Johann Trollmann

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Johann Trollmann
Trollmanngross.jpg
Nome Johann Wilhelm Trollmann
Nazionalità Germania Germania
Peso 71-73 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi medi

Pesi mediomassimi

Carriera
Incontri disputati
Totali 64
Vinti (KO) 31 (11)
Persi (KO) 19 (7)
Pareggiati 14
Palmarès

Campione nazionale dei pesi mediomassimi 1933

 

Johann Wilhelm Trollmann, soprannominato Rukeli o Gipsy (Wilsche, 27 dicembre 1907Wittenberge, 31 marzo 1944Dato per morto il 9 febbraio 1943), è stato un pugile tedesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Johann Trollmann nacque a Wilsche, nella Bassa Sassonia, il 27 dicembre del 1907 da una famiglia di etnia sinti composta da genitori ed otto fratelli. Venne da sempre soprannominato Rukeli ("albero" in sinti) per via dei ricci scuri e del fisico prestante. Durante la sua carriera pugilistica verrà poi soprannominato anche Gibsy, "zingaro", soprannome che si farà cucire sui pantaloncini con cui saliva sul ring.

Trollmann crebbe a Hannover, nel centro storico Tiefenthall; praticava la boxe dall'età di otto anni. Cominciò ad allenarsi in una scuola comunale.

Vinse il campionato della Germania del sud e divenne membro della BC Heroes di Hannover, boxe club fondato nel 1922. Durante l'adolescenza vinse molti altri campionati regionali, ottenne il titolo di campione della Germania del nord, e partecipò a campionati per pugili amatoriali.

Nel 1928 partecipò alle selezioni per le Olimpiadi di Amsterdam, da cui venne poi scartato perché, essendo sinti, non poteva rappresentare la Germania nei giochi olimpici. Dopo di ciò, Trollmann si unì alla più nota associazione sportiva dei lavoratori di Hannover, la BC Sparta Linden. I giornali lo diffamarono spesso per via delle sue origini, chiamandolo Gipsy, "zingaro", ma anche criticandolo per il suo stile del tutto nuovo, quasi danzante.

Nel 1929 passò al professionismo grazie al suo manager Ernst Zirzow.


La carriera da professionista[modifica | modifica wikitesto]

Il suo esordio a Berlino come pugile professionista cominciò nel 1929, in cui disputò un incontro con Willy Bolze.

Il suo stile era caratterizzato da brevi movimenti, simili a dei "balletti" e che ricordano molto a quelli che, molti anni dopo, avrebbero caratterizzato lo stile di Muhammad Ali. Il giovane e carismatico Trollmann fu particolarmente apprezzato dalle fan donne, con cui flirtava spesso durante i suoi incontri.

Nel 1930 partecipò e vinse tredici incontri di fila in tutta la Germania. A partire dal 1932 combatteva solo contro i migliori sia nei pesi medi che nei mediomassimi. Divenne un personaggio importante nello scenario pugilistico tedesco dell'epoca. In seguito all'ascesa del partito nazionalsocialista la boxe prese un nuovo nome: Deutscher Faustkampf, pugilato tedesco. I boxe club in Germania furono riorganizzati e arianizzati, cominciando la persecuzione ed emarginazione di tutti gli sportivi non ariani. Nell'aprile del 1933 in base alle Leggi di Norimberga promulgate dalla dittatura di Adolf Hitler, gli ebrei non poterono più boxare, così la corona dei mediomassimi, abbandonata dall'ebreo Eric Seelig, fu abbandonata. Venne contesa il 9 giugno del 1933 tra Adolf Witt e Trollmann, alla birreria Bock di Berlino. Nonostante stesse vincendo, i giudici di gara nazisti e il gerarca (nonché presidente della federazione pugilistica) Georg Radamm, decretarono la fine dell'incontro con un "no decision". Dopo un'insurrezione del pubblico, furono costretti a dichiarare Trollman vincitore e, quindi, campione nazionale dei pesi mediomassimi.

Otto giorno dopo la federazione gli tolse il titolo con la scusa di aver tenuto un comportamento anti sportivo durante il combattimento. Il 21 luglio 1933 gli propongono di competere di nuovo per il titolo, stavolta contro Gustav Eder. Per questo incontro gli fu vietato di muoversi dal centro del ring, la guardia bassa, niente "danze", pena la revoca della licenza. Portando avanti la pagliacciata, Johann Trollmann si presentò con il corpo cosparso di farina e i capelli tinti di biondo, in una caricatura dell'ariano, e mantenne la parola data perdendo al quinto round.

La persecuzione nazista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua sconfitta contro Eder, Trollmann fu costretto a combattere clandestinamente nei luna park e incontri sporadici che perdeva, puntualmente, a causa di insurrezioni razziali contro di lui. Persino il suo manager, Zirzow, fu costretto ad abbandonarlo nel 1933. Dopo che gli revocarono la licenza di professionista, nel 1934, visse ad Hannover e il governo lo costrinse ai lavori forzati spalando carbone nel quartiere di Hainholz; durante la sera era costretto, per racimolare più soldi, a fare da cameriere a Kreuzklappe. Nel marzo del 1935 diventò padre di una bambina, Rita, avuta dall'amore con Olga Frieda Bilda, ragazza di origini cosacche conosciuta quand'era ancora studentessa. Nel giugno dello stesso anno, la coppia si sposò.

