhusraw III 1265-1284
Giyāth al-Dīn Masʿūd II (primo regno) 1284-1296
ʿAlāʾ al-Dīn Kayqubad III 1298-1302
Giyāth al-Dīn Masʿūd II (secondo regno) 1303-1308

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Steven Runciman, Storia delle Crociate, 2 voll., Torino, Einaudi.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]