Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea

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Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea
Isuc Logo.JPG
Logo dell'Isuc
AbbreviazioneIsuc
TipoIstituto per la ricerca storica
Fondazione1974
Sede centraleItalia Perugia
PresidenteItalia Mario Tosti
Sito web

L'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea (Isuc) è un istituto di ricerca storico che ha lo scopo di approfondire e diffondere la conoscenza della storia dell'Umbria contemporanea. È associato all'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Insmli) ed ha sede a Perugia all'interno del palazzo del Seminario in piazza IV Novembre 23. Il 12 giugno 2013 è stata inaugurata la sezione dell'Istituto a Terni presso palazzo Gazzoli in via del Teatro romano 13. Dall'aprile 2015 la sezione ternana è stata definitivamente trasferita in piazzale Antonio Bosco 3/A.

L'attuale Consiglio di Amministrazione, rinnovato il 9 maggio 2017, è composto da Mario Tosti, (Presidente), Carla Arconte (Vicepresidente), Pasquale Guerra, Luca La Rovere, Alessia Coletti, Mirella Pioli, Emanuela Venturi. Direttore responsabile è Alberto Sorbini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sede in Piazza IV Novembre
Vista dagli uffici

Nel clima delle celebrazioni del trentesimo anniversario della Resistenza, nel 1974, per iniziativa dei consiglieri regionali e di ex partigiani, venne costituito con la Legge regionale n. 31 del 29 aprile 1974 l'Istituto per la storia dell'Umbria dal Risorgimento alla Liberazione. Il 26 agosto dello stesso anno, un apposito comitato di 7 membri, procedette alla creazione dello statuto dell'Istituto, il quale verrà approvato con legge regionale il 10 aprile 1975. Il Consiglio Regionale il 6 aprile del 1976 nominò una commissione provvisoria, rappresentativa di tutti gli orientamenti politici e culturali espressione dei partiti della Resistenza, composta da nove membri: prof. Fiorella Barroccini, prof. Carlo Carini, prof. Arnaldo D'Addario, prof. Giambiagio Furiozzi, avv. Francesco Innamorati, dott. Ugo Lucarelli, prof. Olga Marinelli, prof. Ruggero Puletti, prof. Carlo Tomassini. La commissione ebbe l'incarico di prendere tutti gli opportuni provvedimenti per assicurare il funzionamento dell'Istituto. La commissione svolse una prima campagna soci prendendo contatto con la realtà comprensoriale e convocando personalità e associazioni interessate all'attività dell'Istituto, raggiungendo così il numero di 281 soci di cui 221 a titolo individuale e 60 fra Comuni, sindacati, scuole, biblioteche, associazioni culturali e partigiane. I nuovi soci e il Consiglio Regionale in seguito nominarono i 13 membri del comitato direttivo. Nel corso della prima e della seconda seduta assembleare, svolte nel febbraio e nell'ottobre del 1977, venne eletto come presidente dell'Istituto la prof. Fiorella Bartoccini[1]. Nel 1983 l'Istituto ha assunto la denominazione attuale ed ha raggiunto la piena autonomia statuaria con la ristrutturazione del 1995 (Legge regionale n. 6), che gli ha consentito di entrare a far parte della rete degli istituti storici associati all'Insmli.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Il primo presidente è stata la professoressa Fiorella Bartoccini (1977-1986) allora ordinario di storia del Risorgimento presso l'ateneo perugino, a cui ha fatto seguito Raffaele Rossi (1986-2001) senatore della Repubblica. Nel 2001 è stato nominato Mario Tosti, ordinario di storia moderna, attuale presidente.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

L'attività scientifica dell'Istituto privilegia importanti settori quali la storia della Resistenza, la storia della ricostruzione in Umbria, la storia d'impresa, le migrazioni, i totalitarismi, le guerre, gli internamenti e l'immagine della regione nei resoconti dei viaggiatori. A tal fine provvede in particolare a: curare e promuovere ricerche studi e pubblicazioni; raccogliere e ordinare documenti, pubblicazioni ed ogni altro tipo di testimonianza; assegnare borse di studio e di ricerca; formare gruppi di studio e di ricerca; promuovere corsi di aggiornamento per insegnanti e di educazione permanente; adottare ogni altra iniziativi idonea, quali convegni, mostre e seminari. Nel perseguire tali scopo l'Istituto stabilisce contatti con il mondo della scuola e instaura rapporti con enti e associazioni aventi fini analoghi, con istituti universitari e istituzioni culturali[2]. Ha promosso in collaborazione con l'Icsim (Istituto per la cultura e la storia d'impresa “F. Momigliano”, di Terni) il Premio Gianfranco Canali contributo di ricerca in Storia Contemporanea e in collaborazione con la Regione Umbria e la Filef (Federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie) il “Premio Pietro Conti”. Ha curato la ricerca e l'allestimento del Museo regionale dell'emigrazione Pietro Conti a Gualdo Tadino.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Sezione locale - Monografie
Monografie