Braccato per subìre a sterilizzazione imposta a tutti gli zingari, si rifugiò nei boschi di Hannover per diversi mesi finché, dopo che la famiglia ricevette diverse minacce di morte dalla Gestapo, tornò si lasciò sterilizzare. Nell'ottobre del 1938 divorziò per salvare la moglie e la figlia, permettendo loro di cambiare cognome, altrimenti accusate di "insulto alla razza" e poi deportate.

Per un breve periodo visse di nascosto in casa di uno dei fratelli finché, nel 1939, fu chiamato dalla Wehrmacht, le forze armate tedesce, per combattere sul fronte contro la Francia, la Polonia, il Belgio e la Russia. Tornò a Berlino nel 1941, ferito alla spalla, per le cure mediche ma dopo il periodo di riposo, la Gestapo lo arrestò e deportò al campo di concentramento di Neuengamme, vicino Amburgo.


Il campo di concentramento e la morte[modifica | modifica wikitesto]

A Neuengamme si occupò della fabbricazione di mattoni. Le condizioni di vita pessime lo fecero deperire in fretta, arrivando a pesare circa 40 chilogrammi. Debole e malato, venne riconosciuto da un ex arbitro di boxe delle SS, Albert Lutkemeyer, che lo costrinse a combattere tutte le sere contro gli altri soldati in cambio di grappa e un tozzo di pane in più. Il 9 febbraio 1943, il suo nome viene scritto sul registro dei morti del campo, che affermava che il detenuto 9841 era morto di broncopolmonite e che erano state ritrovate tre corone d'oro al lato destro della mandibola.

Johann Trollmann, invece, era stato aiutato dal Comitato Detenuti Illegali del campo: gli venne affidato il numero di matricola di un altro detenuto morto da poco, e venne trasferito al campo di lavoro di Wittenberge, sottocampo di Neuengamme.

Cominciò qui il suo ultimo anno di vita. A Wittenberge le condizioni di vita erano pessime ma migliori di quelle di Neuengamme, le razioni di cibo proporzionali alla fatica, si tagliava il fieno per la produzione di fibra e non v'erano forni crematori. Nel marzo del 1944 venne riconosciuto da un kapò ed ex pugile dilettante, Emil Cornelius, che si impunta per combattere contro l'ex campione di Germania. Andrà al tappeto a metà della seconda ripresa.

La vittoria di Rukeli gli costò la vita poiché, pochi giorni dopo, il 31 marzo 1944 verrà ucciso dallo stesso Cornelius a colpi di badilate. Altre fonti riportano, invece, con un colpo d'arma da fuoco.

La sua morte verrà dichiarata solo con la fine della guerra, nel 1945, in seguito alla dichiarazione di un testimone oculare dell'omicidio, l'ex detenuto Robert Landsberger.

Incontri disputati[modifica | modifica wikitesto]