Il patrimonio della biblioteca è di circa 12.000 tra volumi, opuscoli e periodici. Conserva pubblicazioni specialistiche, studi e ricerche di bassa distribuzione: un patrimonio per la conoscenza della rete delle microstorie dell'Umbria dall'Unità ad oggi, con particolare attenzione alle due guerre mondiali, fascismo, antifascismo e Resistenza, al dopoguerra e alla ricostruzione, alla Repubblica italiana, all'emigrazione, all'archeologia industriale, alla didattica della storia. Nel 2011 l'Istituto tramite una convenzione, ha acquisito il patrimonio librario del Centro internazionale di documentazione del libro scolastico. La documentazione consiste in oltre 4.000 pubblicazioni fra manuali, libri di testo, riviste pedagogiche provenienti da tutti i paesi del mondo, grazie alla donazioni di Ambasciate, di docenti delle Università straniere e di privati cittadini.

Fototeca[modifica | modifica wikitesto]

Conserva 8.000 fotografie in bianco e nero ed a colori, negativi e diapositive che restituiscono molteplici aspetti della vita politica, economica, sociale della regione a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Il nucleo principale della fototeca conserva immagini che documentano la partecipazione dell'Umbria e dei suoi cittadini ai due conflitti mondiali. Si tratta di un patrimonio di immagini originali e duplicati, raccolto fra donazioni private, versamenti pubblici, e archivi della aziende presenti nel territorio umbro. Nel 2008 le foto sono state catalogate e riprodotte in formato digitale nel catalogo biblioteca on line[3].

Videoteca[modifica | modifica wikitesto]

La videoteca dell'Istituto raccoglie circa 600 tra vHS e dvd relativi alla storia contemporanea dell'Italia, dei quali oltre 130 riguardano nello specifico l'Umbria. Si tratta di documentari e filmati relativi ad episodi di storia locale e nazionale che vengono utilizzati per scopi didattici durante i laboratori con le scuole.

Audioteca[modifica | modifica wikitesto]

Si compone di 114 nastri contenenti interviste che attraverso testimonianze dirette prendono in considerazione molteplici aspetti della vita e della società umbra dalla seconda guerra mondiale ai primi anni '50.

Archivio storico[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio è costituito da 211 buste dove sono conservati in originale o in copia fondi di associazioni politiche e culturali, ma anche di privati cittadini. I vari fondi sono stati recentemente riordinati e sono tutti consultabili.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

L'Isuc da sempre ha seguito negli anni diversi ambiti di approfondimento che hanno portato a promuovere ricerche, a volte commissionate da istituzioni pubbliche e private, sui temi delle migrazioni, della storia d'impresa, della guerra, del fascismo, della Resistenza, dell'internamento, della storia locale.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei quarant'anni di attività, l'Isuc ha pubblicato oltre cento volumi. Si tratta di lavori promossi dall'Istituto, a completamente dell'attività di ricerca e didattica, oppure sviluppati in collaborazione con ricercatori, altri istituti e anche istituzioni dell'Umbria. Le pubblicazioni sono raggruppate per collana:

  1. Testimonianze e Materiali
  2. Studi e Ricerche
  3. Memorie
  4. Strumenti
  5. Archivi
  6. Viaggiatori stranieri attraverso l'Umbria
  7. Materiali
  8. Materiali per la memoria
  9. Umbria/Europa
  10. Cataloghi mostre
  11. Settimane di storia e studi sull'impresa
  12. Fuori collana
  13. Convegni “Dal conflitto alla libertà”
  14. Collaborazioni
  15. Premio Conti
  16. Premio Anppia/Anpi
  17. Ristampe
  18. Quaderni del museo dell'Emigrazione
  19. Museo didattica

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto è anche agenzia di formazione per insegnanti sulla storia del Novecento, realizza corsi e seminari in collaborazione con la Direzione generale dell'Ufficio scolastico regionale per l'Umbria e con le scuole.

Laboratori didattici[modifica | modifica wikitesto]

Collecroce
Nocera Umbra - Villaggio Le Prata
Colfiorito

Da alcuni anni l'Isuc, sulla scorta di un'attività di ricerca e una produzione storiografica locale, perennemente in dialogo con quello nazionale, ha messo a tema un argomento particolare, quello dell'internamento di civili in strutture concentrazionarie allestite dal regime fascista durante la Seconda guerra mondiale nella regione umbra. Dalla metà del 1942 al settembre 1943, funzionarono sette campi di questo tipo, due dei quali, il campo di internamento di Colfiorito e il PG 77 di Pissignano, destinati quasi esclusivamente a civili montenegrini. Su tale ambito tematico sono stati costruiti due laboratori didattici sul luogo a Colfiorito, Collecroce e Pissignano, con il supporto di pubblicazioni edite dall'Istituto. Inoltre dal 2008 l'Istituto, grazie alla collaborazione con la Provincia di Perugia è il responsabile scientifico dei viaggi di istruzione ad Auschwitz in cui i luoghi vengono letti attraverso la chiave dei diritti negati. Hanno aderito al progetto scuole medie e superiori umbre e polacche.

Sportello scuola[modifica | modifica wikitesto]

Progetta con i docenti percorsi metodologici di ricerca didattica e gestisce uno sportello di consulenza per studenti ed insegnanti.

Educazione alla cittadinanza[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione a progetti europei in sinergia con istituzioni locali e relative produzione di strumenti didattici come giochi e quaderni. Proprio in questo ambito è nato il progetto Human Rights Sunirse – Hu.Ri.Su.[4] con l'obiettivo comune di fornire agli studenti e agli insegnanti beneficiari la consapevolezza dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi e valori comuni su cui si fonda la cittadinanza europea, nella convinzione che la cultura dei diritti umani, nell'attuale mondo globalizzato deve diventare imprescindibile fondamento della politica, dell'economia e delle relazioni sociali. Il progetto è giunto alla sua fase finale con la realizzazione della prima edizione del Gioco della Cultura dei Diritti Umani. Un modo nuovo di affrontare tematiche serie ed epocali che attengono il cammino della nostra civiltà e la nostra contemporaneità. Esso restituisce al gioco la sua natura profondamente educativa e rappresenta per i giovani uno strumento utile per conoscere, comprendere e fare propria la cultura dei diritti umani e le sue progressive evoluzioni.

Dizionario biografico umbro dell'Antifascismo e della Resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Nell'attività dell'Isuc ha avuto un'importanza particolare la riscoperta di personaggi dimenticati dell'antifascismo umbro e della loro attività durante la dittatura, uguale rilevanza è stata data ai protagonisti della Resistenza nella regione, attraverso la pubblicazione di memorie, diari e autobiografie. Mancando un lavoro analitico che possa offrire un panorama completo delle figure e dei personaggi noti e meno noti attivi durante il ventennio fascista e durante la guerra di liberazione, la proposta di un dizionario biografico risponde a questo scopo. Per l'antifascismo le voci riguardano gli ammoniti, i sottoposti al confino, i sorvegliati, i condannati dal Tribunale speciale; per la Resistenza invece i membri dei CLN cittadini e provinciali, i comandi delle brigate e delle bande partigiane, i dirigenti dei partiti antifascisti e i membri dell'amministrazione civile nelle zone libere. Una particolare attenzione viene data a stranieri con posizioni rilevanti nella resistenza umbra e di umbri che partecipano alla guerra di liberazione in altri paesi europei.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia dell'Umbria dal risorgimento alla liberazione. Notiziario dell'Istituto storico regionale, 1978.
  2. ^ Statuto | Isuc
  3. ^ OPAC Sebina OpenLibrary, su opac.crumbria.it. URL consultato il 24 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2013).
  4. ^ Il progetto è promosso dalla provincia di Perugia, in collaborazione con Tamat org. e La società dello spettacolo, con la consulenza scientifica dell'Isuc, cofinanziato dal Programma Cultura 2007-2013 della Commissione europea, a cui hanno partecipato oltre ai partner italiani, la Deputazione di Granada (Spagna), l'Ance – Athens Network of Collaborating Experts di Atene e la Prefettura di Preveza (Grecia), il Centro studentesco di Novisad e il Distretto Bačka meridionale (Serbia).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]