Data Avversario Luogo Esito
12-03-1934 Arthur Polter Palmengarten, Lipsia L
9-03-1934 Walter Mueller Wilmersdorfer Tennishalle - Wilmersdorf L
9-03-1934 Walter Sabbotke Spichernsaele - Berlino L (KO)
26-12-1933 Rienus De Boer Rheinlandhalle - Colonia L (KO)
3-12-1933 Walter Sabbotke Flora Theater - Amburgo L
25-11-1933 Erwin Bruch Spichernsaele - Berlino L (TKO)
5-11-1933 Gustav Eybel Flora Theater - Amburgo W
27-10-1933 Franz Boja Spichernsaele - Berlino L
8-10-1933 Fred Boelck Flora Theater - Amburgo L (KO)
1-09-1933 Waler Sabbotke Spichernsaele - Berlino D
21-07-1933 Gustav Eder Bockbrauerei - Berlino L (KO)
9-06-1933 Adolf Witt Bockbrauerei - Berlino W
26-05-1933 Otto Klockemann Konzerthaus - Hannover W (TKO)
16-05-1933 Gustave Roth Anversa (Belgio) L
28-04-1933 Karl Eggert Spichernsaele - Berlino D
21-04-1933 Walter Eggert Spichernsaele - Berlino D
12-04-1933 Hans Fraberger Konzert-Haus - Vienna W
31-03-1933 Hans Seifried Neue Welt - Berlino D
12-03-1933 Helmut Hartkopp Flora Theater - Amburgo W
26-02-1933 Fred Boelck Flora Theater - Amburgo W (TKO)
3-02-1933 Claude Bassin Neue Welt - Berlino D
20-01-1933 Karl Ogren Spichernsaele - Berlino D
27-12-1932 Hein Domgoergen Spichernsaele - Berlino L
11-12-1932 Adolf Witt Flora Theater - Amburgo L
27-11-1932 Adolf Witt Flora Theater - Amburgo D
18-11-1932 Julian van Hoof Kristallpalast - Magdeburg W (TKO)
9-11-1932 Hein Domgoergen Neue Welt - Berlino D
24-10-1932 Josef Czichos Ausstellungshalle - Dresda W
7-10-1932 Rienus De Boer Spichernsaele - Berlino W
15-09-1932 Onofrio Russo Neue Welt - Berlino W (TKO)
5-08-1932 Karl Ogren Bockbrauerei - Berlino W
19-07-1932 Walter Sabbotke Saalbau Friedrichshain - Prenzlauer Berg W (KO)
3-06-1932 Erich Seeling Bockbrauerei - Berlino L
9-05-1932 Adolf Witt Ausstellungshalle - Dresda W
31-03-1932 Josef Czichos Tennis Halle - Berlino W
12-03-1932 Hans Seifried Spichernsaele - Berlino L
4-03-1932 Claude Bassin Barghaus - Hannover L (KO)
26-02-1932 Rudi Beier Spichernsaele - Berlino W (TKO)
5-02-1932 Heinrich Buchbaum Kasino - Brema W
29-01-1932 Jack Beasley Spichernsaele - Berlino D
15-01-1932 Franz Boja Barghaus - Hannover W
27-12-1931 Erich Tobeck Spichernsaele - Berlino L
11-12-1931 Paul Vogel Tennis Halle - Berlino W
20-11-1931 Otto Hoelzl Spichernsaele - Berlino D
17-04-1931 Hein Domgoergen Neue Welt - Berlino L
1-03-1931 Franz Krueppel Neue Welt - Berlino D
13-02-1931 Erich Tobeck Spichernsaele - Berlino L
5-12-1930 Paul Vogel Sportpalast - Berlino W
7-11-1930 Arie van Vliet Etablissement Sagebiel - Amburgo D
10-10-1930 Otto Hoelzl Barghaus - Hannover D
19-09-1930 Hein Heeser Barghaus - Hannover D
29-08-1930 Emil Koska Spichernsaele - Berlino W
27-07-1930 Walter Peter Lunapark - Berlino W
4-07-1930 Paul Vogel Sportpalast - Berlino W
23-05-1930 Franz Krueppel Stadthalle - Barmen W
2-05-1930 Georg Gebstedt Barghaus - Hannover W (KO)
12-04-1930 Erwin Stiegler Schuetzenhof - Bochum W
27-02-1930 Walter Poehnisch Barghaus - Hannover W
15-02-1930 Hans Thies Schuetzenhof - Bochum W (TKO)
10-01-1930 Erich Tobeck Spichernsaele - Berlino L
5-01-1930 Joseph Esteve Westfalenhalle - Dortmund W
27-12-1929 Paul Vogel Spichernsaele - Berlino W (KO)
4-12-1929 Alex Tomkowiak Barghaus - Hannover W (KO)
18-10-1929 Willy Bolze Spichernsaele - Berlino W


Riconoscimenti postumi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2003 la federazione pugilistica tedesca decise di riconsegnare la corona, sottratta a Trollmann settant'anni prima, alla figlia Rita Vowe-Trollmann, nominando così ufficialmente Johann Trollmann detentore del titolo di campione tedesco dei pesi medio-massimi.
  • Nel 2010 a Berlino fu inaugurato un monumento rappresentate un ring costruito da un gruppo di artisti con Alekos Hofstetter che commemora il sacrificio del pugile Trollmann[1].
  • Tiefenthall, la via del centro storico di Hannover in cui crebbe Trollmann, dal 2004 si chiama Johann-Trollmann-Weg[2].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2013 venne pubblicato il libro di Repplinger Buttati giù, zingaro, dedicato alla storia del pugile Johann Trollmann e del calciatore Tull Harder.
  • Nel 2015, la band pugliese C.F.F. gli dedicò il brano Come fiori, del quale è stato anche realizzato un videoclip pubblicato su Youtube.
  • Nel 2015 l'attore teatrale Gianmarco Busetto mette in scena lo spettacolo 9841/Rukeli che racconta la storia del pugile.
  • Nel 2016 il premio Nobel Dario Fo pubblicò il libro Razza di zingaro, dedicato alla figura di Trollmann.
  • Nel 2016 il giornalista e scrittore esordiente Mauro Garofalo pubblicò il libro Alla fine di ogni cosa, romanzo biografico incentrato sul pugile sinti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trollmann, il pugile zingaro che sfidò il Terzo Reich, l'Unità. URL consultato l'11 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2010).
  2. ^ Repplinger, p. 290

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roger Repplinger, Buttati giù zingaro. La storia di Johann Trollmann e Tull Harder, Upre Roma, 2013, ISBN 978-88-908573-0-0.
  • Mauro Garofalo, Alla fine di ogni cosa, Frassinelli, 2016, ISBN 978888832087
  • Dario Fo, Razza di zingaro, Chiarelettere, 2016, ISBN 978-88-6190-762-1.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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